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_Lettera di Francesco Guicciardini al Machiavelli._ _Modena, 18
maggio 1521._[591]
Non havendo, Machiavello carissimo, nè tempo nè cervello da
consiglarvi; neanche sendo solito a fare tale officio sanza el ducato,
non voglio mancarvi di aiuto, acciò che, almanco colla reputatione,
possiate conducere le vostre ardue imprese. Però vi mando a posta el
presente balestriere, al quale ho imposto che venga con somma celerità,
per essere cosa importantissima; in modo ne viene che la camicia non
gli toccha le anche. Nè dubito che, tra el correre et quello che dirà
lui alli astanti, si crederrà per tucti voi essere gran personaggio,
et el maneggio vostro di altro che di frati. Et perchè la qualità del
piego grosso faccia fede a l'hoste, vi ho messo certi avvisi venuti da
Tunich, de' quali vi potrete valere, o mostrandoli o tenendoli in mano,
secondo che giudicherete più expediente.
Scripsi hieri a messer Gismondo, voi esser persona rarissima. Mi ha
risposto, pregando lo avisi in che consista questa vostra rarità.
Non mi è parso replicarli, perchè stia più sospeso, et habbia causa
di observarvi tucto. Valetevi, mentre che è il tempo, di questa
reputatione. _Non enim semper pauperes habebitis vobiscum._ Avisate
quando sarete expedito da quelli frati, tra' quali se mettessi la
discordia, o almanco lasciassi tal seme che fussi per pullulare a
qualche tempo, sarebbe la più egregia opera che mai facesti. Non la
stimo però molto difficile, attesa la ambitione et malignità loro.
Avisatemi, potendo venire.
In Modena, a dì 18 di maggio 1521.
_Vester_ FRANCISCUS DE GUICCIARDINIS _Gubernator_.
_Al [M] Ni[ccolò] Machiavelli_
_nuntio fiorentino ec., in_
_Carpi._