_Come i fedeli del conte Galeotto si rubellarono da lui e dieronsi al
comune di Firenze._
In questo anno, i fedeli del conte Galeotto de’ conti Guidi si
rubellarono da lui, perocchè lungamente gli avea male trattati, per
sua crudeltà e dissoluta vita: e all’entrata del mese di marzo del
detto anno gli tolsono il forte castello di san Niccolò, e tutte le sue
terre e tenute intorno a quello, e ’l suo tesoro e arnesi, che n’era
fornito nobilmente, e di presente si diedono al comune di Firenze. Il
quale, perocchè il detto conte sempre avea nimicato il nostro comune,
perocchè era ghibellino, ricevette la fortezza e gli uomini in sua
giurisdizione e libera signoria, con quelle solenni cautele che i
detti uomini poterono fare; e fecionli popolani e contadini, dando loro
per alcuno tempo certe immunità. E ordinata la guardia delle castella
nelle mani de’ cittadini, a’ popoli diede podestà che gli reggesse, e
messe le castella e gli uomini ne’ suoi registri. Dinominò e intitolò
l’acquisto, il contado di san Niccolò del comune di Firenze.