Potrebbesi fare che tu stessi due o tre anni ad menarla, se tu volessi
stare qualche tempo di costà.
_Dno Giovanni di Fran.^co Vernacci,_
_in Pera._
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_Di Villa, 8 giugno 1517._[570]
Carissimo Giovanni. Come altra volta t'ho scripto, io non voglio
che tu ti maravigli se io non ti scrivo, o se io sono stato pigro ad
risponderti, perchè questo non nasce perchè io ti habbia sdimenticato
et che io non ti stimi, come io soglio, perchè io ti stimo più; perchè
degli huomini si fa stima quanto e' vagliono, et havendo tu facto
pruova d'huomo da bene et di valente, conviene che io ti ami più che io
non solevo, et habbine non che altro vanagloria, havendoti io allevato,
et essendo la casa mia principio di quello bene che tu hai et che tu
se' per havere. Ma sendomi io riducto a stare in villa per le adversità
che io ho haute et ho, sto qualche volta uno mese che io non mi ricordo
di me; sì che se io strachuro el risponderti non è maraviglia.
Io ho haute tucte le tua lettere; et piacemi intendere che tu l'abbi
facto et facci bene, nè potrei averne maggiore piacere. Et quando tu
sarai expedito et che tu torni, la casa mia sarà sempre al tuo piacere,
come è stata per il passato, anchora che povera et sgratiata.
Bernardo et Lodovico si fanno huomini, et spero dare alla tornata tua
ricapito ad qualche uno di loro per tuo mezzo.
La Marietta et tucta la brigata sta bene. Et vorrebbe la Marietta le
portassi alla tua tornata una pezza di ciambellotto tanè, et agora da
Dommasco, grosso et sottile. Et dice che l'anno ad rilucere, che quelle
che tu mandasti altra volta non furno buone. Xp[=o] ti guardi.
A dì 8 di giugno 1517.