CAP. IV.

Come si procede per costituire una latteria sociale cooperativa.

Si sono vedute latterie costituirsi rapidamente ed altre richiedere un

assai lungo periodo d'incubazione. Nell'un caso come nell'altro è tutta

questione di ambiente, ossia di preparazione morale.

In una data plaga la fondazione della prima latteria esige di solito un

lavoro improbo ed incontra difficoltà d'ogni sorta; ma fatta la prima,

le altre sorgono con sorprendente celerità, direi quasi, per istinto

d'imitazione, a guisa di una malattia contagiosa, che si diffonde

imponendosi ai volenti ed ai nolenti.

Una dozzina d'anni fa trovandomi in una amena e fertile vallata

delle prealpi lombarde, sostenevo, parlando con alcuni proprietari

di bestiame, che quello era territorio adatto per alimentare una

latteria sociale. A sentire quella buona gente, pareva che avessi

detta un'eresia, ed essi tentavano di confutare le mie ragioni, che io

esponeva, del resto, a loro vantaggio e non per altro scopo. Ma il buon

seme germoglia a tempo e luogo, ed il tempo che è galantuomo e paga

sempre i suoi debiti, mi diede ragione molto prima di quello che io lo

credessi, perchè in quella vallata un paio di anni dopo quella disputa

sorse una latteria sociale, ed oggidì quasi tutti i comuni di quella

valle possiedono una latteria sociale.

Ho citato questo fatto molto comune e molto naturale, per dedurre

questa conseguenza: che i promotori della latteria non devono

scoraggiarsi alle prime ripulse, alle prime opposizioni che incontrano;

la loro perseveranza e la loro fermezza di propositi sarà per i

titubanti e per gli indifferenti la miglior dimostrazione della bontà

della causa che sostengono, e trascinerà presto o tardi tutti gli

interessati nell'orbita della cooperazione.

In ogni comune ove vuolsi fondare una latteria sociale occorrono alcuni

uomini di buona volontà, che se ne facciano promotori. Basta anche un

uomo solo, che abbia i necessari requisiti di abilità, di onestà e di

operosità; egli sarà l'apostolo, il pioniere della latteria, e formerà

centro di attrazione per coloro che sono i più disposti ad entrare

nell'associazione.

Un uomo di questo stampo è stato trovato quà nel sindaco, là nel

parroco, altrove nel medico od in altro dei proprietari del comune.

Se non c'è quest'uomo che per la sua intelligenza ed integrità del

carattere goda la fiducia dei suoi compaesani, è impossibile fondare la

latteria sociale e bisogna aspettare che l'uomo sorga.

Ma una volta trovatolo, ecco cosa devesi fare per arrivare alla

costituzione della latteria sociale.

1º _Fare indagini sulla produzione del latte nel comune e sul

numero dei futuri possibili soci._ — Nei piccoli comuni si conoscono

facilmente gli interessi di tutti e può sembrare superfluo l'indagare

quante vacche da latte hanno i diversi proprietari e quanti sarebbero i

presumibili soci. Ma per contrapposto sarebbe un grave errore il fare

una latteria sociale, quando non si possa radunare una certa quantità

di latte. E questo caso si è anche verificato, poichè si sa di latterie

sociali che nacquero morte o morirono poco dopo la nascita, perchè

mancava loro niente meno che il latte.

Dunque bisogna avvertire che al di sotto di un certo quantitativo di

latte giornalmente disponibile non conviene istituire la latteria,

perchè le spese generali indispensabili ripartite sopra una quantità

di latte troppo piccola, scemerebbero fortemente gli utili, così

da scuotere e demolire le basi economiche della latteria. La minima

quantità giornaliera del latte per rendere vitale una latteria sociale

può e deve variare da paese a paese: affermando che essa deve aggirarsi

sui quattro quintali, mi pare di comprendere il maggior numero dei casi

e di stare nei termini insegnati dall'esperienza.

