Le lacrime rigavano la maestosa e triste faccia del cieco come nella
sera in cui, cessati i tocchi della campana del Bargello, era uscito
insieme con la moglie in cerca della figliuola.
--Non c'è!... non c'è!...--ripeteva il vecchio, cupo, desolato.
Ma tutti e due quegli sventurati avevano provato una immensa
commozione.
Quella acuta sensazione di dolore risvegliava lentamente la loro
ragione, che una gioia immoderata avrebbe più che mai disordinato,
travolto.
I vecchi non potevano scostarsi dal cembalo, Dimoraron nella stanza
più che non solevano le altre sere: il cieco fece più volte, come era
usato, scorrer le sue dita sulla tastiera.
Era una magnifica serata di estate.
Da due finestre, che si aprivano sopra un giardino, entrava un'aria
carica di effluvii fragranti; il cielo nitido, e tutto un blando riso
di luce, che diffondeva innanzi a sè un grandioso, stupendo tramonto.
Alla fine i vecchi risolvettero di allontanarsi.
Quando si mossero per uscire dalla stanza, cominciavano a cadere le
prime lievi ombre della sera.
Parevano calmi, rassegnati.
--Non la rivedremo dunque più... più... la nostra angioletta!--diceva
il cieco ad Agatina.
--Non ti ricordi--replicava la vecchiarella--quello che tu mi hai
sempre risposto: che Dio...
--Ah! hai ragione--interruppe il vecchio--che Dio... ci aiuterà... E
lo credo... sai... lo credo sempre.
Si cercò in seno la crocellina d'oro, e se la portò alle labbra, come
aveva fatto la sera del 14 gennaio, dopo aver pregato.
Per alcuni minuti i vecchi stettero nella sala, dalla quale avevano
udito la prima volta i suoni.
Seduti l'uno accanto all'altro, immersi in una meditazione profonda,
non si parlavano.
L'oscurità aumentava.
Un raggio di luna pallido, incerto batteva su una parete della sala.
--Enrico--disse a un tratto Agatina, rompendo il silenzio--è tardi...
Andiamo via di qui!
E i due vecchi si alzarono.
Quando ebbero fatti pochi passi, si fermarono.
Lo stesso suono usciva dal cembalo, lo stesso suono che poc'anzi
avevano udito, e una voce giungeva alle loro orecchie, modulata al
solito con un accento ad essi familiare, delizioso.