La ragazza stette un po' perplessa, se dovesse o no aprire.
Ma ormai aveva gran desiderio di ricuperare la cassetta, poichè quello
che conteneva non poteva più servire ad altro che ad eccitare
sospetti. Ad ogni modo era inutile che restasse nelle mani del birro.
--Aspettate!--mormorò attraverso la porta.
Si allontanò e, ripresi i suoi panni, si rivestì così in fretta.
Poi andò ad aprire.
Il birro, entrando, trasse un grosso respiro.
Però Lina, appena ebbe aperto e il birro fu entrato, tese la mano per
ripigliare la cassetta, ma non richiuse la porta, come se volesse
indicare all'agente che doveva subito svignarsela.
--Ah, vuoi scacciarmi, senza che neanche ripigli fiato!--osservava il
birro, tornato al tuono familiare e scherzevole che in altri tempi
adoperava con Lina.
--E' troppo tardi--continuava la ragazza--se qualcuno sapesse che
siete qui!
--Non ti confondere!--replicava l'agente.--Ti assolverebbe anche il
San Sebastiano, che è nella nicchia d'Orsammichele, visti i motivi per
cui sono venuto a trovarti.
--Quali motivi?
--Eccoti... il primo... quello di chiuder l'uscio.
E il birro eseguì l'atto annunziato.
--Ora passiamo di qua.
E se ne andarono nella stanzetta, che un tempo aveva servito di camera
a Bobi Carminati e sedettero l'uno di contro all'altra.
--Tieni la cassetta... e ringraziami... di averla custodita così
bene!--cominciò Lucertolo.
--Vi ringrazio! vi ringrazio!--rispose Lina.
--E ora lasciati dire un'altra paroletta... Sai che io sarò nominato
fra pochi giorni capo agente?
La ragazza dette in un piccolo grido di sorpresa.
Il birro intanto la guardava.
Le vedeva le meravigliose braccia bianche uscire dalla manica della
vesticciuola leggerissima che indossava, il seno turgido, tuttora
agitato per la paura che la ragazza aveva avuto.
--Ti vorrei dire una mia idea...
Lucertolo in quel momento sentiva più forte che mai tornargli alla
mente la sua idea favorita, l'idea, che aveva tanto accarezzato.
Esitava a palesarla.
Voleva far una proposta e temeva che non fosse accolta.
Non sapeva da che parte rifarsi, che via tenere, se adescar la ragazza
con tutte le dolcezze di eloquio delle quali era capace, o incuterle
spavento per quello che egli ancora poteva fare a suo danno.
Come accade, fra varie ispirazioni, il birro si appigliò alla
peggiore.
--Siete tutti tornati a Firenze... finalmente!--disse con una certa
espressione d'ironia.
--Tutti... chi...?
--Il pittore... tu... la ragazza di Via degli Amieri...
--La ragazza di Via...--rispose Lina confusa, balbettando.
--Eh, sì, mia cara... L'ho veduta un par di volte soltanto, mentre
pedinavo te, e l'ho subito riconosciuta... Ti dirò qui, a
quattr'occhi, che c'è chi può riconoscerla, se io pronunzio una
parola... Nella stanza del Vicolo della Luna, davanti la quale il
pittore fu ferito da tuo fratello...
--Ma che dite?
--Da tuo fratello... Dio l'abbia in gloria, e si sia pentito a
tempo... prima d'affogare!...
Lina respirava.
--In quella stanza furono trovati alcuni quadri. In tutti è dipinta
una donna, una bella donnina, nelle più graziose e provocanti
attitudini... Sai chi è quella donna? La stessa che si trovava nella
stanza la sera in cui fu commesso il delitto...
Il birro tacque, poi quasi subito aggiunse:
--E' la tua padrona!
A Lina ghiacciava il sangue.
