I suoni della tromba: «Mensa ufficiali!» risposero per Roccaforte.

--Eccomi!

Cacciò la busta coi fiori sotto il guanciale, e si rivoltò. Ogni traccia

dell'imbarazzo e della confusione, cui era stato in preda arrivando a

bordo, era sparita. Il suo spirito non pareva più assente come poco

innanzi. Sul bellissimo viso fresco e roseo, sulle labbra ornate dei

baffetti biondi, negli occhi azzurri sotto il grande arco dei

sopraccigli, un sorriso beato, un'espressione d'estatica gioia.

--Marco! Marco! Marco!

Sentendosi afferrato per un braccio così forte da provarne dolore,

Roccaforte esclamò:

--Ohè! Che ti piglia?

--Marco, la vita è bella! Sono felice!

Tante volte aveva pronunziato simili parole subito dopo contraddette,

che il suo compagno non ne fece caso. Si stupì un poco, ma

gradevolmente, nel vedere che la partenza, quella separazione fino a

pochi giorni innanzi temuta più che la morte, non contristava per nulla

l'innamorato.

--Va bene! I miei complimenti! Ma potevi tornare mezz'ora prima, che

diamine!

--Non potevo! Non sai!

Dopo aver lasciato il braccio dell'amico, glieli afferrò tutti e due,

con più forza, e mentre i muscoli s'irrigidivano e lo sguardo

sfavillava, la voce balbettava:

--Se sapessi! Questa partenza, il mio terrore, senza questa partenza

improvvisa spasimerei ancora.... Tutto era stato invano, fino all'ultima

ora, fino all'ultimo istante.... M'avrebbero dichiarato disertore? Che

importava!... M'importava, sì, per il mio povero babbo; ma mi sarei

ucciso. Tanto, non potevo durare più a lungo in quello spasimo.... Non

me ne importa di morire, neanche ora, sai!... Venga la morte, ora!... Ma

per un'altra ragione: perchè la vita m'ha dato tutto ciò che poteva

darmi; perchè nulla, mai, nessun altro giorno simile a questo sorgerà

mai più per me....

Un fiume di parole roventi, mal connesse; fremiti nelle mani abbarbicate

alle braccia dell'amico, lampi negli occhi gonfî di lacrime.

Roccaforte, con voce d'indulgenza quasi paterna, disse:

--Fanciullo, va'!

In fondo al suo cuore, ma proprio in fondo in fondo, sottile, sordo,

indistinto, un senso d'invidia sorgeva, allo spettacolo di quella

felicità. Nonostante la fraterna amicizia che lo legava a Luigi, si

sentiva un poco umiliato, quasi offeso da quel trionfo. Aveva sempre

desiderato all'amico tutte le fortune, sinceramente; riconosceva che

l'anima ardente in quel corpo apollineo le meritava; che l'amor suo

veemente ed ingenuo doveva essere ripagato, se c'era giustizia; ma

sentiva che lo sfoggio della sua gioia era quasi insolente.

--Che abissi, in quel cuore!...--continuava l'estatico.--Ed io ne

dubitai!... Perchè non sapevo misurarne la profondità! Perchè non potevo

comprenderne le complicazioni.... Sono qui per lei!... Se non avesse

voluto, se non m'avesse sospinto!... Non mi credeva, finchè m'ebbe

vicino; non credette alla partenza finchè non udì che mi chiamavano....

Dopo avermi sempre respinto mentre le stavo dappresso, ha voluto legarmi

a sè per la vita nel punto che la vita ci ha separati.

C'era un ritmo nelle sue parole, una specie di canto nella sua voce.

Roccaforte sorrideva tra sè d'un sorriso un poco amaro, ripensando alle

ore trascorse nell'ansia, con la paura d'una catastrofe. Ora gli pareva

che la sua paura fosse stata fuori d'ogni proposito, sciocca

addirittura. Si sentiva un poco ridicolo per aver trepidato, mentre

sarebbe stato tanto facile prevedere le ragioni dell'indugio! E il morso

della secreta invidia diveniva più acuto; e come Luigi, inesauribile,

riprendeva:

--La mia logica e la tua sono bambine presuntuose e ignoranti di fronte

al suo sentimento. Volevo che cedesse, se mi amava; che mi respingesse,

se non le importava di me. Sai che cosa m'ha risposto, quando le ho

proposto il dilemma?

