CAP. XXIV.

_Come i fedeli del conte Galeotto si rubellarono da lui e dieronsi al

comune di Firenze._

In questo anno, i fedeli del conte Galeotto de’ conti Guidi si

rubellarono da lui, perocchè lungamente gli avea male trattati, per

sua crudeltà e dissoluta vita: e all’entrata del mese di marzo del

detto anno gli tolsono il forte castello di san Niccolò, e tutte le sue

terre e tenute intorno a quello, e ’l suo tesoro e arnesi, che n’era

fornito nobilmente, e di presente si diedono al comune di Firenze. Il

quale, perocchè il detto conte sempre avea nimicato il nostro comune,

perocchè era ghibellino, ricevette la fortezza e gli uomini in sua

giurisdizione e libera signoria, con quelle solenni cautele che i

detti uomini poterono fare; e fecionli popolani e contadini, dando loro

per alcuno tempo certe immunità. E ordinata la guardia delle castella

nelle mani de’ cittadini, a’ popoli diede podestà che gli reggesse, e

messe le castella e gli uomini ne’ suoi registri. Dinominò e intitolò

l’acquisto, il contado di san Niccolò del comune di Firenze.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 31 / 190 题