Sappiate, o cortesi lettori, che, come tutte le cose di questo mondo,
anche le latterie sociali si dividono in grandi, piccole e mezzane[1].
Chiamo _grandi_ le latterie che dispongono di oltre 50 quintali di
latte al giorno e vanno sino ai 200 e più quintali; i soci possedono
una _bergamina_, o piccola o grande, e sono o proprietari di fondi,
oppure _fittabili_. Queste grandi latterie si vedono nella bassa
Lombardia, dove esistono latifondi, con coltura intensiva foraggera
e dove il latte è il profitto principale dell'azienda agraria.
L'ambiente in cui si svolgono offre tutte le risorse dell'odierna
civiltà; esse vi trovano uomini e istituzioni, capitali e credito,
strade e rapidi mezzi di trasporto, consumatori numerosi sul luogo e
commercianti pronti ad esportare la produzione loro. Insomma le grandi
latterie sono fortunate; la loro costituzione ed il loro impianto
si fanno speditamente; l'esempio di una si propaga rapidamente da
comune a comune, da provincia a provincia; la loro forma è prettamente
cooperativa.
All'impianto di taluna di esse ho avuto il piacere di portare anch'io
più di un granello di sabbia. Ed ora intendo che quel granello di
sabbia, che è questo scritto, sia dedicato alle _piccole latterie
sociali_ e vorrei che insieme a molti altri granelli provenienti da
altre parti, formasse macigno e giovasse ad istituire nuove latterie,
precisamente in quelle località e fra quella classe di umili per i
quali la latteria cooperativa non è soltanto industria del latte, ma è
mezzo di rigenerazione morale e materiale.
Per _piccole latterie_ intendo quelle che raccolgono da tre a cinque
quintali, o poco più, di latte al giorno e constano di molti soci,
che sono piccoli proprietari oppure contadini, provveduti di qualche
vaccherella. Queste latterie si contano a centinaia anche in Italia ed
hanno fatto un mondo di bene; si trovano nelle prealpi; ma c'è posto
per molte altre ancora nelle Alpi, e poi c'è l'Appennino che è quasi
tutto da coltivare in fatto di latterie sociali, e c'è la Sardegna che
non ne ha affatto.
Alle latterie grandi dirò che per prosperare hanno bisogno di centinaia
di mille lire e di molta concordia; alle latterie piccole dirò quello
che ora sto per scrivere; in quanto alle latterie mezzane dirò nulla,
perchè, siccome stanno di posto tra il molto e il poco, provvederà loro
la perspicacia dell'amico lettore.