Le nozze.
San Benedetto è un villaggio o gruppo di case, che non si trova su
tutte le carte geografiche, ma noi vi possiamo andare per una discreta
strada carrozzabile, che sale lentamente in tre o quattro giravolte
sulla spalla del monte, ora aperta alla luce turchina che vien dal
cielo e dal mare, ora rinchiusa tra muricciuoli, ville, giardini e
macchie di lauro e di aranci.
Nel mezzo delle trenta o quaranta casupole che formano il paese sorge
una modesta badia che fu già dei padri benedettini, con un campanile
tozzo in pietra scura, rosicchiato dai secoli, non privo di qualche
ornamento da cui parlano ancora dei vecchi tempi tre campanelle,
quelle stesse che chiamavano i frati a compieta.
Il sagrato verde, che dà come un terrazzo sulla prospettiva del mare,
è ombreggiato da antiche piante e il resto del villaggio son viuzze
oscure, anguste, spesso senza uscita, nido di povere donne e di
marinai in riposo, che vi attendono tranquillamente la volontà di Dio.
Per quella strada, il vespro d'una mite giornata sui primi di
dicembre, saliva al passo una carrozza chiusa, tirata da due cavalli,
che riempivano coi loro corpi quasi tutto lo spazio disponibile.
Saliva adagio, fermandosi ai punti più ripidi, trottando un poco dove
il clivo facevasi più dolce, finchè sboccata sul piazzaletto verde
faceva un giro intorno a una pianta per fermarsi davanti alla porta
della chiesa.
Il sagrestano, che stava in vedetta stringendo nella mano la berretta
di lana, aperse la portiera della carrozza e s'inchinò a un signore
piuttosto grassotto vestito di scuro che discese per il primo. Dopo di
lui discesero due signore velate che entrarono subito in chiesa, dopo
essersi guardate intorno con aria quasi di sospetto; ma sul sagrato
non ci erano che due o tre fanciulli e qualche vecchio che fumava la
pipa nella rubiconda luce del tramonto.
Il sagrestano avvicinò di nuovo i battenti, lasciando penetrare in
chiesa solo uno spiraglio di luce, che saliva fino all'altare e per
quella via luminosa precedette la compagnia.
--Il prete--disse in uno stretto dialetto ligure--finisce di mangiare
un pesce e vien subito.--
Le due signore velate si raccolsero e s'inginocchiarono su un banco,
su cui era stato disteso un drappo rosso, e si immersero in una calda
preghiera. Massimo Bagliani intanto (il signore piuttosto grasso
vestito di scuro) mentre il prete finiva di mangiare il suo pesce, si
mosse per la chiesa come chi non sa dominare una nervosa inquietudine:
tornò fin verso la porta a specchiarsi nel gran tramonto che metteva
nell'ombra raccolta della navata una striscia sanguigna.
È sempre bello quello che si deve fare...--Era stato questo il suo
motto eccitatore, ma ora che stava per sposare e far sua per sempre la
donna così lungamente amata, per la quale aveva tanto sognato e
sofferto, temeva anche lui la realtà che gravita spesso sui pensieri
nostri come una pietra troppo pesante. Avrebbe voluto sentirsi più
tranquillo e trovare in sè stesso un maggiore convincimento e un più
sereno spirito di pace: ma il cuore debole temeva la troppa felicità.
Un nodo, che pareva fatto da un pugno di lagrime, lo strozzava, lì,
alla gola, e l'assaliva l'avvilimento che piglia il giovinetto sulla
soglia del suo primo incontro d'amore.
I quarant'anni non gli servivano a nulla, nemmeno di contrappeso alla
paura: nulla significava la neve che il tempo aveva lasciato cadere in
piccole striscie sulle tempie; sul punto d'impadronirsi di quella
creatura che gli era sempre sfuggita, Massimo Bagliani, temendo di
rompere un delizioso incanto e di essere incapace della sua felicità,
stava in guardia per non sfigurare troppo davanti a sè stesso.
La signora Matilde, che era venuta ad incoraggiare i buoni propositi,
assisteva la sorella in questo nuovo passo della vita. Si sperava di
avere anche il buon Cresti come testimonio, ma il vecchio brontolone
si era scusato col pretesto di cento mali e di una grande pigrizia.
Bisognò contentarsi di due umili testimoni presi sul sito, cioè un
vecchio pescatore e il procaccia postale, che aspettavano nella casa
del prete d'essere chiamati.
Intanto il sagrestano continuò ad accendere i lumi dell'altare, adagio
adagio, per dar tempo al prete di finire il suo pesce, mentre il sole,
piegando dietro la curva del monte, lasciava indietro un cielo terso
come un cristallo in cui cominciava a uscire qualche stella.
Quando le candele furono accese e che nella cresciuta oscurità
dell'abside uscì alla loro luce il modesto splendore dell'altare,
Massimo fatto un virile proposito, si accostò con passo sicuro alle
due donne, mentre dall'usciolino della sagrestia veniva fuori un prete
umile e tozzo dalla faccia rugosa come quella di un pescatore, che
dopo essersi rispettosamente inchinato agli illustrissimi signori,
fece un cenno ai due uomini che venivano dietro e che si collocarono
come sentinelle ai lati dell'altare.
Matilde incoraggiò un'ultima volta la sorella che si mosse e andò a
inginocchiarsi sul gradino.
Il prete lesse nel libro latino le promesse e le profezie che la
Chiesa riserva agli sposi: le mani si congiunsero sotto la protezione
della sacra stola e il vecchio amore pianse come un fanciullo.
* * * * *
Tornarono ch'era già buio. Nell'attraversare il paese la carrozza
dovette mettersi al passo per non urtare in una grossa folla di gente,
che si adunava presso il casino della Sanità.
--Che c'è--chiese Massimo al cocchiere, sporgendo la testa dalla
finestra.
--Hanno pescato una donna....
La carrozza riprese la sua corsa e cinque minuti dopo gli sposi
scendevano alla villa illuminata.
Intanto presso il casino della Sanità era un accorrere di guardie di
finanza, di carabinieri, di autorità comunali intorno al cadavere di
una giovine donna che alcuni pescatori avevano tirato poco prima alla
riva. Il medico comunale aveva dichiarato che non c'era più nulla a
fare. Seduto davanti a un tavolino, al lume di una povera candela un
commissario di pubblica sicurezza scriveva un breve verbale del fatto,
raccogliendo le testimonianze dei pescatori, del sindaco, delle
guardie.
--Nessuno di voi conosce questa creatura?--
Qualcuno ebbe a dire d'aver visto tre ore prima di sera correre lungo
il molo una giovine signora che all'aspetto pareva forestiera.
--Nelle tasche si è trovato un portafoglio con qualche
biglietto....--disse il brigadiere.
--Che cosa c'è scritto?--chiese il commissario,
--Liana....
--Liana? è il nome d'una pianta.
--Sì, d'una pianta che s'attacca....--commentò il segretario comunale,
che si piccava di possedere qualche nozione di storia naturale.