XXVIII.

La ragazza stette un po' perplessa, se dovesse o no aprire.

Ma ormai aveva gran desiderio di ricuperare la cassetta, poichè quello

che conteneva non poteva più servire ad altro che ad eccitare

sospetti. Ad ogni modo era inutile che restasse nelle mani del birro.

--Aspettate!--mormorò attraverso la porta.

Si allontanò e, ripresi i suoi panni, si rivestì così in fretta.

Poi andò ad aprire.

Il birro, entrando, trasse un grosso respiro.

Però Lina, appena ebbe aperto e il birro fu entrato, tese la mano per

ripigliare la cassetta, ma non richiuse la porta, come se volesse

indicare all'agente che doveva subito svignarsela.

--Ah, vuoi scacciarmi, senza che neanche ripigli fiato!--osservava il

birro, tornato al tuono familiare e scherzevole che in altri tempi

adoperava con Lina.

--E' troppo tardi--continuava la ragazza--se qualcuno sapesse che

siete qui!

--Non ti confondere!--replicava l'agente.--Ti assolverebbe anche il

San Sebastiano, che è nella nicchia d'Orsammichele, visti i motivi per

cui sono venuto a trovarti.

--Quali motivi?

--Eccoti... il primo... quello di chiuder l'uscio.

E il birro eseguì l'atto annunziato.

--Ora passiamo di qua.

E se ne andarono nella stanzetta, che un tempo aveva servito di camera

a Bobi Carminati e sedettero l'uno di contro all'altra.

--Tieni la cassetta... e ringraziami... di averla custodita così

bene!--cominciò Lucertolo.

--Vi ringrazio! vi ringrazio!--rispose Lina.

--E ora lasciati dire un'altra paroletta... Sai che io sarò nominato

fra pochi giorni capo agente?

La ragazza dette in un piccolo grido di sorpresa.

Il birro intanto la guardava.

Le vedeva le meravigliose braccia bianche uscire dalla manica della

vesticciuola leggerissima che indossava, il seno turgido, tuttora

agitato per la paura che la ragazza aveva avuto.

--Ti vorrei dire una mia idea...

Lucertolo in quel momento sentiva più forte che mai tornargli alla

mente la sua idea favorita, l'idea, che aveva tanto accarezzato.

Esitava a palesarla.

Voleva far una proposta e temeva che non fosse accolta.

Non sapeva da che parte rifarsi, che via tenere, se adescar la ragazza

con tutte le dolcezze di eloquio delle quali era capace, o incuterle

spavento per quello che egli ancora poteva fare a suo danno.

Come accade, fra varie ispirazioni, il birro si appigliò alla

peggiore.

--Siete tutti tornati a Firenze... finalmente!--disse con una certa

espressione d'ironia.

--Tutti... chi...?

--Il pittore... tu... la ragazza di Via degli Amieri...

--La ragazza di Via...--rispose Lina confusa, balbettando.

--Eh, sì, mia cara... L'ho veduta un par di volte soltanto, mentre

pedinavo te, e l'ho subito riconosciuta... Ti dirò qui, a

quattr'occhi, che c'è chi può riconoscerla, se io pronunzio una

parola... Nella stanza del Vicolo della Luna, davanti la quale il

pittore fu ferito da tuo fratello...

--Ma che dite?

--Da tuo fratello... Dio l'abbia in gloria, e si sia pentito a

tempo... prima d'affogare!...

Lina respirava.

--In quella stanza furono trovati alcuni quadri. In tutti è dipinta

una donna, una bella donnina, nelle più graziose e provocanti

attitudini... Sai chi è quella donna? La stessa che si trovava nella

stanza la sera in cui fu commesso il delitto...

Il birro tacque, poi quasi subito aggiunse:

--E' la tua padrona!

A Lina ghiacciava il sangue.

