SCENA VI.

_NANNI dal fondo. DETTI._

LUIGI. — Buon giorno, Nanni: sono venuto a prendere queste tende...

Volete un sigaro?

NANNI. — Venga, venga sempre...! Addio, Gigi...

LUIGI. — Addio, Nanni... _(esce con Fiorenza dal fondo)_.

NANNI. — C'è sempre un'ora... Avrò vinto? I miei numeri mi paiono buoni:

sono simpatici, e non sono usciti da un pezzo... Sicuro, non sono numeri

di morti... Mai, mai un bel sogno con mio padre buon'anima che venga in

persona a portarmi una bella quaderna! Io non so che facciano i morti di

casa mia!... Nulla... come i vivi! Oh finiamo di metter questa mezza

suola, se oggi si ha da mangiare _(si pone al bischetto)_. Ma se vinco,

oggi non si desina in casa di certo: s'andrebbe tutti alla Luna. Una

quaderna! sessantamila volte la posta; dunque centoventimila lire, senza

i terni! Dio buono, che grandinata di quattrini, centoventimila lire!

Prima di tutto già mi compro una casa, una bella casa nei quartieri

nuovi... perchè voglio anch'io essere padrone di casa, non foss'altro

per vendicarmi sugli altri di quello che hanno fatto soffrire a me...

Piglio un bello scialle alla Maria, che non abbia più freddo, un paio di

scarpe ad Oreste... e subito in collegio fuori di casa... Fiorenza la do

al suo Luigi... E io? Io al caffè tutto il giorno a pigliare dei

poncini... e poi a farmi scarrozzare negli omnibus... Ma la sera? La

sera tutti al teatro, mica su in paradiso nel lobbione, in un bel palco

accanto all'orchestra... vedere, e farsi vedere!

BOBI _(al di fuori)_. — Bollente! Pan di ramerino bollente!

NANNI. — Ah! ah! il mio amico Bobi... Me l'ero scordato!...

La quaderna di Nanni Le Commedie, vol. 1 · 第 17 / 76 题