Come si procede per costituire una latteria sociale cooperativa.
Si sono vedute latterie costituirsi rapidamente ed altre richiedere un
assai lungo periodo d'incubazione. Nell'un caso come nell'altro è tutta
questione di ambiente, ossia di preparazione morale.
In una data plaga la fondazione della prima latteria esige di solito un
lavoro improbo ed incontra difficoltà d'ogni sorta; ma fatta la prima,
le altre sorgono con sorprendente celerità, direi quasi, per istinto
d'imitazione, a guisa di una malattia contagiosa, che si diffonde
imponendosi ai volenti ed ai nolenti.
Una dozzina d'anni fa trovandomi in una amena e fertile vallata
delle prealpi lombarde, sostenevo, parlando con alcuni proprietari
di bestiame, che quello era territorio adatto per alimentare una
latteria sociale. A sentire quella buona gente, pareva che avessi
detta un'eresia, ed essi tentavano di confutare le mie ragioni, che io
esponeva, del resto, a loro vantaggio e non per altro scopo. Ma il buon
seme germoglia a tempo e luogo, ed il tempo che è galantuomo e paga
sempre i suoi debiti, mi diede ragione molto prima di quello che io lo
credessi, perchè in quella vallata un paio di anni dopo quella disputa
sorse una latteria sociale, ed oggidì quasi tutti i comuni di quella
valle possiedono una latteria sociale.
Ho citato questo fatto molto comune e molto naturale, per dedurre
questa conseguenza: che i promotori della latteria non devono
scoraggiarsi alle prime ripulse, alle prime opposizioni che incontrano;
la loro perseveranza e la loro fermezza di propositi sarà per i
titubanti e per gli indifferenti la miglior dimostrazione della bontà
della causa che sostengono, e trascinerà presto o tardi tutti gli
interessati nell'orbita della cooperazione.
In ogni comune ove vuolsi fondare una latteria sociale occorrono alcuni
uomini di buona volontà, che se ne facciano promotori. Basta anche un
uomo solo, che abbia i necessari requisiti di abilità, di onestà e di
operosità; egli sarà l'apostolo, il pioniere della latteria, e formerà
centro di attrazione per coloro che sono i più disposti ad entrare
nell'associazione.
Un uomo di questo stampo è stato trovato quà nel sindaco, là nel
parroco, altrove nel medico od in altro dei proprietari del comune.
Se non c'è quest'uomo che per la sua intelligenza ed integrità del
carattere goda la fiducia dei suoi compaesani, è impossibile fondare la
latteria sociale e bisogna aspettare che l'uomo sorga.
Ma una volta trovatolo, ecco cosa devesi fare per arrivare alla
costituzione della latteria sociale.
1º _Fare indagini sulla produzione del latte nel comune e sul
numero dei futuri possibili soci._ — Nei piccoli comuni si conoscono
facilmente gli interessi di tutti e può sembrare superfluo l'indagare
quante vacche da latte hanno i diversi proprietari e quanti sarebbero i
presumibili soci. Ma per contrapposto sarebbe un grave errore il fare
una latteria sociale, quando non si possa radunare una certa quantità
di latte. E questo caso si è anche verificato, poichè si sa di latterie
sociali che nacquero morte o morirono poco dopo la nascita, perchè
mancava loro niente meno che il latte.
Dunque bisogna avvertire che al di sotto di un certo quantitativo di
latte giornalmente disponibile non conviene istituire la latteria,
perchè le spese generali indispensabili ripartite sopra una quantità
di latte troppo piccola, scemerebbero fortemente gli utili, così
da scuotere e demolire le basi economiche della latteria. La minima
quantità giornaliera del latte per rendere vitale una latteria sociale
può e deve variare da paese a paese: affermando che essa deve aggirarsi
sui quattro quintali, mi pare di comprendere il maggior numero dei casi
e di stare nei termini insegnati dall'esperienza.