--I quadri non sono ritratti... in tutti è raffigurata la fisonomia

con espressione così diversa che pare un'altra fisonomia, il pittore

ha cambiato, ha fatto di suo capriccio, ma... il tipo c'è... c'è

sempre il colore dei capelli e il modello di quel bel nasino... E'

difficile che altri l'avverta, ma l'ho avvertito io che da anni aguzzo

gli occhi sulle prove, sui corpi di quel delitto, ho esaminato

centinaia, per non dire migliaia di volte, tutti gli oggetti che si

trovavano in quella stanza per trarne una rivelazione... io, che dopo

la confessione d'Isacco, dopo quello che avevo per induzione scoperto

sul conto di tuo fratello ero in condizione di poter mettere in

relazione tutte le circostanze stranissime, che avevano concorso al

compimento del delitto, che lo avevano preceduto, accompagnato,

seguito...

--Sognate!--interruppe Lina, che aveva ricuperato la sua baldanza.

--Sogno, sì, ed eccoti proprio quel che ho sognato... Ecco come ho

rifatto la scena accaduta la sera del 14 gennaio... Il pittore era

nella stanza con la ragazza di Via degli Amieri... Bobi doveva essere

inferocito contro il pittore; forse egli ti sospettava di avere una

tresca con lui, mentre stavi in casa sua alcune ore della giornata,

forse sentiva sempre più vergogna, vedendo che egli ti tradiva, che

amoreggiava con un'altra... Lo ha aspettato, nascosto nel Vicolo, e

quando è uscito dal convegno lo ha pugnalato... Poi è fuggito... E'

accorso Nello, il povero pazzo, ha frugato il ferito, lo ha trascinato

sino all'entrata del suo tugurio, e si è gettato sul suo giaciglio,

macchiato di sangue, e nascondendo gli oggetti preziosi, che aveva

preso... Di dove è uscito Isacco? ove si trovava mentre si compieva il

delitto? Come è entrato nella stanza? Qui principiano i miei dubbii...

E' certo che egli non era un complice di Bobi, perchè è lui che ha

salvato la ragazza, che l'ha portata pel Ghetto, che di là ha trovato

modo di farla fuggire, aiutato certamente da te, bellissima Lina!...

E il birro cercava di afferrarla per le vegete braccia e attirarla a

sè.

Lina si alzava tutta infuocata nel volto, lo respingeva, e gli

domandava ansiosa:

--E che cosa ora intendete di fare?

Dopo alcuni istanti di pausa, il birro che figgeva in lei gli occhi

imbambolati, soggiunse con piglio truce e severo:

--Intendo di fare il mio dovere... denunziar tutto alla giustizia...

La mia nomina a capo agente è combattuta dai miei rivali... Si

accorgeranno tutti sempre più che razza d'uomo è Lucertolo, e che con

lui non si combatte!

--Lucertolo!...--disse Lina.

Il birro sgranava tanto d'occhi e tendeva le orecchie, avido di

ascoltar quello che la ragazza faceva sembiante di voler dire...

--Voi--continuò Lina--non agirete così!... Sarebbe una grande viltà--e

la bella ragazza si faceva sempre più rossa nel volto, i suoi occhioni

sfavillavano, e in un gesto di rabbia le era caduta un po' in giù la

vesticciuola leggiera, lasciandole scoperta quasi tutta una spalla,

bianca come il marmo, grassetta, e di linee voluttuose.

--Ma denunziate pure--riprese la ragazza, alzandosi, rassettandosi

addosso la veste, e gettando al birro sguardi pieni di odio e di

sprezzo--denunziate pure la ragazza di Piazza degli Amieri... come voi

la chiamate... denunziate il pittore... e poi? Vi assicuro io che vi

troverete con un brutto partito alle mani. Ah! voi credete che nessuno

possa lottare con voi?... Proverete... Voi volete attaccare due

persone influenti, che hanno alte relazioni... due persone

innocentissime... e io son pronta a deporre in modo da provare la loro

innocenza.... Ebbene.... vedremo che cosa accadrà...

Lucertolo badava poco a quello che la ragazza diceva.

Non si lasciava commovere dagli sproloquii di lei.

