CAP. X.

_Come il re d’Ungheria fece ad Aversa uccidere il duca di Durazzo._

Lodovico re d’Ungheria giunto ad Aversa, fece suo dimoro in quel luogo

ove fu morto il fratello. E ivi tutti i baroni del Regno l’andarono a

vicitare, e fare la reverenza come zio, e governatore di Carlo Martello

infante, figliuolo del detto duca Andreasso, e della reina Giovanna,

a cui succedeva il reame. I reali, ciò furono M. Ruberto prenze di

Taranto, M. Filippo suo fratello, M. Carlo duca di Durazzo, che avea

per moglie donna Maria sirocchia della reina Giovanna, e M. Luigi e

M. Ruberto suoi fratelli andarono ad Aversa confidentemente a fare

la reverenza al detto re d’Ungheria; e ricevuti da lui con infinta e

simulata festa, stettono con lui infino al quarto giorno. E mosso per

andare da Aversa a Napoli con grande comitiva, oltre alla sua gente,

di quella de’ reali e del Regno, rimaso addietro, e cavalcando con

lui il duca di Durazzo, il re gli disse: menatemi dove fu morto mio

fratello. E senza accettare scusa condotto al luogo, il detto duca di

Durazzo sceso del palafreno, già conoscendo il suo mortale caso, disse

il re: traditore del sangue tuo, che farai? E tirato per forza, come

era ordinato, infino ove fu strangolato il duca Andreasso, tagliatali

la testa da un infedele Cumino, in sul sabbione dal Gafo fu in due

pezzi gittato, in quell’orto e in quello luogo dove fu gittato il duca

Andreasso. E in quello stante furono presi gli altri reali, e ordinata

la condotta sotto buona guardia, e con loro il piccolo infante Carlo

Martello, furono mandati in Ungheria. Il quale Carlo poco appresso

giunto in Ungheria morì. E M. Ruberto prenze di Taranto, e ’l fratello

e’ cugini furono messi in prigione, e insieme ritenuti sotto buona

guardia.

Cronica di Matteo Villani, vol. 1 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 17 / 190 题