Le indagini devono spingersi altresì nel campo del futuro, poichè

può esservi probabilità, oppure certezza, di aumento di latte

nell'avvenire, ed allora ciò pesa ragionevolmente in favore della

latteria ed è elemento incoraggiante a promoverla ed a costituirla.

Verificato che c'è il latte, che vi sono le vacche lattaie e che vi

sono i produttori di latte che potrebbero entrare nell'associazione,

perchè avrebbero tutto da guadagnare e nulla da perdere, passiamo

avanti.

2º _Studiare l'organismo delle latterie sociali_. — I promotori della

latteria si procurino qualche statuto di latterie sociali, o qualche

libro che tratta di latterie sociali[3], di caseificio e simili, lo

leggano e lo meditino.

Se la sorte loro ha posto fra le mani questo mio libro e se dessi lo

hanno letto sino a questo punto, abbiano la pazienza di seguirlo sino

alla fine.

Dopo di che quella brava gente sentirà il desiderio di visitare qualche

buona latteria sociale che goda buona fama, che sia non lontana dal

loro paese, vorrà vedere come funziona la latteria, quali risultati

questa dà, quale ne è l'organizzazione amministrativa e tecnica, quale

la spesa d'impianto e d'esercizio. La visita sarà molto utile, perchè

si copierà quello che c'è di buono e si eviteranno gli errori che gli

altri hanno commesso, due vantaggi questi che compenseranno largamente

il tempo ed il denaro speso nella escursione fatta da una o più

persone.

Sarà bene procurarsi lo statuto delle latterie che si visitano e

possibilmente anche l'ultimo bilancio od il rendiconto annuale. Molte

latterie hanno lo statuto stampato ed hanno altresì la savia abitudine

di pubblicare per le stampe anche il rendiconto annuale. I promotori

della latteria in progetto faranno tesoro di questi documenti, che

sono la fotografia di cose viventi, che essi devono alla loro volta

riprodurre.

Se dovessi citare il nome delle latterie che meritano di essere

visitate, perchè atte a servire di modello o quanto meno ad offrire

utili insegnamenti, sarei imbarazzato, perchè fortunatamente sono

molte e perchè la inevitabile omissione di qualcuna potrebbe essere

interpretata in un senso contrario alle mie intenzioni. Basti il dire

che latterie meritevoli di osservazione si trovano nella valle d'Aosta,

come in quella della Sesia, come nella Valtellina, nelle provincie di

Treviso, di Belluno, di Udine, ecc.

3º _Riunione dei produttori di latte ad una conferenza._ — Nel

frattempo in cui i promotori indagano, girano e studiano, circola

la voce di tutto quanto nel comune, e la gente comincia a discutere

dell'opportunità o meno di fare una latteria: così gli animi si

vanno preparando e coltivando per diventare accessibili alla latteria

sociale.

Viene il giorno in cui l'ambiente è diventato maturo per poter radunare

i produttori di latte ad una proficua discussione, la quale vuol essere

preceduta da una conferenza dimostrativa sull'utilità delle latterie

sociali cooperative e sull'opportunità di farne una nel comune.

Questa conferenza può essere fatta da qualcuno dei promotori, se si

trova fra questi la persona idonea, oppure si può chiamare persona

competente dal di fuori. Non occorrono squarci di eloquenza, nè volate

rettoriche, bisogna invece fornire dati numerici e nozioni pratiche,

essendo che gli uditori non sono filosofi, nè scienziati, bensì persone

di idee semplici e positive, che soltanto con mezzi semplici e positivi

possono essere convinte e conquistate.

La conferenza, tenuta in giorno, ora e località adatta e consentanea

alle abitudini del paese, desterà interessamento fra i produttori

di latte convenuti all'adunanza. Se qualcuno degli uditori avrà

obbiezioni a fare o schiarimenti o domandare, meglio così, ne nascerà

una discussione che metterà in maggior luce la verità ed animerà i

diffidenti e gli indifferenti, i quali formano di solito la maggioranza

di un pubblico consimile.

