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_Lettera di Iacopo Fornaciaio al Machiavelli. Firenze, 5 agosto
1526._[620]
Carissimo Nicholò, a voi de chontinovo mi rachomando etc. Questa per
dare risposta a una vostra, per la quale intendo chome avete venduto el
chavalo, e dove ò avere e danari; e somi istati pagati, che tutto istà
bene. Anchora per detta intendo chome la Barbera no' v'à mai ischritto,
e ch'aresti disiderio intendere chome istà. Di che, subito ebi la
vostra, andai a trovare detta Barbera; e di già v'aveva ischritto,
e chredo l'abiate auta: e no' potei fare che io no' li dicessi una
charta di vilania: i' modo me rispose che si maravigiava di me, e che
non aveva uomo che la istimasi più, e che più le potesi chomandare; ma
bene che la vi faceva qualche bischencha, per vedere se voi le volete
bene. E arebe disiderio voi fusi più presto a Firenze, perchè gli pare,
quando voi ci siete, dormir cho gi occi vostri. Ora voi la chonocete
megio di me. Non so se s'è da chredegli ongni chosa. E a me si ischusò
cho dire non ese istata a Firenze; che di questo so che la dice el
vero, perchè io mandai più volte per lei, e subito fu tornata vene a
l'orto, perchè v'avevo una romana (sic). E a' mi detto vi schriverà
ongni settimana, po' che la vede che voi le vedete volentieri. E
pregòmi istrettamente che io ve la rachomandasi, e pregasi non avesi
istista con eso lei. Io salutai Rafaelo Chorbinegli per vostra parte, e
lui mi dise che se io vi ischrivevo, che si rachomandava a voi, e ch'è
tutto vostro. Se io posso qua chosa alchuna, chomandatemi, che voi no'
mi potresti fare e magior piacere. Idio vi guardi.
A' dì 5 d'agosto 1526.
_Vostro_ JACOPO DI FILIPO
_Fornaciaio, in Firenze._
_Spectabili viro Nicholò Maciavegli,_
_in chanpo de la Lega._