Si erano appena cacciati sotto le _pequià_ quando grida acutissime
echeggiarono in mezzo alle palme che formavano la prima linea della
grande foresta.
— _Eske! Eske!_ —
— Gl’indiani? — disse Garcia preparandosi a tornare verso la scialuppa.
— Mi pare che queste grida siano mandate da una truppa di scimmie.
— Che battaglino fra di loro?
— Andiamo a vedere, Garcia. Tu sai che la carne delle scimmie non è poi
cattiva. —
Le grida continuavano sempre più stridenti, coprendo gli schiamazzi dei
pappagalli e le note squillanti delle arà.
— _Eske! Eske!_
— Sì, sono scimmie, — disse Alvaro che aveva già raggiunto il margine
della foresta. — Le vedi lassù, su quella pianta che lancia i suoi rami
quasi orizzontalmente.
— Sì, le vedo.
— Sarei curioso di sapere perchè urlano tanto. Non ti sembrano
spaventate?
— Sì, signor Alvaro. Non vedete come guardano abbasso e come cercano di
spingersi verso i rami più alti? Qualcuno deve minacciarle.
— Il dito sul grilletto del fucile, — ragazzo mio. — L’animale che
minaccia quelle scimmie potrebbe prendersela anche con noi.