In molti comuni di montagna sono le donne che si occupano delle

vaccherelle e del relativo latte; sono desse che lo raccolgono, che

lo sfruttano, quando pure lo sanno fare, e che trattengono i proventi

della vendita del latte e de' suoi prodotti, quando la loro abilità e

parsimonia arriva a tanto da conseguire dei proventi in denaro. Quelle

donne devono dunque far parte dell'adunanza in discorso, perchè senza

il loro consenso neanche il capo della famiglia si arrischierà ad

impegnare il suo latte nella nuova latteria.

La conclusione dell'adunanza dove essere la nomina di un comitato che

s'incarichi di compilare lo statuto della costituenda latteria, da

presentarsi ad una prossima assemblea, e l'apposizione della firma

d'adesione al programma di massima, per parte di quei produttori di

latte che lo accettano. Questo programma scritto può limitarsi ad

affermare la volontà degli aderenti di costituire la latteria sociale

cooperativa, secondo i concetti fondamentali concordati ed ammessi

nell'adunanza.

Il verbale della conferenza, la nomina del comitato preparatore e le

firme di adesione formano un documento storico, pel quale si può dire

che la latteria passa dal regno delle ciarle a quello dei fatti.

Il comitato può essere composto di tre od al più di cinque persone,

fra le quali si troveranno i promotori ed i fautori della latteria.

È desiderabile che vi siano rappresentati i diversi interessi dei

produttori di latte e le diverse competenze legali, tecniche, ecc., ma

tuttavia, in mancanza di queste persone competenti, si fa quello che

si può, e d'altra parte abbiamo veduto uomini di limitata coltura ma

dotati di buon senso e di buona volontà cavarsi d'impaccio benissimo

in simili faccende, senza essere diplomati in qualsiasi cosa, perchè

il buon senso suggerisce che quando non si possiede la sapienza si va a

prenderla dove c'è.

4º _Atto costitutivo dell'associazione._ — Il comitato dopo aver

esaminato diligentemente gli statuti che si è procurato da diverse

latterie, ne compila uno che reputa il più adatto alle condizioni

locali, discutendone uno per uno i singoli articoli, allo scopo di

penetrarne profondamente lo spirito e di prevederne le conseguenze

pratiche, una volta che lo statuto sia applicato e che la latteria sia

in funzione.

Lo _statuto sociale_ è il contratto fondamentale che i soci stipulano

per regolare i loro reciproci rapporti; la firma di accettazione

stabilisce per il socio un vincolo che deve durare un certo numero

d'anni, d'ordinario non meno di un ventennio.

L'elaborazione di questo statuto è dunque cosa della massima

importanza, ed i membri del comitato preparatore sentiranno certamente

la serietà del loro mandato, tanto più riflettendo che di solito

l'assemblea approva lo statuto senza modificarlo o tutt'al più con

qualche piccola variante, poichè dessa ripone fiducia completa nella

brava gente che compone il comitato.

Lo scoglio di tutti gli statuti di tutte le cooperative è sempre la

questione finanziaria. Almeno un articolo dello statuto deve indicare

nettamente il modo con cui radunare il capitale occorrente all'impianto

della latteria; sul qual argomento mi riserbo di ritornare più avanti.

Superato anche questo scoglio, e messisi d'accordo i membri del

comitato, si dirama il progetto di statuto in iscritto od a stampa

a tutti coloro che si conoscono avere i requisiti per diventare soci

della latteria e si invitano ad apposita assemblea per la discussione

ed approvazione dello statuto e costituzione definitiva della latteria

sociale cooperativa.

Intendiamo per _costituzione legale_ della latteria la costituzione

fatta per atto pubblico, secondo le norme del _Codice di commercio_,

vigente in Italia dal 1882.

Nei tempi remoti le consociazioni di latte si facevano colle minori

formalità possibili, cioè senza patti scritti, senza firme di persone,

senza registri di sorta; nelle mutue prestazioni di latte non si

adoperava nè penna, nè carta per registrarne la quantità, ma s'indicava

il numero delle secchie piene di latte mediante tacche fatte sopra un

bastone di legno.

