XXIX.

Due giorni dopo la scena avuta con Lucertolo, Lina partiva da Firenze.

La sera del 1° luglio, come era stato convenuto, essa aveva seguitato

Antonietta, il Brinda e Roberto all'Ospedale dei Pazzi.

I due vecchi, Enrico e Agatina, il padre e la madre di Antonietta, a'

quali il dolore aveva fatto smarrir la ragione, erano stati preparati

abilmente dai medici all'incontro, sul quale costoro contavano per una

guarigione immediata. Ma occorreva che tutto fosse fatto con cura, e

ogni precipitazione fosse evitata. Un'impressione troppo violenta,

improvvisa, poteva aggravare la infermità delle stanche e così

vacillanti intelligenze dei vecchi: deboli fiamme, che ogni soffio

troppo forte avrebbe spento per sempre.

Da vario tempo essi erano tenuti appartati dagli altri ammalati.

Antonietta profondeva il suo denaro perchè fossero trattati con ogni

attenzione, e non mancasse ad essi nella lor penosa condizione alcuna

dolcezza. Mangiavano soli, come già abbiamo veduto, e ogni sera, dopo

la loro refezione, sull'ora del crepuscolo, si mettevano in giro,

passando da una stanza all'altra, e cercando ansiosi la figliuola.

Ormai i dottori li avevano assicurati che la ritroverebbero, che si

era risaputo che era viva e che da un'ora all'altra poteva arrivare.

I due dementi scuotevano la testa in atto d'incredulità, e si

rimettevano alle loro instancabili ricerche. Ma il sogno che aveva

fatto Agatina, e che essa aveva raccontato ad Enrico, li aveva scossi

ambedue, e speravano di dover alla fine ritrovare il loro angiolo.

La sera dunque del 1° luglio 1833, mentre si avviavano al solito verso

la stanza ov'era il cembalo, i vecchi si fermarono come trasecolati.

Il cembalo mandava un suono che subito aveva colpito le loro orecchie.

Poi a quello si unì il suono di una voce limpida, argentina, che

s'inalzava sempre più puro, più melodioso, e riempiva le stanze

tutt'all'intorno.

Il processo Bartelloni · 第 49 / 55 题