Vostro: _G. Garibaldi_

Poi perchè nessuno dovesse aver danno in causa della presa di possesso

dei due vapori «Piemonte» e «Lombardo» mandava a Genova la seguente

lettera:

_Ai Signori Direttori dei Vapori Nazionali_

Signori,

«Dovendo imprendere un'operazione in favore d'italiani militanti per la

causa della patria, di cui il governo non può occuparsi per diplomatiche

considerazioni, ho dovuto impadronirmi di due vapori dell'amministrazione

dalle LL. SS. diretta e farlo all'insaputa del governo stesso e di tutti.

«Io attuai un atto di violenza: ma comunque vadano le cose io spero che

il mio procedimento sarà giustificato dalla santa causa da noi servita

e che il paese intero vorrà riconoscere come debito suo da soddisfare, i

danni da me recati all'amministrazione.

«Quandochè non si verificassero le mie previsioni sull'interessamento

della Nazione per indennizzarli, io impegno tutto quanto esiste in

denaro e materiale, appartenente alla sottoscrizione pel milione di

fucili, acciocchè con questo si paghi qualunque danno, avaria, o perdita

a LL. SS. cagionata. Con tutta considerazione

_G. Garibaldi_

Genova, 5 maggio 1860.

*

* *

Alla mattina dell'8 maggio, salpati da Talamone, ancorarono nel porto

vicino di S. Stefano per prendervi il resto delle provvigioni, ed alla

sera si misero in rotta per ponente libeccio colla prua verso l'Africa.

Fra le istruzioni date dal generale Garibaldi a Bixio, principali erano

le seguenti: Seguire il «Piemonte», e se si fosse incontrata qualche

nave da guerra nemica, correre addosso all'arrembaggio.

Prima di lasciare Talamone venne affisso sull'albero di maestro dei due

vapori il seguente

Ricordi di un garibaldino dal 1847-48 al 1900. vol. II · 第 4 / 74 题