--I quadri non sono ritratti... in tutti è raffigurata la fisonomia
con espressione così diversa che pare un'altra fisonomia, il pittore
ha cambiato, ha fatto di suo capriccio, ma... il tipo c'è... c'è
sempre il colore dei capelli e il modello di quel bel nasino... E'
difficile che altri l'avverta, ma l'ho avvertito io che da anni aguzzo
gli occhi sulle prove, sui corpi di quel delitto, ho esaminato
centinaia, per non dire migliaia di volte, tutti gli oggetti che si
trovavano in quella stanza per trarne una rivelazione... io, che dopo
la confessione d'Isacco, dopo quello che avevo per induzione scoperto
sul conto di tuo fratello ero in condizione di poter mettere in
relazione tutte le circostanze stranissime, che avevano concorso al
compimento del delitto, che lo avevano preceduto, accompagnato,
seguito...
--Sognate!--interruppe Lina, che aveva ricuperato la sua baldanza.
--Sogno, sì, ed eccoti proprio quel che ho sognato... Ecco come ho
rifatto la scena accaduta la sera del 14 gennaio... Il pittore era
nella stanza con la ragazza di Via degli Amieri... Bobi doveva essere
inferocito contro il pittore; forse egli ti sospettava di avere una
tresca con lui, mentre stavi in casa sua alcune ore della giornata,
forse sentiva sempre più vergogna, vedendo che egli ti tradiva, che
amoreggiava con un'altra... Lo ha aspettato, nascosto nel Vicolo, e
quando è uscito dal convegno lo ha pugnalato... Poi è fuggito... E'
accorso Nello, il povero pazzo, ha frugato il ferito, lo ha trascinato
sino all'entrata del suo tugurio, e si è gettato sul suo giaciglio,
macchiato di sangue, e nascondendo gli oggetti preziosi, che aveva
preso... Di dove è uscito Isacco? ove si trovava mentre si compieva il
delitto? Come è entrato nella stanza? Qui principiano i miei dubbii...
E' certo che egli non era un complice di Bobi, perchè è lui che ha
salvato la ragazza, che l'ha portata pel Ghetto, che di là ha trovato
modo di farla fuggire, aiutato certamente da te, bellissima Lina!...
E il birro cercava di afferrarla per le vegete braccia e attirarla a
sè.
Lina si alzava tutta infuocata nel volto, lo respingeva, e gli
domandava ansiosa:
--E che cosa ora intendete di fare?
Dopo alcuni istanti di pausa, il birro che figgeva in lei gli occhi
imbambolati, soggiunse con piglio truce e severo:
--Intendo di fare il mio dovere... denunziar tutto alla giustizia...
La mia nomina a capo agente è combattuta dai miei rivali... Si
accorgeranno tutti sempre più che razza d'uomo è Lucertolo, e che con
lui non si combatte!
--Lucertolo!...--disse Lina.
Il birro sgranava tanto d'occhi e tendeva le orecchie, avido di
ascoltar quello che la ragazza faceva sembiante di voler dire...
--Voi--continuò Lina--non agirete così!... Sarebbe una grande viltà--e
la bella ragazza si faceva sempre più rossa nel volto, i suoi occhioni
sfavillavano, e in un gesto di rabbia le era caduta un po' in giù la
vesticciuola leggiera, lasciandole scoperta quasi tutta una spalla,
bianca come il marmo, grassetta, e di linee voluttuose.
--Ma denunziate pure--riprese la ragazza, alzandosi, rassettandosi
addosso la veste, e gettando al birro sguardi pieni di odio e di
sprezzo--denunziate pure la ragazza di Piazza degli Amieri... come voi
la chiamate... denunziate il pittore... e poi? Vi assicuro io che vi
troverete con un brutto partito alle mani. Ah! voi credete che nessuno
possa lottare con voi?... Proverete... Voi volete attaccare due
persone influenti, che hanno alte relazioni... due persone
innocentissime... e io son pronta a deporre in modo da provare la loro
innocenza.... Ebbene.... vedremo che cosa accadrà...
Lucertolo badava poco a quello che la ragazza diceva.
