Se non riusciamo a respingerli, domani verremo mangiati.
— Ah! Signore! Comincio ad aver paura.
— Orsù fuoco e non risparmiar nessuno. —
I tronchi d’albero, spinti da decine e decine di braccia, rotolavano,
mentre numerosi arcieri mandavano frecce verso il tetto facendo uso di
archi e di gravatane.
Alvaro e Garcia, inginocchiati l’uno presso l’altro, aprirono il fuoco
abbattendo due arcieri che avevano commessa l’imprudenza di mostrarsi.
Quel doppio colpo rallentò per un momento lo slancio degli assalitori.
Quelle detonazioni producevano sempre su di loro un effetto disastroso
che non riuscivano a vincere.
— Garcia, — disse Alvaro che non aveva troppa fiducia nell’abilità
del ragazzo. — Carica gli archibugi e lascia a me la cura di abbattere
quelle canaglie.
Non puoi essere sempre fortunato nei tuoi tiri.
— Sì, signore e poi le mie braccia tremano.
— Non temere; riusciremo a respingerli. —
E riprese il fuoco, mentre il mozzo ricaricava precipitosamente gli
archibugi.