_Come per la partita del re d’Ungheria del Regno i baroni e’ popoli si
dolsono._
Sentendo gli uomini e i baroni del Regno la subita partita del re
d’Ungheria si maravigliarono forte, non ne avendo di ciò conosciuto
alcuno indizio. E molte comunanze e baroni ch’amavano il riposo del
Regno, e portavano fede alla sua signoria ne furono dolenti; perocchè
non ostante che fosse nato e nutricato in Ungheria, e avesse con seco
assai di quella gente barbara, molto mantenea grande giustizia, e non
sofferia che sua gente facesse oltraggio o noia a’ paesani, anzi gli
puniva più gravemente: e fece de’ suoi Ungheri per non troppo gravi
falli aspre e spaventevoli giustizie. E le strade e i cammini facea
per tutto il Regno sicure. E avea spente le brigate de’ paesani, delle
quali per antica consuetudine soleano grandi congregazioni di ladroni
fare, i quali sotto loro capitani conturbavano le contrade e’ cammini:
e per questo pareva a’ paesani essere in istato tranquillo e fermo da
dovere bene posare. E alquanti altri baroni che male si contentavano,
e gentili uomini di Napoli, per la morte del duca di Durazzo, e per
la presura de’ reali a cui e’ portavano grande amore, e perchè il
re non facea loro troppo onore, gli volevano male, e furono contenti
della sua partita. Gli altri se ne dolsono assai, e parve loro che il
Regno rimanesse in fortuna e in male stato, e che il peccato commesso
della morte del re Andreasso, e l’aggravamento de’ peccati commessi
per la troppa quiete de’ paesani, e per la soperchia abbondanza in
che si sconoscevano a Dio, non fosse punita, e meritasse maggior
disciplina e spogliamento di que’ beni, dai quali procedeva la viziosa
ingratitudine, come avvenne, e seguendo nostra materia diviseremo.