_Come si reggeva la sua gente nel Regno partito il re._
Partito il re d’Ungheria del Regno, la cavalleria dei Tedeschi e
degli Ungheri, governata per buoni capitani, con le masnade de’ fanti
a piè toscani che aveano con loro, si manteneano chetamente senza
villaneggiare i paesani. E rispondea l’una gente all’altra tutti
ubbedendo a M. Currado Lupo, cui il re avea lasciato vicario, il quale
manteneva giustizia ov’egli distrignea. E gli uomini del Regno benchè
si vedessono in debole signoria, non si ardivano a muovere contro
ai forestieri, e non parea però loro bene stare. Ma i baroni che non
amavano il re d’Ungheria, volevano che la reina e M. Luigi tornassono
nel Regno; e l’università di Napoli, co’ gentiluomini di Capovana e di
Nido, d’un animo deliberarono il simigliante; e mandarono in Proenza,
dicendo che di presente dovessono tornare nel Regno, e fare capo a
Napoli ove sarebbono ricevuti onorevolemente, mostrando come i paesani
si contentavano male della signoria de’ Tedeschi e degli Ungheri, e che
in brieve tempo col loro aiuto sarebbono signori del reame. Aggiugnendo
che i soldati Ungheri e Tedeschi si rammaricavano forte, che il re
d’Ungheria non mandava danari per le loro paghe, ond’eglino erano di
lui malcontenti; e il doge Guernieri colla sua compagnia de’ Tedeschi
ch’era in Campagna s’offeria d’essere colla reina e con M. Luigi contro
alla gente del re d’Ungheria, in quanto il volesse conducere al suo
soldo: promettendo fedelmente per se e per le sue masnade d’aiutarli
riacquistare il Regno.