_Come il re d’Ungheria vicitava il regno di Puglia._
In questi dì essendo la mortalità già cominciata nel Regno per tutto,
nondimeno il re cavalcava vicitando le terre del Regno. Ed essendo
stato in Abruzzi, in Puglia, e in Principato, tornò a Napoli del mese
d’aprile del detto anno: e trovati già morti alquanti de’ suoi baroni,
sentì che certi conti e baroni del Regno faceano cospirazione contro
a lui. E impaurito in se medesimo per la morte de’ suoi, e per la
generale mortalità, avegnachè fosse di molto franco cuore, non gli
parve tempo da ricercare quelle cose con alcuno sospetto: anzi con
savia continenza mostrava a’ baroni piena confidenza. E copertamente
(eziandio al suo privato consiglio) intendea a fornire tutte le buone
terre e castella del Regno di gente d’arme e di vittuaglia. E con seco
aveva uno barone della Magna che avea nome Currado Lupo. Costui aveva
il re provato fedele e ardito in molti suoi servigi, e a lui accomandò
milledugento cavalieri tedeschi che aveva nel Regno. E un suo fratello,
ch’avea nome Guelforte, mise nel castello nuovo di Napoli dove era
l’abitazione reale, con buona compagnia, e bene fornito d’ogni cosa
da vivere, e d’arme e di vestimento e calzamento, e gli accomandò la
guardia di quello castello; e fornì il castello di Capovana, e quello
di Santermo sopra la città di Napoli, e il castello dell’Uovo. E
tratto del Regno il doge Guernieri Tedesco, cui egli avea soldato con
millecinquecento barbute quando entrò nel Regno, non fidandosi di lui,
lasciò suo vicario alla guardia del detto reame il detto Currado Lupo;
e ’l doge Guernieri malcontento del re, con sue masnade di Tedeschi si
ridusse in Campagna.