--Andiamo a pranzo, per ora!--lo interruppe quasi bruscamente.--Mi

narrerai dopo.

E s'avviò per il corridoio verso la sala della mensa. La nave rollava e

beccheggiava fortemente; nella foschia, appena rotta per una breve

cerchia dalle luci di bordo, si vedevano le acque avvallarsi e

sollevarsi in pieghe larghe che trascorrevano da prora a poppa

gonfiandosi e coronandosi di creste di spuma.

--Avremo da stare allegri, doppiato il capo Corso!--esclamò ancora

Roccaforte.

Non udendo il passo dell'amico dietro di sè, si fermò, rivoltandosi.

Luigi, addossato alla paratia, guardava anch'egli il mare di poppa,

fiso, come abbacinato.

--Vieni, o vuoi restar lì?

Dapprima il giovane non rispose, quasi non avesse udito, quasi porgendo

l'orecchio a qualche suono lontano; poi disse:

--Il suo dolce paese di Toscana è laggiù, oltre quell'abisso.... Quando

la rivedrò?...

Senza risposta, sapendo d'aver fatto a sè stesso la domanda, riprese:

--Senti, Marco.... Sai che penso?... Quando vedi un mare come questo,

non pensi alla morte che ci sovrasta?

--Che ti salta, adesso?

--Questa potrebbe essere l'ultima nostra notte.... Ed io....

Si frugò con la destra nel petto, sotto la camicia, e trasse qualche

cosa che, a distanza, nell'oscurità, Roccaforte non distinse. Vedutolo

chinare il capo per baciare l'oggetto raccolto nel cavo delle due mani,

gli si appressò, sentendo sciogliersi il rancore di poco innanzi in un

moto di simpatia. Il giovane teneva ancora le labbra religiosamente

accostate ad una crocettina d'oro pendente da una sottilissima

catenella.

--Se questa dovesse essere l'ultima nostra notte, ho la croce che si è

tolta dal seno per me.... Senza questo viatico non avrei trovato la

forza di lasciarla.... Ma vorrei ancora....--A voce più bassa, dopo una

pausa, compì il suo pensiero:--Vorrei portarmi la sua immagine e i suoi

fiori con me....

--A tavola, matto!

Il pranzo fu servito rapidamente. I più avevano poca voglia di mangiare,

col capo aggravato dal forte tangheggiare. Di momento in momento,

crescendo la furia del vento, il mare cresceva; si udivano ora le ondate

battere con colpi secchi, come d'ariete, contro i fianchi della nave.

Roccaforte, assaggiando appena i cibi, vedeva che l'amico suo faceva

loro grande onore.

--M'accorgo con piacere che le commozioni non ti tolgono l'appetito....

Su, da bravo: un'altra fetta d'arrosto.

Il giovane sorrise con tutti i trentadue bianchissimi denti. Porgendo

l'orecchio alla conversazione impegnatasi a capo della tavola fra il

comandante in seconda e gli ufficiali a lui più prossimi, intorno alla

missione della «Siracusa», domandò:

--Si va al Marocco?... Si sbarcherà?

--Pare. Non lo sapevi?

--No. Uno scritturale della Capitaneria, al porto, m'accennò.... Non

compresi, con l'ansia di arrivare in tempo. Siamo fortunati, Marco! Uno

sbarco, le cannonate sul serio, l'occasione di cogliere una fronda

d'alloro!... Pensa quanti navigano da tanti anni, stupidamente, senza

che un raggio di gloria....

--Ci credi alla gloria, tu?

--Sì, ci credo!... Credo a tante cose, ora; credo a tutte le cose belle,

buone, nobili, grandi....

