_ORESTE piangendo dal fondo col suo fascio di giornali. DETTI._
ORESTE. — Ahi! ahi! ahi! Mi hanno picchiato i compagni...
NANNI. — Finora eri figliuolo d'un ciabattino e se anche ti pestavano
non importava nulla; ma ora che sei figliuolo d'un signore, guai a chi
ti torcerà un capello! E via subito questi _Popoli_, queste
_Riforme_!... Ora che sei ricco, nessuna _Opinione_ più! _(butta via i
giornali d'Oreste)_.
ORESTE. — Sei briaco o ti gira?
NANNI. — Sei tu che hai finito di girare! E tu, cara Mariuccia, ora
vedrai se ti voglio bene: ti voglio comprar subito uno scialle, anzi un
paterpuffe. Signor Andrea.. Ma che signore.. caro Andrea, che ne dici,
eh? Altro che Cassa di risparmio! Fiorenza, col tuo Luigi, e andiamo
tutti a riscuotere il mio biglietto... Ah! s'io lo perdessi!...
Fiorenza, mettilo là tu... tienci una mano sopra, e tu, Gigi, bada che
nessuno... m'hai capito. E Bobi?... Dov'è andato Bobi?
ORESTE _(sulla porta)_. — Bobi! eccolo!
NANNI. — Bobi, si va tutti a desinare alla Luna e pago io!
ORESTE. — Oggi si desina! Oggi si pranza!