_LUIGI dal fondo. DETTI._
FIOR. — Gran novità sapete? Vado a fare la cameriera in casa del
cavaliere, se voi siete contento.
LUIGI. — In casa del cavaliere, voi? No davvero! Ma è possibile che
vostro padre, vostra madre...
NANNI. — Che cosa c'è? _(a Bonaventura)_ La conti... la conti pure.
BONAV. — Che cosa dice quel giovanotto?
NANNI. — Nulla... nulla... La conti, cavaliere, la conti.
BONAV. — No; non voglio impicci e desidero di sapere che cosa voglia
quel giovane.
LUIGI. — Non voglio che Fiorenza, la mia fidanzata, metta il piede in
casa sua, l'ha capito?
NANNI. — Come? Voi non volete, voi? Ah! matto!
BONAV. — Lasciamo stare... _(rintascando il portafogli)_ Io non voglio
scene...
NANNI. — (Maledetto un ciuco!) Ma qui padrone sono io, e mi meraviglio
che voi veniate in casa mia a parlare di voglio, o non voglio...
LUIGI. — Nanni, non mi fate dir altro... E lei si levi quattro passi dai
contorni delle scarpe, se non vuole che la buona ventura gliela dia
io!...
BONAV. — A me? a me?
LUIGI. — A lei, sì, com'è vero che mi chiamo Luigi...
NANNI. — O figliaccio!... Voglio vedere se qui non sono padrone io!
Signor cavaliere, avanti; qua Fiorenza, e tu levati di sulla porta.
LUIGI. — No, Nanni, voi non dovete, non potete buttare la mia Fiorenza
nella sua casa!
NANNI. — Via, o fo uno sproposito!
LUIGI. — Allora provatevi!...
FIOR. e MARIA _(gridando e cercando di separarli)_. — No! No!
BOBI _(salito sul letto dietro il paravento)_. — Aiuto! soccorso!
ORESTE _(contentissimo)_. — Si picchiano! Si picchiano!