CAPITOLO I

Delle cause per le quali li regni possano abbondare d'oro e argento.

Quanto importi, cosí a rispetto di popoli come a rispetto di prencipi,

un regno abbondare d'oro e argento, e quanto beneficio causi, e che

sia occasione potente di non fare commettere molti delitti, ancorché

alcuni con loro capricci vogliano il contrario, non mi è parso

discorrerlo al presente; e cosí ancora quanto danno apporti esserne

povero: parendomi che da ognuno, se non distintamente, almeno in

confuso s'intenda. Perciò, avendola per proposizione provata, e che

coloro che tengono la contraria opinione debbano essere inviati in

Anticira, si tratterá delle cause che ciò possano producere, le quali

se divideno in due spezie, cioè naturale e accidentale. La naturale è

di una sola maniera, cioè quando nelli regni vi sono miniere d'oro e

argento; e, dove è questa causa, bisogna al prencipe fare diversa

provisione nel suo regno da quella che faria si non vi fosse. Della

quale non intendo trattare, per non esservi detta causa nel nostro

Regno, né meno in tutta Italia, dove non si essercita altra miniera di

detti metalli, fuorché in Saravez dal granduca di Toscana. Si tratterá

dunque de le cause accidentali, per posser quelle applicare

principalmente nel nostro Regno e in tutta l'Italia, acciò, data

comparazione di cose simili e opposite, nelli medesimi accidenti si

vegga meglio la veritá.

Economisti del cinque e seicento · 第 84 / 180 题