Erano un poco isolati dai compagni, all'estremità della tavola, di là

dai posti vuoti degli ufficiali di servizio. Lembi di frasi, nello

scroscio del mare, nell'acciottolio delle stoviglie, nel tintinnio dei

metalli e dei cristalli, venivano dall'altro capo della mensa: «Una

lezione a quei barbari.... Questo tempo ci farà ritardare.... Francesi

ed Inglesi saranno già sul posto....»

--Pensa, Marco,--riprese il giovane,--che noi andiamo a far rispettare

la nostra bella bandiera, le ragioni della civiltà, i diritti

dell'umanità....

--Taratatà!--interruppe Roccaforte, con un sorriso tinto d'ironia. Per

un ritorno d'amarezza, per un bisogno di contraddizione, esclamò:--Alla

grazia della civiltà imposta con le cannonate!

--Ma se ci aggrediscono, dobbiamo difenderci!--protestò Luigi,

fervidamente.--La guerra non è finita, nel mondo, con tutto l'amore che

lo governa! La vita non è semplice, il cielo non è sempre d'un colore.

Vi sono albe radiose e tramonti insanguinati. Un marinaio dovrebbe

sapere che le calme si alternano con le tempeste!

--Ma allora non parlare di civiltà, per l'amor di Dio! Parla dei diritti

del più forte, e saremo d'accordo.

--I più forti sono anche i più degni.... o i meno indegni, se

preferisci! Pensa alla somma d'ingegno, di studio, d'amore che

rappresenta questa nostra bella «Siracusa», la metallica selva delle

macchine, dei motori, delle artiglierie! Questa nostra forza che pare

bruta ha un'anima, è l'espressione della nostra forza intellettuale e

morale.... Se è giunto il momento di adoperarla, adoperiamola, senza

iattanza, ma con la coscienza di compiere un dovere.... Se agli occhi

della somma Giustizia siamo in errore, il nostro errore ci sarà rimesso,

perchè andiamo a pagarlo con la vita.

Ancora una volta le parole dell'inebbriato significavano un pensiero di

morte.

--Speriamo,--osservò Roccaforte,--che non abbiano proprio bisogno della

nostra, pelle, laggiù. Il marocchino abbonda sul mercato!...

Al bisticcio, Luigi diede in un argentino scroscio di risa. Come

dall'esaltazione sentimentale era passato all'entusiasmo eroico, ora

passava ad una ilarità schietta, ingenua, quasi infantile. Tutta l'anima

sua si rivelava, si abbandonava, nell'incantamento.

--Ma sai che cosa penso?--riprese Roccaforte.--Che tutti questi bei

discorsi dovrebbe udirli tuo padre, per rabbonirsi. Aveva una faccia,

quando t'ha interrogato e punito!...

--Povero babbo mio! Mi vuol bene, sai! Quanto bene mi vuole! Si crede

però in dovere d'esser più severo con me che non con gli altri; ed ha

ragione, e gliene sono grato. Ma come fargli comprendere?...

--Bada che qualche cosa deve pur sospettare!

--Già, e perciò è tanto più burbero. Probabilmente crederà che io corra

alla perdizione. Non sa, non può sapere, nessuno saprà mai, io non

riuscirò mai a significare....

Tacque a un tratto, vedendo un graduato entrare col berretto in mano ed

avanzarsi verso il comandante in seconda.

--Avanti, Maroni!--disse Barbarini volgendosi verso il nuovo venuto, e

piegando poi il capo a udire qualche cosa che costui, giuntogli vicino,

gli diceva all'orecchio.

--Va bene. Va bene.

Posato il tovagliuolo, si alzò, e fece col capo e con la mano un cenno a

Carleoni.

Il giovane sorse in piedi e gli si accostò.

--Comandi!

--Favorisca di venire con me.

Anche gli altri si alzarono, tutti andarono a vedere che cosa avveniva.

La messa di nozze; Un sogno; La bella morte · 第 16 / 21 题