SCENA V.

_LUIGI dal fondo. DETTA._

LUIGI. — Renzina!

FIOR. _(senza alzarsi)_. — Venite, Luigi, venite.

LUIGI. — Ho due notizie da darvi, due! Indovinate...

FIOR. — Buone? Non mi fate tremare!

LUIGI. — Quel negoziante di cui vi ho parlato ieri acconsente a cedervi

la macchina da cucire: sarà pagata a piccole rate mensili da mio padre

che riterrà pochi centesimi al giorno sul prezzo dei vostri lavori.

FIOR. — E basterà?

LUIGI. — Quando è lui che piglia sopra di sè il debito!

FIOR. — Oh! Dio lo benedica! Voi non sapete che piacere mi fa in questo

momento questa notizia!...

LUIGI. — Sì? Ma l'altra? _(ride)_ Altro che macchina!...

FIOR. _(con una tinta di malizia)_. — Una notizia anche più buona della

prima? Dunque? Dite... via!

LUIGI _(con comica solennità)_. — Mio padre si è levato il suo grembiale

di tela, ha preso il cappello e mi ha detto: ora faccio una corsa per

certe informazioni; ma fra un'ora andremo da Nanni tutti e due!

FIOR. _(sorgendo in piedi)_. — Dite davvero?

LUIGI. — Si, Renzina; presto sarete mia!

FIOR. — Oh! sarebbe troppa felicità!

LUIGI. — Non siete contenta?

FIOR. _(asciugandosi una lacrima)_. — Se sono contenta!

LUIGI. — Con quei lucciconi?

FIOR. — Voi non potete capire quel che sento qui... anche per riguardo

alla mia famiglia.

LUIGI. — Ma io spero che sarà la medesima cosa che sento anch'io qui...

Solamente quello che sento io è tutto per voi sola! Cara Fiorenza,

sarete mia una volta, finalmente!

FIOR. — Oh sì!... sarò felice... ne ho tanto bisogno! Ma lasciatemi

finire questo lavoro... ancora due punti... (O la mia povera mamma, come

sarai consolata!)... Vedete, colla macchina questa sorta di lavori si

fanno con un terzo di tempo, e anche più regolari...

LUIGI. — (Quanto sono fortunato! una ragazza come questa, no, nemmeno a

farla apposta!)

FIOR. — Ecco il lavoro bell'e finito... Aiutatemi a piegarle... Luigi,

queto, veh! e facciamo le cose per bene... Ora, aspettate un momento,

che vostro padre non trovi almeno la casa in disordine... La nostra, se

Dio vuole, sarà ben diversa... Ma voi, quando sarete mio marito, mi

vorrete sempre bene?

LUIGI. — Se vi vorrò bene? O che si può smettere quando si è cominciato

a volervene?

FIOR. — Eppure io so di certa gente che s'è sposata per amore, e poi...

e poi... È vero che la miseria spiega molte cose!

LUIGI. — Brava, e le scusa. Ma fra i ricchi non c'è scusa quando non

sono d'accordo. Guardate queste tende: sono per una coppia di questo

genere: il marito da una parte e la signora dall'altra... Ma perchè? Il

marito è un poco di buono, la moglie leggerina come il sughero... Ma noi

non saremo così, perchè ci vogliamo di quel bene che è come il vino

buono; invecchia, ma più invecchia e meglio diventa!

FIOR. _(ridendo)_. — Allora io voglio che campiamo fino a cent'anni.

LUIGI. — Ed io a cent'anni troverò ancora una parola per dirvi che siete

tutto il mio amore!

FIOR. _(porgendogli la destra)_. — Dio vi ascolti!

La quaderna di Nanni Le Commedie, vol. 1 · 第 16 / 76 题