Maggio 7, di bordo del Piemonte.
«Cacciatori delle Alpi!
«La missione di questo Corpo è basata sull'abnegazione la più completa
davanti alla rigenerazione della patria. I prodi cacciatori servirono e
serviranno il loro paese colla devozione e disciplina dei migliori corpi
militari, senz'altra speranza che quella della loro incontaminata
coscienza. Non gradi, non onori, non ricompense allettarono questi
bravi.
«Essi si rannicchiarono nella modestia della loro vita privata allorchè
scomparve il pericolo; ma, suonando di nuovo l'ora della pugna, l'Italia
li rivede ancora in prima fila, volenterosi e pronti a versare il loro
sangue per essa.
«Il grido di guerra dei Cacciatori delle Alpi è lo stesso che rimbombò
sulle sponde del Ticino, or son dodici mesi: «_Italia e Vittorio
Emanuele_» e questo grido, pronunciato da eroi, susciterà spavento ai
nemici d'Italia.--
_G. Garibaldi_»
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L'organizzazione del corpo era la seguente: