Vantaggi e benefici arrecati dalle latterie cooperative.
Le latterie sociali cooperative raggiungono due intenti: l'uno
finanziario e l'altro morale.
Bisogna analizzarli entrambi.
a) NELL'ORDINE FINANZIARIO.
1º _Risparmio di spesa d'esercizio._ — Supponiamo di avere in un
villaggio 50 produttori di latte, con una media di 2 vacche per
ciascuno di essi e un totale di 400-500 litri di latte al giorno.
Avremo dunque 50 piccoli caseifici domestici, preadamitici ed
incompleti, con 50 persone che vi lavorano, consumando almeno tre
ore di tempo al giorno; vi saranno 50 piccole caldaie ed altrettanti
focolari per scaldare il latte e cuocere il formaggio con relativo
consumo di legna. Se i latticini vengono venduti al mercato, bisogna
calcolare anche il tempo necessario a portarveli da tante persone
diverse.
Orbene, nella latteria sociale bastano due persone a lavorare 500 litri
di latte, ed il consumo di legna si riduce a circa il 15 per 100. Fate
il conto dell'economia realizzata sulla mano d'opera e sul combustibile
e arrivate facilmente ad un risparmio di parecchie migliaia di lire
all'anno.
Si può obbiettare che la latteria sociale esige una spesa d'impianto,
che non ha il caseificio domestico: alludesi alla costruzione, oppure
all'adattamento dei locali occorrenti alla lavorazione del latte e
conservazione dei prodotti. Allora rispondiamo che questa spesa è
largamente compensata dal maggior valore dei latticini prodotti nella
latteria e del risparmio che si fa nella concentrazione degli utensili;
di fatti ognuno vede che riunendo il costo delle molte piccole caldaie,
delle piccole zangole e di tutti gli altri utensili del caseificio
domestico, si ha una somma molto maggiore di quella che occorre per
l'acquisto di una sola caldaia grande, di una sola zangola grande, ecc.
2º _Prodotti migliori per qualità e quantità._ — Sostituendo l'arte
d'un casaro all'empirismo delle massaie, è evidente che il burro ed il
formaggio si ottengono di miglior qualità perchè lavorati con attrezzi
moderni e colle regole dell'arte.
Certi formaggi di perfido odore e sapore, che i contadini mangiavano
contro voglia prima dell'impianto della latteria sociale, sparirono
dalla faccia del mondo dopo che la latteria entrò in funzione. Ed è
giusto ripetere che a questo risultato contribuisce oltre alla abilità
del casaro, anche la disposizione felice della latteria, in quanto che
questa si presta alla conservazione del latte e dei formaggi mediante
appositi locali, e tutto ciò non è possibile nel caseificio domestico.
Per la stessa ragione aumenta anche il rendimento del latte in burro
e formaggio, potendo la latteria disporre di buoni attrezzi, come
refrigeranti, scrematrici, ecc., cosicchè non c'è più alcun latte che
va a male per soverchia acidità, nè formaggio che bisogna gettare nel
letame perchè caduto in decomposizione in causa del latte troppo acido,
o perchè tenuto in ambienti esposti a tutte le eventualità del clima ed
a tutte le aggressioni dei parassiti.
Ma c'è ancora di più; una volta fatta la latteria sociale, ecco che
aumenta la quantità del latte effettivamente lavorato, perchè ogni
socio si prende cura di evitare dispersione e sciupìo di latte,
come troppo facilmente avviene nel caseificio domestico per opera di
uomini e di bestie diverse. I soci diventano pertanto economizzatori
del proprio latte e procurano di portarne alla latteria la maggiore
quantità possibile.
Ed ecco spiegato come molti comuni che possedevano caseifici domestici
non producevano abbastanza formaggio per il consumo delle famiglie, e
ne importavano, mentre che dopo l'impianto ed il funzionamento della
latteria sociale, si produsse tanto formaggio da bastare al consumo
locale e da mandarne fuori del comune.
E ciò senza che il bestiame lattifero sia neppure aumentato.
Inoltre, se la latteria fabbrica formaggi più grossi di quelli che
fanno i piccoli produttori privati, i primi vanno soggetti a minor calo
di peso nella stagionatura; ed ecco altra causa di maggior rendimento a
vantaggio della latteria sociale.
3º _Maggior profitto pecuniario fornito dal latte._ — Fabbricando
prodotti di miglior qualità e in maggiore quantità, è evidente che il
incavo in denaro nella vendita sarà più alto. Non basta; la latteria
sociale si trova in condizione di vendere i suoi prodotti in partita
e di fare contratti vantaggiosi a tempo e luogo opportuno, poichè ha
un consiglio di amministrazione che può e deve occuparsi anche delle
vicende commerciali, stare alla giornata e vedere lontano, il che non
fanno i piccoli produttori alla spicciolata, la cui vista commerciale
non va oltre un palmo dal loro naso.
Altro vantaggio ottiene la latteria sociale con un razionale
sfruttamento dei cascami del latte, cioè latticello e siero, poichè la
latteria può dedicarsi alla fabbricazione ed alla vendita della ricotta
ed all'allevamento dei maiali per conto sociale, oppure può vendere i
sopradetti residui all'ingrosso od al minuto a prezzi convenienti.
L'importanza di una savia utilizzazione dei cascami del latte riesce
evidente, se si riflette alla massima, generalmente accettata e
dimostrata dall'esperienza, che i cascami devono pagare le spese
d'esercizio della latteria, cioè: il personale, il combustibile, il
caglio, il sale, ecc.
Come la latteria sociale è in grado di vendere a miglior patto, così è
in grado di comperare a prezzi più vantaggiosi gli articoli occorrenti
all'esercizio della latteria, perchè provvede all'ingrosso, ricorre
alle fonti, elimina gli intermediari, ecc.
Dunque, in confronto alle frazionate piccole lavorazioni del latte,
la latteria sociale mediante la fabbricazione e la vendita in comune
ricava maggior profitto con minore spesa per una stessa quantità di
latte.
Vediamo un po' di numeri. Persone che tengono o che tenevano il
caseificio domestico nei loro villaggi di montagna, dicono che il
ricavo lordo del loro latte non va oltre i 7 centesimi al litro, a
tirarla coi denti. Io ho veduto molti conti consuntivi di latterie
sociali che dànno invece un rendimento netto di 12, di 15 e perfino di
16 centesimi per litro di latte.
Ecco una dimostrazione teorica di questi risultati. Facciamo il conto
di una latteria che fabbrica formaggio grasso e burro di siero. Il
ricavo per ogni quintale di latte si può calcolare in media come segue:
Kg. 9,0 formaggio grasso a L. 1,30 = L. 11,70
Kg. 0,3 burro di siero a L. 1,80 = L. 0,54
----------
Totale L. 12,24
Supponendo che la latteria fabbrichi burro e formaggio magro, il
rendimento riesce all'incirca come segue:
Kg. 4 burro di 1ª qualità a L. 2,40 = L. 9,60
Kg. 5 formaggio magro L. 0,50 = L. 2,50
----------
Totale L. 12,10
Ho detto dimostrazione teorica, perchè queste cifre non devono
essere prese come articoli di legge; la pratica ci dice che bisogna
modificarle a norma dei luoghi e dei tempi. Quei rendimenti in denaro
di L. 12,24 e 12,10 per quintale di latte sono netti, perchè non vi
ho aggiunto il valore dei cascami del latte, ed ho ritenuto, come ho
detto più sopra, che questo valore compensi le spese di esercizio della
latteria, come realmente succede in una latteria ben organizzata e ben
amministrata.
4º _Miglioramento ed aumento del bestiame e dei formaggi._ — Il
contadino quando vede che il latte lavorato alla latteria sociale
rende fior di denaro, procura di produrre più latte possibile, coltiva
meglio i suoi campi, produce maggior quantità di foraggio, migliora il
suo bestiame, scarta i cattivi soggetti e provvedesi di buone vacche
lattaie, le mantiene meglio che può, ne sorveglia l'alimentazione e
l'igiene.
Applicando il savio principio della divisione del lavoro, si è liberato
da quel fastidio che è il caseificio domestico ed ha ridotto il suo
còmpito a quello di produrre molto latte e di buona qualità.
Dopo l'impianto della latteria sociale, i pascoli comunali vendono
tenuti e sfruttati con maggior riguardo; nel comune è aumentato di
numero il bestiame lattifero e quindi è aumentata la quantità del latte
e dei latticini. Ma i terreni sono ancora della medesima estensione;
dunque se adesso rendono di più, è segno che loro mancava null'altro
che l'attività dell'uomo, e questa venne soltanto dopo l'apertura della
latteria sociale.
Moltiplicate questo maggior profitto pecuniario per le centinaia di
latterie sociali che abbiamo in Italia e vedrete come esse abbiano
cagionato aumento della ricchezza nazionale ed abbiano diffuso larghi
beneficii proprio tra le popolazioni più povere che abitano le nostre
montagne.
Si tratta di parecchi milioni di lire che annualmente versano le
latterie sociali nel torrente della circolazione nazionale; ed a questi
chiari di luna, via, non c'è male.
5º _Miglioramento economico ed igienico dei contadini._ — La latteria
sociale è una specie di salvadanaro, perchè il socio riceve ogni anno
gli utili che gli spettano e si trova con un gruzzolo di soldi che
mette sopra una cassa di risparmio, oppure adopera per soddisfare i
suoi impegni o per comperare bestiame o per fare migliorie ai suoi
terreni o per pagare le imposte, ecc.
Invece quando non c'era la latteria sociale, se il suo latte non
era tutto consumato in famiglia ma veniva trasformato in burro e
formaggio, quando pure il produttore arrivava a fare tanta merce da
venderla, i pochi soldi che ricavava alla spicciolata da tante mani,
sparivano, consumati in minuscole spese, troppo di frequente futili ed
improduttive.
Il socio della latteria ha ritirato da questa, come anticipazione degli
utili spettantigli, formaggio, burro e ricotta, che ha consumato in
famiglia, e tutto quanto di ottima qualità ed a prezzo di convenienza.
Anche dal lato dell'igiene egli è soddisfatto.
Si è verificato che in molti poverissimi villaggi delle prealpi
l'apertura della latteria sociale ha fatto diminuire o scomparire
l'emigrazione e che le rate d'imposta affluiscono regolarmente
all'esattore, il che non accadeva prima.
Come saggio dei vantaggi materiali indirettamente recati dalle latterie
sociali, citerò questo fatto, oltremodo chiaro e persuasivo, che mi
è occorso di accertare recentemente. Ho visitato una latteria sociale
in un comunello della provincia di Treviso, impiantata da una decina
d'anni, e con mia sorpresa ho trovato in questo comune due macellerie;
mi hanno detto che prima dell'apertura della latteria non esistevano
macellerie in paese, e nessuno mangiava carne, anzi il contadino era
assai misero e mal nutrito, ma la latteria sociale fece affluire denaro
in paese, per cui tutti quanti oggidì comperano e mangiano carne,
così da mantenere due spacci di carne, di cui uno, giova il saperlo,
è cooperativo, anzi è una propaggine della latteria sociale, il che
dimostra sempre più che la cooperazione è un campo sconfinato e che le
istituzioni cooperative si allacciano tra di loro in modo che, a guisa
delle ciliegie, l'una attira l'altra. È questione di cominciare colla
prima.
6º _Altre manifestazioni del principio cooperativo in conseguenza della
latteria sociale._ — Una volta aperta la breccia della cooperazione per
mezzo della latteria sociale, i contadini si avviano facilmente alla
istituzione di altre cooperative, sia fuse amministrativamente colla
latteria, sia indipendenti.
Basterà citarne il nome, risparmiando ogni commento che facilmente
risalterà alla mente del lettore, per poco che abbia cognizione di
queste faccende.
Esse sono:
L'_assicurazione contro la mortalità del bestiame_.
Il _consorzio_ o _sindacato agrario_ per l'acquisto di concimi,
macchine, bestiame, foraggi e quanto altro occorra per l'industria
agricola.
La _cooperativa di consumo_; quindi, specializzando questo ramo si
possono avere le macellerie sociali, i magazzini sociali di vendita dei
generi alimentari, ecc.
La _cooperativa di produzione_; per es. le cantine sociali, i trappeti
sociali, i mulini sociali, ecc.
La _cassa rurale_.
L'_istruzione agraria_ e _professionale in genere_.
_Qualunque industria_ che abbia scopo di speculazione e di risparmio,
sempre che abbia le sue basi nelle condizioni naturali della località e
nell'indole degli abitanti.
b) NELL'ORDINE MORALE.
La latteria sociale cooperativa obbliga a tenere frequenti relazioni
fra di loro persone che vivono di solito nell'isolamento, con tutte
le conseguenze dannose del medesimo, come l'invidia, la sfiducia, il
pettegolezzo, la maldicenza, ecc.
Quindi la latteria combatte tutti questi vizi nei piccoli paesi, mette
in evidenza le persone dotate di capacità, di operosità, di cuore e
di probità, additandole così alla pubblica stima e rendendole utili
al progresso dell'umanità. Molte inimicizie private, molti rancori
personali, molti dissidi politici furono assopiti o cancellati dalla
latteria sociale. Dalla mutualità e dalla solidarietà deriva la
stima reciproca e la tendenza al ben operare pel vantaggio comune.
L'educazione, la moralità, l'istruzione, in una parola tutto quanto
è civilizzazione e progresso dell'umanità non ha che a guadagnare
dall'istituzione delle latterie sociali cooperative.
La latteria sociale induce il contadino a fare i conti, ad interessarsi
dell'azienda comune, a controllarne l'andamento ed a scoprirne gli
eventuali difetti. La cooperazione gli apre la mente ad un orizzonte
nuovo ed esteso, tanto da non vederne i confini, e lo incita a studiare
il grande problema e ad istruirsi, ad apprezzare l'istruzione e
coloro che la impartiscono e la propagano. Egli vede in funzione gli
amministratori della latteria ed impara a pesare giustamente quelli
che lavorano con sagacia e lealtà in confronto a quelli che parlano
per la sola ragione che hanno la bocca, a quelli che predicano bene e
razzolano male, a quelli che hanno tanta facilità nel dire quanto hanno
difficoltà nel fare.
La latteria sociale è una vera scuola dove s'impara ad amministrare
rettamente. La sua amministrazione è aperta a tutti i soci di buona
volontà, i quali nel modesto ambiente dell'azienda casearia si
preparano a diventare consiglieri comunali e provinciali, consiglieri
di opere pie ed anche (perchè no?) deputati al Parlamento.
Abbiamo veduto più di un'onorevole che deve la sua elezione alla
latteria sociale, perchè nel suo stato di servizio c'è in modo
principale la sua prestazione alla latteria sociale, e vorremmo vederne
molti di deputati come questi al Parlamento.