CAP. XII.

_Come il re d’Ungheria entrò in Napoli._

Fatta il re d’Ungheria parte della sua vendetta, e ricevuto in Napoli

come signore, e ordinato i magistrati, e comandato giustizia per tutto

il regno, cominciò ad andare vicitando le città e le provincie. E

da tutti i baroni prese saramento per Carlo Martello suo nipote. E

nell’anno 1348 quasi tutto il regno l’ubbidia, salvo che in Puglia

era contra lui il forte castello d’Amalfi della montagna, il quale si

teneva per la reina, e per M. Luigi di Taranto. E questo guardavano

masnade italiane con cento cavalieri tedeschi, capitano della gente

e del castello M. Lorenzo figliuolo di M. Niccola degli Acciaiuoli di

Firenze, giovane cavaliere, e di grande cuore, e di buono aspetto. Non

avendo ancora mandato il detto re in terra d’Otranto, nè in Calavra,

i giustizieri che v’erano per la reina faceano l’uficio per lei, e non

ubbidivano al re d’Ungheria, ed egli non strignea il paese, e però non

vi si mostrava ribellione.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 19 / 190 题