Dell'accidenti communi.
Gli accidenti communi si divideno in quattro spezie principali, cioè
quantitá d'artifici, qualitá de genti, trafico grande de negozi e
provisione di quel che governa. E si diranno «accidenti communi»,
perché possono accascare in qualsivoglia regno; li quali, concorrendo
in alcun loco, senza dubbio, quando non vi nascesse cosa alcuna
soverchia per uso loro, ma del tutto avessero bisogno provedersi da
fuora, senza miniera alcuna d'oro o argento, lo faranno abbondare di
detti metalli.
La quantitá dell'artifici fará abbondare un regno o cittá di denari,
quando in quelli si essercitano piú e diversi artefíci necessari o
commodi o dilettevoli all'uso umano in quantitá grande, che soprabondi
al bisogno del paese; quale accidente deve essere non solo posto il
primo delli communi, ma per piú respetti preferito a l'accidente
proprio della robba soverchia.
Prima, per la maggior certezza che è in quello, poiché è piú sicuro
l'artefíce guadagnare mentre si essercita nel suo artificio, che il
contadino o altri mentre coltiva o fa industrie nelle sue robbe,
dependendo questo guadagno non da la sola opera de l'uomo, ma dalla
temperie della stagione, secondo il diverso bisogno della terra, quale
in altri tempi desidera piogge, in altri sole, con altre
circonstanzie; e, quelle mancando o soccedendo intemperie, non giova
cosa alcuna l'opera e, in loco di guadagnare, alcuna volta si perde.
Ma nell'artefíci sempre vi è sicuro il lucro, mentre vi si spende
l'opera.
Secondo. Nell'artefíci vi può essere moltiplicazione, e per quella
moltiplicarsi il guadagno; lo che non può succedere nella robba, non
si possendo quella multiplicare, che nissuno, per essempio, se in
alcun suo territorio non si può seminare se non cento tomola di
frumento, potrá fare che se ne seminino centocinquanta. Ma
nell'artifíci è il contrario, che si possano moltiplicare non solo al
doppio, ma a cento doppi e con minor proporzione di spesa.
Terzo. Dell'artifici vi è piú sicuro l'esito che delle robbe, e in
consequenzia vi è piú sicurezza del guadagno che vi sia piú sicuro
l'esito. Per questa sola ragione deve essere chiaro che le robbe
difficilmente si possano conservare per alcun tempo, che non si
corrompano; e da questo soccede che con il medesimo pericolo se
estraano da un paese ad un altro lontano, e, succedendo caso che non
si potessero smaltire per il tempo presente, volendole conservare per
il futuro, vi succede il detto pericolo. Ma nell'artifici vi è tutto
il contrario, ché facilissimamente si conservano non solo per breve,
ma per lungo tempo, e per la medesima ragione si estraeno con ogni
commoditá per ogni lontanissimo paese. E, essendo al dí d'oggi cosí
facilitata l'arte del navigare, che in questo solo li moderni han
superato gli antichi, di modo che non solo da levante in ponente e dal
mezzogiorno a tramontana, ma insin da un emisferio all'altro si è
introdotto il commerzio, che commodamente si portano robbe da questo a
quello, chi non concederá per questa ragione esser piú sicuro l'esito
dell'artifici che delle robbe, e in consequenzia la certezza del
guadagno?
Quarto e ultimo. Al piú delle volte si cava piú dall'arteficio che
dalla robba, come si vede dall'arteficio della lana, particolarmente
nei panni fini, nell'arteficio de lini, sete, armi, pitture,
sculpture, stampe e tutti altri artefici risguardanti drogherie, con
altri infiniti, che saria soverchio dirlo; per ogniun de' quali questo
accidente deve essere preferito all'accidente della robba soverchia,
il quale, quando è in perfezione in alcuna cittá o regno, sará una
delle cause potentissime di farlo abbondare d'oro e argento, molto piú
della robba soverchia. E nell'Italia terrá il primo luoco la cittá di
Venezia, la quale tiene in perfezione questo accidente, della quale se
ne cavano tante e tante robbe per gli artifici, e vi entrano, per
quelli, denari, come è notorio. Come nell'incontro la cittá di Napoli
si metterá per quella nella quale questo accidente sia in nissuna
perfezione, poiché non solo non vi sono tutti o la maggior parte
d'artefici, ma quelli che vi sono, fuorché gli artifici della seta,
non vi sono in quantitá per estraerne fuora, come è necessario per
produrre l'effetto predetto, ma neanco per quanto bisognano a essa e
al Regno del quale è capo, che non li bisognasse pagare l'arteficio
d'altra parte, come, quando si fará comparazione, contraponendola con
la cittá di Venezia circa l'abbondar di denari, si dirá a pieno.