Garcia, un po’ rinfrancato dalle parole del valoroso giovane, scese
nel quadro frugando tutte le cabine! Ahimè! L’arsenale della caravella
era ben poco provvisto, almeno quello poppiero. Forse ve n’erano altre
delle armi nella camera comune di prora, ma non si poteva pensare ad
andarle a cercare, avendo ormai l’acqua invasa tutta quella parte.
Tutto l’armamento consisteva in cinque archibugi di cui tre
inservibili, in un paio di spadoni irruginiti ed in alcune scuri.
Viceversa vi era abbastanza di munizioni, avendo scoperto quattro
barilotti di polvere, destinati forse a qualche cacico indiano e molti
sacchetti di palle.
Il mozzo si caricò di tutte quelle armi, sufficienti del resto per due
persone e le portò in coperta, deponendole dinanzi ad Alvaro.
Il giovane esaminò, da persona che se ne intende, gli archibugi e gettò
da una parte quelli inservibili.
— Ne abbiamo abbastanza per noi, — disse. — Temevo che le munizioni
fossero rimaste sott’acqua; giacchè tu mi dici che abbondano, daremo
una dura lezione a quei mangiatori di carne umana se vorranno tentare
di abbordare la caravella.
Caricò i due archibugi, poi guardò che cosa facevano i selvaggi.
Quei furfanti non si erano ancora mossi e continuavano a sonnecchiare
sotto i palmizi, senza preoccuparsi della caravella. Solamente le loro
sentinelle avevano abbandonato lo scoglio per passare sopra un altro
più alto, da cui potevano dominare tutta la baia.
Non guardavano però verso la caravella, bensì verso la foce del fiume
vicino, come se attendessero da quella parte qualche cosa.
— Aspettano delle piroghe, ne sono certo, — disse Alvaro con un accento
che tradiva una viva inquietudine.
Non la passeremo liscia. È impossibile che si ritirino prima di aver
fatta una visita alla caravella. —
Quindi rivolgendosi al mozzo, continuò:
— Ragazzo mio, non perdiamo tempo e se l’Oceano questa sera sarà più
calmo, ce ne andremo.
— Che cosa dobbiamo fare?
— Costruirci una zattera.
— Sono pronto ad aiutarvi, signor Alvaro.
— All’opera, mio piccolo Garcia. Giacchè abbiamo tempo ed i selvaggi ci
accordano un po’ di tregua, approfittiamone. —