Gli Eimuri.
Rassicurati dalla tranquillità che regnava, almeno pel momento, nella
immensa foresta, Alvaro, il castigliano ed il mozzo, avevano chiusi gli
occhi.
Erano tutti stanchi dalle lunghe marce dei giorni precedenti ed una
buona dormita era più che necessaria per prepararli al lungo viaggio
che contavano riprendere l’indomani onde mettersi in cerca della tribù
dei Tupinambi, che forse era tornata ai suoi villaggi.
Dormivano però, come aveva detto il castigliano, con un solo occhio,
come i marinai di guardia. Ed infatti or l’uno o l’altro, temendo
sempre una sorpresa da parte degli Eimuri che scorazzavano tutti i
dintorni della baia, si svegliava per ascoltare.
Per parecchie ore ai loro orecchi non erano giunti che i fischi
stridenti delle _parraneca_ ed i muggiti rauchi dei rospi, ma poco dopo
la mezzanotte, al castigliano, che aveva l’udito più acuto degli altri
parve di udire un sussurrio che non si poteva confondere colla atroce
cacofonia dei batraci.
Abituato da tanti anni ai rumori delle foreste, non si poteva
ingannare. Non volendo però rompere il sonno dei suoi compagni, che
russavano beatamente, con un falso allarme, si rizzò ascoltando meglio.
In lontananza si udiva un brusìo che a qualunque altro orecchio meno
esercitato sarebbe sfuggito. Pareva che degli uomini marciassero in
gran numero in mezzo alla sterminata foresta.
Mise una mano sulla testa di Alvaro, scuotendola leggermente e
dicendogli:
— Svegliatevi, signor Viana! —
Il portoghese che non aveva già il sonno troppo duro, aprì subito gli
occhi e si alzò a sedere guardando il marinaio di Solis.
— Che cosa avete? — gli chiese.
— Si avanzano.
— Chi?
— Io non so se siano gli Eimuri od altri che fuggono dinanzi
all’invasione.
Degli uomini e molti, a quanto mi sembra, s’avanzano attraverso
la foresta e mi pare che non sarebbe prudente rimanere più a lungo
coricati:
— Ah! Diavolo! Dormivo così bene!
— In questi paesi bisogna essere sempre pronti a fuggire. La
tranquillità qui non è mai esistita.
— Dobbiamo andarcene?
— No, — rispose il castigliano.
Alvaro lo guardò con stupore.
— Allora perchè mi avete svegliato?
— Per cercare un asilo più sicuro.
— Senza fuggire?
— Non vi è bisogno. Io ho sovente ingannati gl’indiani che mi davano la
caccia per mettermi allo spiedo o alla graticola, facendo appena pochi
passi.
Guardate, vi è qui quest’albero che ci servirà a meraviglia e che
imbroglierà maledettamente gl’indiani i quali si romperanno invano la
testa per cercare le nostre tracce.