CAP. XIV.

_Come il re d’Ungheria partitosi del Regno tornò in Ungheria._

Avendo il detto re ordinata la sua gente e le sue terre in tutte le

parti del Regno, le quali e’ possedeva: e ammaestrati in segreto i

suoi vicari e castellani di buona guardia, non mostrando a’ baroni

del Regno, nè eziandio a’ suoi, che del Regno si dovesse partire, si

mosse da Napoli, dove avea fatto poco dimoro, e andonne in Puglia; e

ordinata la guardia delle terre e delle castella di là in mano di suoi

Ungheri, avendo fatto armare nel porto di Barletta una sottile galea,

subitamente, improvviso a tutti quelli del Regno, all’uscita di Maggio

l’anno 1348, vi montò suso con poca compagnia, e fece dare de’ remi in

acqua, e senza arresto valicò sano e salvo in Ischiavonia, e di là con

pochi compagni a cavallo se n’andò in Ungheria. Questa subita partita

di cotanto re fu tenuta follemente fatta da molti, e da lieve e non

savio movimento d’animo, e molti il ne biasimarono. Altri dissono che

provvedutamente e con molto senno l’avea fatto, avendo diliberato il

partire nell’animo suo per tema della mortalità, e non vedendo tempo

da potersi scoprire contra i baroni, i quali sentiva male disposti

alla sua fede, come detto è, e commendaronlo di segreto e provveduto

partimento.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 21 / 190 题