Le indagini devono spingersi altresì nel campo del futuro, poichè
può esservi probabilità, oppure certezza, di aumento di latte
nell'avvenire, ed allora ciò pesa ragionevolmente in favore della
latteria ed è elemento incoraggiante a promoverla ed a costituirla.
Verificato che c'è il latte, che vi sono le vacche lattaie e che vi
sono i produttori di latte che potrebbero entrare nell'associazione,
perchè avrebbero tutto da guadagnare e nulla da perdere, passiamo
avanti.
2º _Studiare l'organismo delle latterie sociali_. — I promotori della
latteria si procurino qualche statuto di latterie sociali, o qualche
libro che tratta di latterie sociali[3], di caseificio e simili, lo
leggano e lo meditino.
Se la sorte loro ha posto fra le mani questo mio libro e se dessi lo
hanno letto sino a questo punto, abbiano la pazienza di seguirlo sino
alla fine.
Dopo di che quella brava gente sentirà il desiderio di visitare qualche
buona latteria sociale che goda buona fama, che sia non lontana dal
loro paese, vorrà vedere come funziona la latteria, quali risultati
questa dà, quale ne è l'organizzazione amministrativa e tecnica, quale
la spesa d'impianto e d'esercizio. La visita sarà molto utile, perchè
si copierà quello che c'è di buono e si eviteranno gli errori che gli
altri hanno commesso, due vantaggi questi che compenseranno largamente
il tempo ed il denaro speso nella escursione fatta da una o più
persone.
Sarà bene procurarsi lo statuto delle latterie che si visitano e
possibilmente anche l'ultimo bilancio od il rendiconto annuale. Molte
latterie hanno lo statuto stampato ed hanno altresì la savia abitudine
di pubblicare per le stampe anche il rendiconto annuale. I promotori
della latteria in progetto faranno tesoro di questi documenti, che
sono la fotografia di cose viventi, che essi devono alla loro volta
riprodurre.
Se dovessi citare il nome delle latterie che meritano di essere
visitate, perchè atte a servire di modello o quanto meno ad offrire
utili insegnamenti, sarei imbarazzato, perchè fortunatamente sono
molte e perchè la inevitabile omissione di qualcuna potrebbe essere
interpretata in un senso contrario alle mie intenzioni. Basti il dire
che latterie meritevoli di osservazione si trovano nella valle d'Aosta,
come in quella della Sesia, come nella Valtellina, nelle provincie di
Treviso, di Belluno, di Udine, ecc.
3º _Riunione dei produttori di latte ad una conferenza._ — Nel
frattempo in cui i promotori indagano, girano e studiano, circola
la voce di tutto quanto nel comune, e la gente comincia a discutere
dell'opportunità o meno di fare una latteria: così gli animi si
vanno preparando e coltivando per diventare accessibili alla latteria
sociale.
Viene il giorno in cui l'ambiente è diventato maturo per poter radunare
i produttori di latte ad una proficua discussione, la quale vuol essere
preceduta da una conferenza dimostrativa sull'utilità delle latterie
sociali cooperative e sull'opportunità di farne una nel comune.
Questa conferenza può essere fatta da qualcuno dei promotori, se si
trova fra questi la persona idonea, oppure si può chiamare persona
competente dal di fuori. Non occorrono squarci di eloquenza, nè volate
rettoriche, bisogna invece fornire dati numerici e nozioni pratiche,
essendo che gli uditori non sono filosofi, nè scienziati, bensì persone
di idee semplici e positive, che soltanto con mezzi semplici e positivi
possono essere convinte e conquistate.
La conferenza, tenuta in giorno, ora e località adatta e consentanea
alle abitudini del paese, desterà interessamento fra i produttori
di latte convenuti all'adunanza. Se qualcuno degli uditori avrà
obbiezioni a fare o schiarimenti o domandare, meglio così, ne nascerà
una discussione che metterà in maggior luce la verità ed animerà i
diffidenti e gli indifferenti, i quali formano di solito la maggioranza
di un pubblico consimile.
