_Come il re di Francia comperò il Dalfinato._
Il re di Francia posandosi nella tregua col re d’Inghilterra, avendo
papa Clemente sesto, suo protettore ne’ fatti temporali, perocchè
per lui si teneva essere al papato, e amava sopra modo d’accrescere
i suoi congiunti, i quali erano uomini del re di Francia, e però il
re traeva in sussidio della guerra danari al bisogno; e le decime del
reame e tutte grazie che volea domandare il papa senza mezzo l’otriava,
trapassando l’onestà del suo pontificato: e perocchè i cardinali erano
la maggior parte di suo reame, non si ardivano a contrapporre a cosa
che volesse. Era in que’ dì il Dalfino di Vienna uomo molle, e di poca
virtù e fermezza. Costui alcuno tempo tenne vita femminile e lasciva,
vivendo in mollizie: ed appresso volle usare l’arme: e andò capitano
per la Chiesa alle Smirne in Turchia, e dove poteva acquistare onore
e pregio, tornò con poca buona fama: e per bisogno impegnò alla Chiesa
il Dalfinato per fiorini centomila d’oro: ed essendo morta la moglie,
credendo prosperare in abito chericile, sperando in quello divenire
cardinale, vendè al re Filippo di Francia il Dalfinato, contro alla
volontà de’ suoi paesani, e pagò la Chiesa: e fatto cherico fu dal
papa promosso in patriarca.... nel quale finì sua vita spegnendo
la fama della casa sua. E il re di Francia, perdendo per la guerra
d’Inghilterra in ponente, accresceva senza guerra in levante i confini
al suo reame.