_BOBI dal fondo. DETTI._
BOBI. — Ecco i numeri presi proprio caldi dal botteghino.
NANNI. — Ma se li so a memoria!
ANDR. — Sarà sempre bene assicurarsi...
NANNI. — Andiamo a desinare che io c'ho già le traveggole... _(si
avvia)_.
ANDR. _(leggendo)_. — Tredici, trentadue...
NANNI _(fermatosi)_. — Trentatrè, trentatrè...
ANDR. — Trentadue, cinquantacinque, settantasette ed ottantasette!
NANNI _(atterrito)_. — Ottantuno!... Ottantuno!... Maria, tu l'hai visto
l'otto e poi il bastone?
MARIA _(impaurita)_. — Io? Io... io non capisco più nulla.
ANDR. — Ha preso il sette per l'uno!
NANNI. — No; voi volete mettermi in mezzo, canzonarmi, perchè siete un
invidioso! Fiorenza, eccoti la mia polizza: tu non mi puoi tradire, sei
la mia cara figliuola! Sono quattro, non è vero, quattro?
FIOR. _(confrontando i due biglietti)_. — Tredici e cinquantacinque!...
Due soli, babbo mio, due soli!!
NANNI _(disperato, colle mani nei capelli, si abbandona nelle braccia di
Fiorenza)_. — Assassini!
BOBI _(se ne esce dal fondo col suo paniere gridando)_. — O che bollori!
O che bollori!
(Mentre Oreste raccoglie i giornali, il sipario cala
prontamente).