In molti comuni di montagna sono le donne che si occupano delle
vaccherelle e del relativo latte; sono desse che lo raccolgono, che
lo sfruttano, quando pure lo sanno fare, e che trattengono i proventi
della vendita del latte e de' suoi prodotti, quando la loro abilità e
parsimonia arriva a tanto da conseguire dei proventi in denaro. Quelle
donne devono dunque far parte dell'adunanza in discorso, perchè senza
il loro consenso neanche il capo della famiglia si arrischierà ad
impegnare il suo latte nella nuova latteria.
La conclusione dell'adunanza dove essere la nomina di un comitato che
s'incarichi di compilare lo statuto della costituenda latteria, da
presentarsi ad una prossima assemblea, e l'apposizione della firma
d'adesione al programma di massima, per parte di quei produttori di
latte che lo accettano. Questo programma scritto può limitarsi ad
affermare la volontà degli aderenti di costituire la latteria sociale
cooperativa, secondo i concetti fondamentali concordati ed ammessi
nell'adunanza.
Il verbale della conferenza, la nomina del comitato preparatore e le
firme di adesione formano un documento storico, pel quale si può dire
che la latteria passa dal regno delle ciarle a quello dei fatti.
Il comitato può essere composto di tre od al più di cinque persone,
fra le quali si troveranno i promotori ed i fautori della latteria.
È desiderabile che vi siano rappresentati i diversi interessi dei
produttori di latte e le diverse competenze legali, tecniche, ecc., ma
tuttavia, in mancanza di queste persone competenti, si fa quello che
si può, e d'altra parte abbiamo veduto uomini di limitata coltura ma
dotati di buon senso e di buona volontà cavarsi d'impaccio benissimo
in simili faccende, senza essere diplomati in qualsiasi cosa, perchè
il buon senso suggerisce che quando non si possiede la sapienza si va a
prenderla dove c'è.
4º _Atto costitutivo dell'associazione._ — Il comitato dopo aver
esaminato diligentemente gli statuti che si è procurato da diverse
latterie, ne compila uno che reputa il più adatto alle condizioni
locali, discutendone uno per uno i singoli articoli, allo scopo di
penetrarne profondamente lo spirito e di prevederne le conseguenze
pratiche, una volta che lo statuto sia applicato e che la latteria sia
in funzione.
Lo _statuto sociale_ è il contratto fondamentale che i soci stipulano
per regolare i loro reciproci rapporti; la firma di accettazione
stabilisce per il socio un vincolo che deve durare un certo numero
d'anni, d'ordinario non meno di un ventennio.
L'elaborazione di questo statuto è dunque cosa della massima
importanza, ed i membri del comitato preparatore sentiranno certamente
la serietà del loro mandato, tanto più riflettendo che di solito
l'assemblea approva lo statuto senza modificarlo o tutt'al più con
qualche piccola variante, poichè dessa ripone fiducia completa nella
brava gente che compone il comitato.
Lo scoglio di tutti gli statuti di tutte le cooperative è sempre la
questione finanziaria. Almeno un articolo dello statuto deve indicare
nettamente il modo con cui radunare il capitale occorrente all'impianto
della latteria; sul qual argomento mi riserbo di ritornare più avanti.
Superato anche questo scoglio, e messisi d'accordo i membri del
comitato, si dirama il progetto di statuto in iscritto od a stampa
a tutti coloro che si conoscono avere i requisiti per diventare soci
della latteria e si invitano ad apposita assemblea per la discussione
ed approvazione dello statuto e costituzione definitiva della latteria
sociale cooperativa.
Intendiamo per _costituzione legale_ della latteria la costituzione
fatta per atto pubblico, secondo le norme del _Codice di commercio_,
vigente in Italia dal 1882.
Nei tempi remoti le consociazioni di latte si facevano colle minori
formalità possibili, cioè senza patti scritti, senza firme di persone,
senza registri di sorta; nelle mutue prestazioni di latte non si
adoperava nè penna, nè carta per registrarne la quantità, ma s'indicava
il numero delle secchie piene di latte mediante tacche fatte sopra un
bastone di legno.
