Avanziamoci adagio ed in silenzio. —

Fra i rami d’una _massaranduba_, cinque scimmie si agitavano

freneticamente balzando ora da una parte ed ora dall’altra, urlando a

squarciagola e scagliando frutta e foglie contro qualche nemico che non

si poteva ancora scorgere, essendo il tronco di quella pianta avvolto

fra un caos di liane.

Erano delle _barrigudo_, scimmie che non raggiungono mai l’altezza

d’un metro, che hanno il pelame morbido, quasi lanoso, di tinta quasi

nerastra con striature grigie e una specie di criniera che scende fino

sulle spalle.

— Alt, Garcia, — mormorò Alvaro che si era nuovamente avanzato,

aprendosi il passo fra un folto cespuglio. — Eccolo il loro nemico! Lo

vedi arrampicarsi su pel tronco? —

Un bellissimo animale, grande quanto un cane di Terranuova, ma molto

più snello, saliva aggrappandosi alle liane ed altre piante parassite

che cingevano l’albero, con quelle mosse leggere e prudenti che si

osservano nei gatti.

Aveva il pelame folto, corto e morbido, rosso giallastro sul dorso

e bianco arricciato sui fianchi e sotto il ventre; la testa rotonda

adorna di lunghi baffi con due occhi scintillanti; due veri occhi da

carnivoro; la coda lunga più di mezzo metro e le zampe nervose, secche,

armate all’estremità di lunghi artigli che laceravano con estrema

facilità le liane anche le più dure.

Se Alvaro fosse stato un brasiliano, avrebbe subito riconosciuto in

quell’animale un _onça parda_, chiamato anche _puma_ o _coguar_ e anche

leone d’America, una belva meno pericolosa dei giaguari ma tuttavia

sempre temibilissima.

Ed infatti i coguari, pur essendo relativamente piccoli, non avendo mai

più di un metro e venti centimetri di lunghezza, compresa la coda, nè

un’altezza superiore ai settanta, hanno una forza straordinaria e sono

dotati d’un coraggio a tutta prova.

Vivono per lo più nei boschi dove inseguono accanitamente le scimmie,

perseguitandole fino sui più alti rami essendo estremamente agili

e potendo spiccare dei salti di cinque e perfino di sei metri.

S’incontrano però sovente anche nelle praterie, specialmente là dove

oggidì si allevano i montoni, dei quali fanno strage quando riescono ad

entrare nei _ranchi_ ossia nei recinti costruiti dai pastori.

Ordinariamente sfuggono l’uomo, ma se la fame li tormenta, piombano

anche sugl’indiani con rapidità fulminea, sgozzandoli con un buon colpo

d’artiglio alla gola.

Assaliti poi, si difendono con coraggio disperato e tengono lungamente

testa ai cacciatori i quali non sempre escono vittoriosi da quelle

lotte.

Il puma, che doveva essere affamato e che non si era ancora accorto

della presenza dei due naufraghi, continuava ad arrampicarsi senza

però dimostrare eccessiva fretta, punto preoccupato delle grida delle

scimmie e dei rami che gli venivano scagliati addosso.

Di quando in quando anzi si fermava e guardava sotto di sè mandando un

_eù-uu_..... rauco che ripeteva più volte.

— Non vorrei trovarmi al posto delle scimmie, — mormorò Alvaro

curvandosi verso il mozzo, il quale seguiva con vivo interesse la

manovra della belva. —

— Che riesca a raggiungerle?

— S’arrampica meglio d’un gatto. Fra qualche minuto avrà la sua preda.

— E noi lo lascieremo commettere quell’assassinio?

— T’interessi per quelle scimmie?

Farò fuoco sull’animale ma dopo, quando si sarà impadronito della preda.

L'Uomo di Fuoco · 第 67 / 100 题