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_Lettera di Francesco del Nero a Niccolò Machiavelli. Firenze,
27 luglio 1525._[603]
_Spectabilis vir et cogniato salutem._ Io hebbi una vostra da Roma, ad
la quale feci risposta. Dipoi ne ho havuto una altra da Faenza, sopra
il gran sapere del frate, il che Francesco Vectori non credeva; nè mai
lo harebbe creduto, se non che gli fu monstro una lettera del magnifico
Presidente che referiva il medeximo. Il Conte ne ha facto ricordo etc.
Philippo Strozzi mi scrive havere parlato ad la Santità di Nostro
Signore, sopra ad lo augumento della vostra provixione, et truovala
benissimo disposta. Onde ricorda che, quando prima siate in Firenze,
gli scriviate un motto, ricordandoli la faccenda vostra; et Filippo
mostrerà il capitolo a Sua Beatitudine, et opererà che qui ne venga la
commissione. Sichè le felicità vostre multiplicano. Ancora io vi serbo
uno pippione da cavarne ducati cento d'oro l'anno. Se ritornerete a
Roma però, desidero sapere quando credete partire di costì, et per che
volta; ad ciò vi giri sotto lo vano mondo. Donato attende a portarvi
polli; ma per essere una di quelle cichale dal Ponte Vechio, non si può
tenere non mostri le vostre lettere, tale che ne è capitata una in mano
al Conte, et è quella honorevole lettera gli scrivesti un mexe fa, cioè
la seconda da Faentia etc. _Nec plura_. Ad voi mi raccomando.
In Firenze, addì XXVII di luglio 1525.
_Vostro_ FRANCESCO DEL NERO.
[_Spectabi_]_li viro Niccolò Machiavelli...._
_honorando, in Faenza_.