CAP. XV.

_Novità del reame di Tunisi, e più rivolgimenti di quello._

In questo mese di maggio avendo Balase re del Garbo e della Bella

Marina prima conquistato il reame di Trenusi, e montatone in superbia

ambizione, trattò con Alesbi fratello del re di Tunisi: e fatta sua

armata per mare, e grande oste per terra, improvviso al re di Tunisi

fu addosso, e senza contasto, avendo il ricetto d’Alesbi, entrò

nella città, e prese il re, e di presente il fece morire. E avendo la

signoria, non attenne i patti ad Alesbi, il quale partito di Tunisi,

e aggiuntosi grande copia d’Arabi del reame, venne verso Tunisi. Il

re Balase accolta grande oste andò contro a lui, e commissono insieme

mortale battaglia, nella quale morì la maggiore parte della gente del

re Balase, ed egli sconfitto si fuggì in Carvano, suo forte castello;

e assediato in quello dagli Arabi, per danari s’acconciò con loro, e

tornossi a Tunisi. Alesbi da capo co’ gli Arabi tornò sopra Tunisi: ma

Balase si tenea la guardia delle terre, sicchè gli Arabi non potendo

combattere si tornarono in loro pasture. Avea Balase quando si partì

di suo reame lasciato nella città reale di Fessa Maumetto suo nipote,

e in Tremus Buevem suo figliuolo. Costoro avendo sentito come Balase

era sconfitto e assediato dagli Arabi, senza sapere l’uno dell’altro,

catuno si rubellò e fecionsi fare re: il figliuolo in Tremus, e il

nipote in Fessa. E sentendo Buevem che Maumetto s’era levato re in

Fessa, parendogli ch’egli avesse occupata la sua eredità, propose

nell’animo suo d’abbatterlo, e così gli venne fatto, come innanzi al

suo debito tempo racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 22 / 190 题