Nascosti, agli spiragli di due porte semichiuse, stavano il Brinda,
Roberto, Lina, i due medici.
--Agatina!--esclamò subito Enrico.--Ma questa... è la voce della
nostra figliuola!
Agatina non rispose.
Essa stringeva la mano del marito e ascoltava ansiosa, tutta tremante.
--È lei!... è lei!...--disse a un tratto, e lasciando la mano del
cieco si precipitò nella stanza.
Ma al cembalo non vi era più alcuno. Conformandosi a' consigli
ricevuti dai medici, Antonietta si era nascosta, appena aveva udito
che la sua povera mamma si avvicinava.
E il nascondersi le era venuto opportuno. Dopo le prime note da lei
emesse con tanto affetto, con tanta soavità; note di una canzone, che
suo padre le aveva insegnato sin da bambina, e della quale aveva udito
le migliaia di volte ripetere i motivi da lui e dalla madre, le
lacrime le erano salite agli occhi e i singhiozzi la soffocavano.
Già il cieco aveva raggiunto la moglie nella stanza in cui era il
cembalo.
--Non c'è nessuno! non c'è nessuno!--esclamò Agatina gettandosi al
collo di Enrico.