CAP. XVII.

_Come si reggeva la sua gente nel Regno partito il re._

Partito il re d’Ungheria del Regno, la cavalleria dei Tedeschi e

degli Ungheri, governata per buoni capitani, con le masnade de’ fanti

a piè toscani che aveano con loro, si manteneano chetamente senza

villaneggiare i paesani. E rispondea l’una gente all’altra tutti

ubbedendo a M. Currado Lupo, cui il re avea lasciato vicario, il quale

manteneva giustizia ov’egli distrignea. E gli uomini del Regno benchè

si vedessono in debole signoria, non si ardivano a muovere contro

ai forestieri, e non parea però loro bene stare. Ma i baroni che non

amavano il re d’Ungheria, volevano che la reina e M. Luigi tornassono

nel Regno; e l’università di Napoli, co’ gentiluomini di Capovana e di

Nido, d’un animo deliberarono il simigliante; e mandarono in Proenza,

dicendo che di presente dovessono tornare nel Regno, e fare capo a

Napoli ove sarebbono ricevuti onorevolemente, mostrando come i paesani

si contentavano male della signoria de’ Tedeschi e degli Ungheri, e che

in brieve tempo col loro aiuto sarebbono signori del reame. Aggiugnendo

che i soldati Ungheri e Tedeschi si rammaricavano forte, che il re

d’Ungheria non mandava danari per le loro paghe, ond’eglino erano di

lui malcontenti; e il doge Guernieri colla sua compagnia de’ Tedeschi

ch’era in Campagna s’offeria d’essere colla reina e con M. Luigi contro

alla gente del re d’Ungheria, in quanto il volesse conducere al suo

soldo: promettendo fedelmente per se e per le sue masnade d’aiutarli

riacquistare il Regno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 24 / 190 题