Ma la guardava, gli appariva così fresca, così robusta, così

appetitosa: ad ogni movimento, che essa faceva in quell'angusta

stanzetta, gli veniva a passar quasi daccanto, le vesti di lei lo

toccavano; respirava il fiato caldo, ardente, che usciva dalle tumide

labbra, rosseggianti nell'ovale paffutello del volto delizioso.

--Innocenti!... innocenti!--esclamò il birro, contorcendosi, con un

atto che voleva significare suprema indifferenza.--Lo dici tu...

innocenti... Se tu sapessi però quanto ha lavorato la mia testa...

Capisco che avrei da combattere con due donne e con due donne nel

giuoco... anche in affari di polizia... si perde sempre!...

Lina era ferma in mezzo alla stanza, tutta pensosa, e si mordeva le

labbra, come se l'ira che le covava in seno le avesse richiesto quello

sfogo.

--Io... avrei un gran disegno--disse a un tratto Lucertolo,

sporgendosi innanzi, con un gomito appoggiato sulla punta del

ginocchio, e sostenendo il mento sul pugno chiuso.--Un progetto col

quale, invece di farci del male, potremmo giovarci, esserci utili, a

vicenda, completarci, o carissima Lina!

--Sentiamo.

--Nessuno si occupa più del delitto... Ormai è dimenticato... La

grazia del Sovrano ha perfino risparmiato una revisione del processo

che poteva dar luogo a nuove ricerche, a incidenti tali da

compromettere qualcuno... Il pittore so che ha risposto abilmente a

tutti coloro che lo interrogavano sul modo con cui era stato attirato

nel Vicolo la sera del 14 gennaio... Egli ripete che è stato tanto

tempo fuori di sè, a causa della ferita, che non si ricorda più di

nulla... Lo strattagemma è buono, specie in un uomo della sua

autorità, e mentre nessuno è più interessato a scuoprire il vero in

quest'affare... La ragazza di... Piazza degli Amieri, dice che è stata

rapita da gente crudele, che l'hanno sottoposta a mali trattamenti,

l'hanno atterrita con minaccie, nel caso si fosse data a conoscere,

l'hanno venduta ad un grande impresario forestiero, che ora soltanto

l'ha lasciata libera... Un romanzo più divertente della _Tavola

Rotonda_, o del _Guerino_... La gente lo beve perchè costei è oggi la

grande, la celebre, la bella Amieri... e come è bella!... tutti

vogliono farle la corte, ingraziosirsi; e prima della sua fuga era

così poco conosciuta... La conoscevano alcune donnaccole, le sue

pigionali in piazza degli Amieri, e il maestro Brinda, una buona

testa, un uomo sottile come un filo di rasoio, e che contribuisce a

far accettare a tutti per oro di coppella le storie che si raccontano,

e che forse sono in parte sua invenzione...

--Ma il progetto... il progetto?...--domandò Lina.

Il birro non si attentava a esternarlo e però si compiaceva nel

pigliarla da più lontano che potesse.

--Tutto dunque--seguitò--cospira in nostro favore... Si deve a me, a

me questo edificio così bene architettato... Senza le dichiarazioni di

Isacco, Nello sarebbe sempre in galera... e bisognava salvarlo!...

Però con una parola io posso distruggere la tranquillità in cui vivono

i tuoi amici...

--E non la direte...

--Se la dirò...

--Vi sfido!

La ragazza, avvampante di collera, invasa tutta da un fremito,

acquistava nuove, irresistibili seduzioni.

--Non la dirò ad un patto...--soggiunse Lucertolo balbettando.

E quasi barcollante, con gli occhi semichiusi, le braccia protese si

avanzò verso la ragazza.

--Indietro!--gridò Lina sbigottita, raccapriccita al contatto delle

mani del birro.

Ma Lucertolo la teneva stretta con le sue dita, forti come tenaglie, e

che le si ficcavano nelle carni floride, dure, prosperose.