Ma dai tempi remoti a quelli d'oggi molta strada s'è fatta;

l'istruzione ha progredito anche nelle nostre campagne, la cooperazione

si è imposta anche ai nostri legislatori, il codice di commercio non

è più espressione cabalistica, e la protezione che accordano le leggi

dello Stato, come pure il rispetto alle leggi stesse, sono ritenute da

tutte le persone assennate come indizio di civiltà e di progresso.

Il lettore ha capito che io consiglio la costituzione legale

della latteria, secondo le norme segnate dal codice di commercio;

precisamente queste norme si leggono all'art. 220 e seguenti, art. 91 e

seguenti.

L'atto costitutivo deve essere steso da un _notaio_ presente

all'assemblea dei soci o per meglio dire di quegli individui che

intendono diventare soci e che colla loro firma affermeranno questa

loro volontà.

Il notaio, che sa il fatto suo, farà un rogito, nel quale sarà

registrata l'approvazione dello statuto e quanto altro ha relazione

colla costituzione della nuova cooperativa. Siccome anche i componenti

del consiglio d'amministrazione devono essere eletti in forma legale

ed i loro nomi devono essere comunicati al Tribunale od alla Pretura,

così, a risparmio di tempo e di denaro, conviene che i soci facciano

nella stessa adunanza di costituzione l'elezione dei consiglieri della

latteria, i quali devono essere scelti fra coloro che hanno firmato

l'atto costitutivo. In tal modo il notaio registra in seguito all'atto

costitutivo anche i nomi dei consiglieri d'amministrazione liberamente

eletti dai soci.

La costituzione legale obbliga l'amministrazione della latteria a

seguire certe norme riguardo le assemblee, i bilanci, la tenuta dei

libri amministrativi. Queste norme, volute dal codice di commercio,

sembrano a molti niente altro che superfluità, seccature, vessazioni,

non compensate da equivalenti vantaggi. In vero se tutti i vantaggi

offerti dal codice di commercio alle cooperative si riducessero

all'esenzione delle tasse di registro e bollo dell'atto costitutivo

(art. 228) e dei loro documenti o registri entro certi limiti di tempo

e di capitale (legge 13 settembre 1874 n. 2077, serie II, sulle tasse

di bollo), non ci sarebbe a rallegrarsi gran fatto dall'aver seguìto

il codice di commercio, piuttosto che il sistema patriarcale antico, a

base di buona fede reciproca e di parola detta piuttosto che di parola

scritta.

Ma i soci devono considerare che i vantaggi materiali derivano dai

vantaggi morali, che solo si ottengono mediante la costituzione legale

dell'associazione, la quale dà valore di legge ai diritti ed ai doveri

dei soci e dei relativi amministratori; affinchè ciò avvenga occorre

che l'atto costitutivo, recante lo statuto sociale, sia approvato dal

R.º Tribunale, il quale può del resto respingerlo o modificarlo, se non

trova lo statuto conforme alle disposizioni del codice di commercio ed

alle leggi dello Stato in genere.

Mercè la costituzione legale, gli amministratori sostituiscono la

responsabilità del sodalizio a quella della loro persona, il che è di

particolare importanza in tutte le operazioni finanziarie che cagionano

onere all'associazione; e quando si tratta di ricorrere al credito non

v'ha dubbio che le cooperative legalmente riconosciute siano favorite

in confronto a quelle di carattere semplicemente confidenziale.

Non intendo sviluppare vieppiù questo argomento, perchè soverchia il

mio compito. Molto ci sarebbe a dire prò e contro il principio della

costituzione legale; ma venendo ai casi pratici, si osserva che le

latterie che sorgono oggidì si regolano a norma dell'ambiente, ossia

delle attitudini morali ed intellettuali delle persone che vi agiscono.

Del resto, chi volesse studiare la questione a fondo ricorra ai buoni

libri pubblicati in questi ultimi anni in merito alle cooperative.[4]

Guida per la costituzione e per l'impianto di latterie sociali cooperative · 第 8 / 38 题