Delle cause accidentali e accidenti propri.
Le cause accidentali si subdivideno, ché alcune si diranno di
«accidenti propri» e alcune d'«accidenti communi». D'accidenti propri
si diranno, quando a quel regno solo e non agli altri accascano o
possano accascare; di communi, quando a tutti regni communemente
accascano e possano accascare. L'accidenti propri, che possono fare
abbondare un regno d'oro e argento, doi sono li principali: la
superabondanzia delle robbe, che nel regno nascono superabundanti
all'uso necessario e commodo del paese proprio; poiché, portandosi
dette robbe in paese dove mancano, o venendosi da detti paesi o altri
lochi a comprarle, di necessitá bisogna portarvi oro o argento. E
questo accidente si dirá «proprio», perché non ogni regno lo ha o può
avere, ed è piú nel nostro Regno che in qualsivoglia altra parte
d'Italia, come è noto. L'altro accidente proprio sará il sito, a
rispetto d'altri regni e altre parti del mondo; il quale sito, per
essere occasione potente e quasi causa del trafico grande di un regno,
cosí a rispetto dell'altre parti del mondo come a rispetto di se
medesimo, e quella dell'abbondanzia de l'oro e dell'argento, si deve
connumerare per uno dell'accidenti propri, del quale si parlerá quando
si tratterá dell'accidente commune del trafico. E in questo tiene il
primo loco la cittá di Venezia, non solo a rispetto dell'Italia, ma a
rispetto dell'Asia ed Europa; come, all'incontro, il Regno è piú
d'ogni altra parte privo di questo accidente, come nel loco predetto
dell'«accidente del trafico» si dirá appieno.