Non si lasciava commovere dagli sproloquii di lei.
Ma la guardava, gli appariva così fresca, così robusta, così
appetitosa: ad ogni movimento, che essa faceva in quell'angusta
stanzetta, gli veniva a passar quasi daccanto, le vesti di lei lo
toccavano; respirava il fiato caldo, ardente, che usciva dalle tumide
labbra, rosseggianti nell'ovale paffutello del volto delizioso.
--Innocenti!... innocenti!--esclamò il birro, contorcendosi, con un
atto che voleva significare suprema indifferenza.--Lo dici tu...
innocenti... Se tu sapessi però quanto ha lavorato la mia testa...
Capisco che avrei da combattere con due donne e con due donne nel
giuoco... anche in affari di polizia... si perde sempre!...
Lina era ferma in mezzo alla stanza, tutta pensosa, e si mordeva le
labbra, come se l'ira che le covava in seno le avesse richiesto quello
sfogo.
--Io... avrei un gran disegno--disse a un tratto Lucertolo,
sporgendosi innanzi, con un gomito appoggiato sulla punta del
ginocchio, e sostenendo il mento sul pugno chiuso.--Un progetto col
quale, invece di farci del male, potremmo giovarci, esserci utili, a
vicenda, completarci, o carissima Lina!
--Sentiamo.
--Nessuno si occupa più del delitto... Ormai è dimenticato... La
grazia del Sovrano ha perfino risparmiato una revisione del processo
che poteva dar luogo a nuove ricerche, a incidenti tali da
compromettere qualcuno... Il pittore so che ha risposto abilmente a
tutti coloro che lo interrogavano sul modo con cui era stato attirato
nel Vicolo la sera del 14 gennaio... Egli ripete che è stato tanto
tempo fuori di sè, a causa della ferita, che non si ricorda più di
nulla... Lo strattagemma è buono, specie in un uomo della sua
autorità, e mentre nessuno è più interessato a scuoprire il vero in
quest'affare... La ragazza di... Piazza degli Amieri, dice che è stata
rapita da gente crudele, che l'hanno sottoposta a mali trattamenti,
l'hanno atterrita con minaccie, nel caso si fosse data a conoscere,
l'hanno venduta ad un grande impresario forestiero, che ora soltanto
l'ha lasciata libera... Un romanzo più divertente della _Tavola
Rotonda_, o del _Guerino_... La gente lo beve perchè costei è oggi la
grande, la celebre, la bella Amieri... e come è bella!... tutti
vogliono farle la corte, ingraziosirsi; e prima della sua fuga era
così poco conosciuta... La conoscevano alcune donnaccole, le sue
pigionali in piazza degli Amieri, e il maestro Brinda, una buona
testa, un uomo sottile come un filo di rasoio, e che contribuisce a
far accettare a tutti per oro di coppella le storie che si raccontano,
e che forse sono in parte sua invenzione...
--Ma il progetto... il progetto?...--domandò Lina.
Il birro non si attentava a esternarlo e però si compiaceva nel
pigliarla da più lontano che potesse.
--Tutto dunque--seguitò--cospira in nostro favore... Si deve a me, a
me questo edificio così bene architettato... Senza le dichiarazioni di
Isacco, Nello sarebbe sempre in galera... e bisognava salvarlo!...
Però con una parola io posso distruggere la tranquillità in cui vivono
i tuoi amici...
--E non la direte...
--Se la dirò...
--Vi sfido!
La ragazza, avvampante di collera, invasa tutta da un fremito,
acquistava nuove, irresistibili seduzioni.
--Non la dirò ad un patto...--soggiunse Lucertolo balbettando.
E quasi barcollante, con gli occhi semichiusi, le braccia protese si
avanzò verso la ragazza.
--Indietro!--gridò Lina sbigottita, raccapriccita al contatto delle
mani del birro.
Ma Lucertolo la teneva stretta con le sue dita, forti come tenaglie, e
che le si ficcavano nelle carni floride, dure, prosperose.
--Lasciatemi!--diceva la ragazza con voce soffocata, cercando
divincolarsi con sforzi disperati da quella stretta.
--Ti lascio!--rispondeva Lucertolo, mettendosi dinanzi a lei in
atteggiamento umile e supplichevole.--Ti lascio ad una condizione!
--Non voglio altre condizioni--ribattè Lina indispettita.--Dovete
subito andarvene!
--Anderò, ma prima voglio che tu ascolti una parola... Io sono
innamorato... innamorato...
--Voi, voi innamorato... voi, Lucertolo?
--Innamorato...
--Scherzate!
--Innamorato... di te...
--Finiamola!--interruppe Lina.--Andate!...--E si avvicinava all'uscio
per aprirlo.
--Dalla notte che ti sorpresi là--e il birro ammiccava la camera
vicina--che ti vidi... a quel modo... tutta agitata... gettarti ai
miei ginocchi... non ho avuto più pace. Mi sei ribollita sempre nel
sangue!--e il birro fece un gesto energico.--Il mio progetto... il
progetto, che non mi riusciva di confessare... sarebbe quello di
sposarti... Tu sei libera... io fra giorni, forse a ore riceverò la
mia nomina di capo-agente...
Lina si accostò a Lucertolo, che si era abbonito, e gli mise una mano
sulla spalla, ridendo, anzi sghignazzando.
--Non ti burlar di me!--tornava a dire l'agente.--Non credi che
potremo esser felici? Tutti ti guarderanno... tutti vorranno conoscere
la Ninfa, che ha fatto rompere il collo a Lucertolo... E poi tu hai
bisogno, ora che sei sola, di un braccio, di un petto come questo per
difenderti--e il birro drizzava con orgoglio la sua robusta, quasi
immane corporatura.--Hai bisogno di me anche per un'altra cosa... Dopo
aver fatto tanto per scuoprire la verità, lavorerò insieme con te
perchè nessuno la scuopra!... Ed ecco che Lucertolo sarà diventato un
occultatore di prove. Lucertolo, che rinunzierà ad una brillante
operazione di polizia per due occhiacci neri, neri... Un capo-agente,
che entra al servizio dell'amore!... Pronunzia un _sì_, un _sì_...
così grosso.
E Lucertolo faceva un gesto, allargando le braccia.
Lina teneva gli occhi sul birro.
Infine, Lucertolo era un bell'uomo! alto, fortissimo, con una
fisonomia intelligente, con modi assai buoni per uno della sua
condizione. Gli si leggeva nel volto quell'abbandono confidente,
quella certa simpatica spavalderia, che hanno gli uomini di carattere
non tristo, e che sanno di poter contare, al bisogno, sui proprii
muscoli.
Lì per lì la ragazza avrebbe voluto rispondergli, motteggiandolo, o
adirandosi; le venne però in mente che era più opportuno per lei in
quel momento di non irritarlo.
--L'idea è nuova!... vi assicuro che a me non era mai venuta!--replicò
Lina.--Sono cose che domandano tempo... riflessione... Vedremo...
vedremo... Ma sarebbe strano, non è vero?
E dava a Lucertolo una di quelle occhiate alle quali il birro andava
in visibilio e si sentiva fervere il sangue come lava.
Egli si era di nuovo accostato a Lina e le aveva schioccato un bacio
su una delle sue spalle d'avorio.
--Ora basta davvero!--disse la ragazza, tirandolo dolcemente per un
orecchio.
Lucertolo lasciava fare, tutto lieto di quella curiosa carezza.
--Ora basta! è tempo che baciate... il chiavistello.
Si avvicinò con lui alla porta e lo accompagnò su lo squallido,
angusto pianerottolo, tenendolo sempre per l'orecchio.
--Buona notte, assassina!--mormorò il birro a traverso la porta,
quando Lina con la sua mano bianca l'ebbe richiusa.
--Buona notte, Lucertolo!--mormorò una vocina scherzosa dall'altra
parte.