Ma dai tempi remoti a quelli d'oggi molta strada s'è fatta;
l'istruzione ha progredito anche nelle nostre campagne, la cooperazione
si è imposta anche ai nostri legislatori, il codice di commercio non
è più espressione cabalistica, e la protezione che accordano le leggi
dello Stato, come pure il rispetto alle leggi stesse, sono ritenute da
tutte le persone assennate come indizio di civiltà e di progresso.
Il lettore ha capito che io consiglio la costituzione legale
della latteria, secondo le norme segnate dal codice di commercio;
precisamente queste norme si leggono all'art. 220 e seguenti, art. 91 e
seguenti.
L'atto costitutivo deve essere steso da un _notaio_ presente
all'assemblea dei soci o per meglio dire di quegli individui che
intendono diventare soci e che colla loro firma affermeranno questa
loro volontà.
Il notaio, che sa il fatto suo, farà un rogito, nel quale sarà
registrata l'approvazione dello statuto e quanto altro ha relazione
colla costituzione della nuova cooperativa. Siccome anche i componenti
del consiglio d'amministrazione devono essere eletti in forma legale
ed i loro nomi devono essere comunicati al Tribunale od alla Pretura,
così, a risparmio di tempo e di denaro, conviene che i soci facciano
nella stessa adunanza di costituzione l'elezione dei consiglieri della
latteria, i quali devono essere scelti fra coloro che hanno firmato
l'atto costitutivo. In tal modo il notaio registra in seguito all'atto
costitutivo anche i nomi dei consiglieri d'amministrazione liberamente
eletti dai soci.
La costituzione legale obbliga l'amministrazione della latteria a
seguire certe norme riguardo le assemblee, i bilanci, la tenuta dei
libri amministrativi. Queste norme, volute dal codice di commercio,
sembrano a molti niente altro che superfluità, seccature, vessazioni,
non compensate da equivalenti vantaggi. In vero se tutti i vantaggi
offerti dal codice di commercio alle cooperative si riducessero
all'esenzione delle tasse di registro e bollo dell'atto costitutivo
(art. 228) e dei loro documenti o registri entro certi limiti di tempo
e di capitale (legge 13 settembre 1874 n. 2077, serie II, sulle tasse
di bollo), non ci sarebbe a rallegrarsi gran fatto dall'aver seguìto
il codice di commercio, piuttosto che il sistema patriarcale antico, a
base di buona fede reciproca e di parola detta piuttosto che di parola
scritta.
Ma i soci devono considerare che i vantaggi materiali derivano dai
vantaggi morali, che solo si ottengono mediante la costituzione legale
dell'associazione, la quale dà valore di legge ai diritti ed ai doveri
dei soci e dei relativi amministratori; affinchè ciò avvenga occorre
che l'atto costitutivo, recante lo statuto sociale, sia approvato dal
R.º Tribunale, il quale può del resto respingerlo o modificarlo, se non
trova lo statuto conforme alle disposizioni del codice di commercio ed
alle leggi dello Stato in genere.
Mercè la costituzione legale, gli amministratori sostituiscono la
responsabilità del sodalizio a quella della loro persona, il che è di
particolare importanza in tutte le operazioni finanziarie che cagionano
onere all'associazione; e quando si tratta di ricorrere al credito non
v'ha dubbio che le cooperative legalmente riconosciute siano favorite
in confronto a quelle di carattere semplicemente confidenziale.
Non intendo sviluppare vieppiù questo argomento, perchè soverchia il
mio compito. Molto ci sarebbe a dire prò e contro il principio della
costituzione legale; ma venendo ai casi pratici, si osserva che le
latterie che sorgono oggidì si regolano a norma dell'ambiente, ossia
delle attitudini morali ed intellettuali delle persone che vi agiscono.
Del resto, chi volesse studiare la questione a fondo ricorra ai buoni
libri pubblicati in questi ultimi anni in merito alle cooperative.[4]