--Lasciatemi!--diceva la ragazza con voce soffocata, cercando

divincolarsi con sforzi disperati da quella stretta.

--Ti lascio!--rispondeva Lucertolo, mettendosi dinanzi a lei in

atteggiamento umile e supplichevole.--Ti lascio ad una condizione!

--Non voglio altre condizioni--ribattè Lina indispettita.--Dovete

subito andarvene!

--Anderò, ma prima voglio che tu ascolti una parola... Io sono

innamorato... innamorato...

--Voi, voi innamorato... voi, Lucertolo?

--Innamorato...

--Scherzate!

--Innamorato... di te...

--Finiamola!--interruppe Lina.--Andate!...--E si avvicinava all'uscio

per aprirlo.

--Dalla notte che ti sorpresi là--e il birro ammiccava la camera

vicina--che ti vidi... a quel modo... tutta agitata... gettarti ai

miei ginocchi... non ho avuto più pace. Mi sei ribollita sempre nel

sangue!--e il birro fece un gesto energico.--Il mio progetto... il

progetto, che non mi riusciva di confessare... sarebbe quello di

sposarti... Tu sei libera... io fra giorni, forse a ore riceverò la

mia nomina di capo-agente...

Lina si accostò a Lucertolo, che si era abbonito, e gli mise una mano

sulla spalla, ridendo, anzi sghignazzando.

--Non ti burlar di me!--tornava a dire l'agente.--Non credi che

potremo esser felici? Tutti ti guarderanno... tutti vorranno conoscere

la Ninfa, che ha fatto rompere il collo a Lucertolo... E poi tu hai

bisogno, ora che sei sola, di un braccio, di un petto come questo per

difenderti--e il birro drizzava con orgoglio la sua robusta, quasi

immane corporatura.--Hai bisogno di me anche per un'altra cosa... Dopo

aver fatto tanto per scuoprire la verità, lavorerò insieme con te

perchè nessuno la scuopra!... Ed ecco che Lucertolo sarà diventato un

occultatore di prove. Lucertolo, che rinunzierà ad una brillante

operazione di polizia per due occhiacci neri, neri... Un capo-agente,

che entra al servizio dell'amore!... Pronunzia un _sì_, un _sì_...

così grosso.

E Lucertolo faceva un gesto, allargando le braccia.

Lina teneva gli occhi sul birro.

Infine, Lucertolo era un bell'uomo! alto, fortissimo, con una

fisonomia intelligente, con modi assai buoni per uno della sua

condizione. Gli si leggeva nel volto quell'abbandono confidente,

quella certa simpatica spavalderia, che hanno gli uomini di carattere

non tristo, e che sanno di poter contare, al bisogno, sui proprii

muscoli.

Lì per lì la ragazza avrebbe voluto rispondergli, motteggiandolo, o

adirandosi; le venne però in mente che era più opportuno per lei in

quel momento di non irritarlo.

--L'idea è nuova!... vi assicuro che a me non era mai venuta!--replicò

Lina.--Sono cose che domandano tempo... riflessione... Vedremo...

vedremo... Ma sarebbe strano, non è vero?

E dava a Lucertolo una di quelle occhiate alle quali il birro andava

in visibilio e si sentiva fervere il sangue come lava.

Egli si era di nuovo accostato a Lina e le aveva schioccato un bacio

su una delle sue spalle d'avorio.

--Ora basta davvero!--disse la ragazza, tirandolo dolcemente per un

orecchio.

Lucertolo lasciava fare, tutto lieto di quella curiosa carezza.

--Ora basta! è tempo che baciate... il chiavistello.

Si avvicinò con lui alla porta e lo accompagnò su lo squallido,

angusto pianerottolo, tenendolo sempre per l'orecchio.

--Buona notte, assassina!--mormorò il birro a traverso la porta,

quando Lina con la sua mano bianca l'ebbe richiusa.

--Buona notte, Lucertolo!--mormorò una vocina scherzosa dall'altra

parte.

Il processo Bartelloni · 第 48 / 55 题