_La cagione della morte del duca di Durazzo._
Questo duca di Durazzo non si trovò che fosse autore della morte del
duca Andreasso, ma però ch’egli come molto astuto, avea, non senza
alcuna espettazione di speranza del Regno, coll’aiuto del zio cardinale
di Pelagorga, procacciato dispensazione dal papa, colla quale ruppe
quattro grandi misteri. Ciò furono, violando il testamento e l’ordine
e la concordia presa dal re Ruberto, e Umberto Martello re d’Ungheria,
ove era disposto che il matrimonio di dama Maria sirocchia della
reina Giovanna si dovesse fare, a conservagione della successione
del regno colla casa di Carlo Umberto, discendenti di Carlo Martello,
in certo caso di morte, o di mancamento di figliuoli alla reina. La
quale Maria il detto duca si prese per moglie. E il saramento di
ciò prestato per lo detto duca, e per altri reali in sul corpo di
Cristo; e la dispensagione di potere prendere la nipote per moglie,
la quale si prese e menò di quaresima. E bene che col duca Andreasso
si ritenesse mostrandoli amore, nondimeno lungo tempo segretamente
fece impedire a corte la diliberazione della sua coronazione. Onde
per questo soprastare fu fatto l’ordine e messo a esecuzione il
detestabile e patricida della sua morte: e questa fu la cagione perchè
il re d’Ungheria il fece morire. Di questa morte, e della carceragione
de’ reali nacque grande tremore a tutto il regno. E fu il re reputato
crudele non meno per la carceragione degl’innocenti giovani reali, che
per la morte del duca di Durazzo.