_BONAVENTURA dal fondo seguito da ORESTE. DETTI._
BONAV. _(fuori)_. — Eh! non mi seccare!
ORESTE _(come sopra)_. — È l'ultima _Opinione_, e se non la piglia, la
resta senza!
BONAV. _(comparendo dal fondo mentre minaccia Oreste colla mazza)_. — La
finisci una volta, rompiscatole?
ORESTE _(gridando)_. — Babbo, mamma! bastona la stampa, lui!
BONAV. — Non bastono nessuno... Non sapeva che fosse il vostro
figliuolo: avevate detto che faceva il giornalista...
NANNI. — O non vende i giornali?
BONAV. — Non è la stessa cosa; ma se sapeva che era vostro figliuolo...
figuratevi!
NANNI. — Oh! bravo, signor cavaliere, lo pigli lei sotto la sua
protezione... Tu, soffiati il naso...
FIOR. — E levati il berretto.
BONAV. _(ad Oreste)_. — Dammi intanto qualche giornale _(gli dà qualche
moneta)_.
ORESTE. — Si lasci servire che ormai l'avventore lo conosco a prima
vista... Se porta gli occhiali gli do _la Nazione_; se ha la barba _il
Diritto_; se ha il cappello Lobbia gli do _la Riforma_; è caporale della
Guardia nazionale? subito _il Popolo_; a lei cavaliere, ecco
_l'Opinione_.
BONAV. — Quale?
ORESTE. — _Opinioni_ non ce n'è che due, quella delle sette e quella
delle undici della mattina; dopo desinare opinioni non ce n'è più!
BONAV. — Ah! Ah! Grazioso monello!
ORESTE. — Ehi! babbo, guarda che cosa ti ho portato per la pipa...
FIOR. — Butta via quella roba!
ORESTE. — Oh guarda che _ristocratica_! non vuole che io raccatti le
cicche!
FIOR. — I ragazzi per le strade non imparano nulla di buono, e sarebbe
un gran bene che potessimo fargli imparare un mestiere.
BONAV. — Guarderò di farlo entrare io a _Montedomini_.
ORESTE. — A _Montedomini_, io? Cuccù! Non voglio stare rinchiuso; la
stampa è libera... (Gli è più noioso di un _velocipite_!)
BONAV. — Farò qualche cosa per lui, non dubitate.
ORESTE. — La faccia subito: un pezzo di quel saprabitone tanto lungo,
che mi faccia una giacchetta...
MARIA. — Quando la smetti?
BOBI _(che da un pezzo saluta Bonaventura inosservato)_. — Signor
cavaliere, mi raccomando!
BONAV. — Ah! siete voi!
BOBI. — Sissignore, sempre io... per quell'impiego... seduto!...
BONAV. — Ci penseremo... Bella ragazza, siamo all'ordine?
FIOR. — Eccomi bell'e pronta, signor cavaliere... Dunque, caro babbo...
NANNI. — Un momento; signor cavaliere, scusi: le trenta lire me le
pagherà prima o dopo il mese? Lo domando per curiosità, mica per
altro...
BONAV. — Per me ve le do anche subito _(trae di tasca il portafogli)_.
MARIA. — Scusi, sa; mio marito senza pelle non può lavorare.
FIOR. — Non ne so bene il motivo, ma non sono contenta... _(vede Luigi)_
Luigi! È il cielo che me lo manda! _(gli va incontro al fondo)_.