_Novità del reame di Tunisi, e più rivolgimenti di quello._
In questo mese di maggio avendo Balase re del Garbo e della Bella
Marina prima conquistato il reame di Trenusi, e montatone in superbia
ambizione, trattò con Alesbi fratello del re di Tunisi: e fatta sua
armata per mare, e grande oste per terra, improvviso al re di Tunisi
fu addosso, e senza contasto, avendo il ricetto d’Alesbi, entrò
nella città, e prese il re, e di presente il fece morire. E avendo la
signoria, non attenne i patti ad Alesbi, il quale partito di Tunisi,
e aggiuntosi grande copia d’Arabi del reame, venne verso Tunisi. Il
re Balase accolta grande oste andò contro a lui, e commissono insieme
mortale battaglia, nella quale morì la maggiore parte della gente del
re Balase, ed egli sconfitto si fuggì in Carvano, suo forte castello;
e assediato in quello dagli Arabi, per danari s’acconciò con loro, e
tornossi a Tunisi. Alesbi da capo co’ gli Arabi tornò sopra Tunisi: ma
Balase si tenea la guardia delle terre, sicchè gli Arabi non potendo
combattere si tornarono in loro pasture. Avea Balase quando si partì
di suo reame lasciato nella città reale di Fessa Maumetto suo nipote,
e in Tremus Buevem suo figliuolo. Costoro avendo sentito come Balase
era sconfitto e assediato dagli Arabi, senza sapere l’uno dell’altro,
catuno si rubellò e fecionsi fare re: il figliuolo in Tremus, e il
nipote in Fessa. E sentendo Buevem che Maumetto s’era levato re in
Fessa, parendogli ch’egli avesse occupata la sua eredità, propose
nell’animo suo d’abbatterlo, e così gli venne fatto, come innanzi al
suo debito tempo racconteremo.