_Come il re d’Ungheria partitosi del Regno tornò in Ungheria._
Avendo il detto re ordinata la sua gente e le sue terre in tutte le
parti del Regno, le quali e’ possedeva: e ammaestrati in segreto i
suoi vicari e castellani di buona guardia, non mostrando a’ baroni
del Regno, nè eziandio a’ suoi, che del Regno si dovesse partire, si
mosse da Napoli, dove avea fatto poco dimoro, e andonne in Puglia; e
ordinata la guardia delle terre e delle castella di là in mano di suoi
Ungheri, avendo fatto armare nel porto di Barletta una sottile galea,
subitamente, improvviso a tutti quelli del Regno, all’uscita di Maggio
l’anno 1348, vi montò suso con poca compagnia, e fece dare de’ remi in
acqua, e senza arresto valicò sano e salvo in Ischiavonia, e di là con
pochi compagni a cavallo se n’andò in Ungheria. Questa subita partita
di cotanto re fu tenuta follemente fatta da molti, e da lieve e non
savio movimento d’animo, e molti il ne biasimarono. Altri dissono che
provvedutamente e con molto senno l’avea fatto, avendo diliberato il
partire nell’animo suo per tema della mortalità, e non vedendo tempo
da potersi scoprire contra i baroni, i quali sentiva male disposti
alla sua fede, come detto è, e commendaronlo di segreto e provveduto
partimento.