_Come il re d’Ungheria fece ad Aversa uccidere il duca di Durazzo._
Lodovico re d’Ungheria giunto ad Aversa, fece suo dimoro in quel luogo
ove fu morto il fratello. E ivi tutti i baroni del Regno l’andarono a
vicitare, e fare la reverenza come zio, e governatore di Carlo Martello
infante, figliuolo del detto duca Andreasso, e della reina Giovanna,
a cui succedeva il reame. I reali, ciò furono M. Ruberto prenze di
Taranto, M. Filippo suo fratello, M. Carlo duca di Durazzo, che avea
per moglie donna Maria sirocchia della reina Giovanna, e M. Luigi e
M. Ruberto suoi fratelli andarono ad Aversa confidentemente a fare
la reverenza al detto re d’Ungheria; e ricevuti da lui con infinta e
simulata festa, stettono con lui infino al quarto giorno. E mosso per
andare da Aversa a Napoli con grande comitiva, oltre alla sua gente,
di quella de’ reali e del Regno, rimaso addietro, e cavalcando con
lui il duca di Durazzo, il re gli disse: menatemi dove fu morto mio
fratello. E senza accettare scusa condotto al luogo, il detto duca di
Durazzo sceso del palafreno, già conoscendo il suo mortale caso, disse
il re: traditore del sangue tuo, che farai? E tirato per forza, come
era ordinato, infino ove fu strangolato il duca Andreasso, tagliatali
la testa da un infedele Cumino, in sul sabbione dal Gafo fu in due
pezzi gittato, in quell’orto e in quello luogo dove fu gittato il duca
Andreasso. E in quello stante furono presi gli altri reali, e ordinata
la condotta sotto buona guardia, e con loro il piccolo infante Carlo
Martello, furono mandati in Ungheria. Il quale Carlo poco appresso
giunto in Ungheria morì. E M. Ruberto prenze di Taranto, e ’l fratello
e’ cugini furono messi in prigione, e insieme ritenuti sotto buona
guardia.