Tre di loro, al momento in cui si erano incontrati ne' famigli,
andavano di corsa, e ciascuno portava in spalla un grosso sacco: gli
altri due seguivano con gli schioppi carichi in mano, e pronti a far
fuoco nel caso che si avvedessero di esser sorpresi o inseguiti.
Venivano dall'aver commesso un furto in una casa colonica.
Le notizie di ciò che era accaduto la notte verso la sponda dell'Arno
erano state recate la mattina a Firenze dallo stesso famiglio, che
insieme col Carminati aveva affrontato i malviventi.
E le notizie erano davvero straordinarie, e tutta la gente che si
trovava quella sera in Piazza del Granduca ne parlava; ognuno,
travisando il racconto a suo modo, vi aggiungeva, vi toglieva, lo
modificava a suo talento.
Ma più incaloriti di tutti nel discorrere, nel gesticolare apparivano
i birri, che a tale ora calavano ogni sera nella Piazza.
Il famiglio, trattenuto da' superiori a Firenze, era chiamato da un
gruppo all'altro e a tutti ripeteva la sua storia.
Ed eccola ne' suoi particolari.
--Io mi era gettato quasi in terra--raccontava il famiglio--e
aspettava ansiosamente quello che avrebbero fatto costoro, che si
dovevano trovare a venti o trenta passi di distanza... Per un quarto
d'ora circa non ho udito altro che scrosciar l'acqua e il fischiare
del vento... Ad un tratto mi par di sentir qualcuno che si muove...
passi che si fanno, a poco a poco, precipitosi... Accosto l'orecchio
quasi alla terra e subito sento che a poca distanza da noi sette o
otto persone almeno fuggivano.
Il famiglio esagerava a bella posta per aumentare l'importanza del
pericolo da lui corso.
--Allora--continuava--io chiamo: Bobi! Bobi!... ma nessuno risponde.
Pensai che, mentre io era intento a vigilare i movimenti dei malandrini,
il Carminati si fosse allontanato allo stesso scopo... Chiamai più
forte... non ebbi daccapo nessuna risposta... Senza più pensare ai
malandrini, se si fossero tutti dati alla fuga, o se qualcuno ne
rimanesse, io apro la lanterna e guardo tutt'all'intorno... In
quell'istante sento verso l'acqua un gemito acuto, un grido di: aiuto,
aiuto!... Il vento impetuoso mi spense la lanterna!
--E poi? e poi?--domandava la gente raccapriccita a questo punto del
racconto.
Il famiglio, dando a divedere una estrema commozione, ripigliava tutto
conturbato:
--Non mi è riuscito, per quanto abbia fatto, di riaccendere la
lanterna.. Ho chiamato cinque o sei volte il Carminati, e ad alta
voce... ma sempre senza risposta... Allora ho avuto un brutto
presentimento... Ma come fare? Non mi restava altro che tornare
indietro, fermarmi alla prima casa, e poi venir di nuovo lì con lumi e
accompagnato da altri... Pratico come sono di que' luoghi, feci il
conto che in mezz'ora sarei arrivato a svegliare una famiglia di
contadini, che abitavano in una casa poco lontana... e sarei tornato.
Mi tenni a questa idea... E quasi una mezz'ora dopo arrivo, preceduto
da lumi, circondato da gente con schioppi e altri lumi, al punto dal
quale insieme al Carminati avevamo fatte le prime intimazioni... Tutti
chiamammo il Carminati, e sempre indarno... Allora ci mettemmo a
cercare... Fatti una diecina di passi, vedemmo poco lontano da noi tre
sacchi, gettati sull'erba, uno qua, uno là... Due erano pieni di
farina, uno di grano. Quello era il bottino lasciato dai malandrini...
--E il Carminati?--interrompevano i curiosi.
--Non si trovava... Finalmente, mi viene un pensiero... Che si sia
avanzato verso l'acqua e nel buio... con la piena... Su, ragazzi...
dico ai contadini che mi accompagnavano, guardiamo un poco giù verso
il fiume... alle volte... non vorrei fosse successo... Tutti gettarono
un grido d'orrore. Camminammo alcuni secondi nel più tetro silenzio...
Vi assicuro che il cuore mi batteva! Alla fine un giovinotto, che
andava innanzi a tutti, dette un urlo.
--Che c'è? che c'è?--domando io.
--Ho trovato un cappello!--mi risponde un giovinotto. «Corro verso di
lui, prendo il cappello, e subito lo riconosco... era il cappello di
Bobi... Ci guardammo tutti costernati... Di sicuro, disse il più
attempato dei contadini, qui si tratta di una grande disgrazia!... Mi
sentii rabbrividir... Ma mi restava una speranza... Avanti!
avanti!--ripetei. Ci avanzammo di più, sempre chiamando il Carminati,
e cercando con le nostre voci dominare il rumore dell'acqua, che
scrosciava, e del vento.»
Giunto a questo tratto del racconto, il famiglio invariabilmente si
strusciava sulla fronte una pezzolaccia giallognola, che si cavava di
tasca.
Il racconto finiva sempre con queste parole: «A una diecina di passi
dal cappello, proprio rasente all'acqua, e mezzo affondato nella
fanghiglia, abbiamo trovato... indovinate che cosa?... lo schioppo di
Bobi... Nessuno ha più dubitato... Era chiaro che Bobi, forse dopo
che il vento gli aveva portato via il cappello, volendolo ricercare,
cacciandosi nel buio per esplorare... aveva inciampato, ed era
cascato all'improvviso nel fiume... Aveva cercato di salvarsi
disperatamente... e da lui veniva il grido di aiuto, aiuto! che avevo
udito. Povero Bobi! e sino ad ora non si è avuta notizia del
ritrovamento del cadavere!... Già con questa piena!»
E tutti si scalmanavano, si spolmonavano, si arrovellavano a
commentare il fatto.
Gli autori del furto dei sacchi erano stati subito scoperti, e si
trovavano in prigione.
Ma Bobi?
La sua tragica fine era motivo di stupore.
Lucertolo si era fermato sotto la Tettoia, detta de' Pisani, grottesca
e barocca costruzione, tirata su a metà del caseggiato, che formava
allora il lato della piazza di contro al Palazzo della Signoria.
La Tettoia serviva di riparo alle finestre degli Uffici Postali,
rispondenti sulla Piazza, dalle quali si faceva la distribuzione delle
lettere.
Visto comparire il capo agente del quartiere. Lucertolo lo salutava e
gl'indicava il famiglio venuto da Brozzi, di bizzarra apparenza co'
suoi rozzi panni, e che raccontava per la cinquantesima volta la
catastrofe della notte precedente.
--Ebbene!--disse il capo agente--lasciate vociare quel tanghero!...
I birri delle città, specialmente quelli residenti in Firenze, si
consideravano molto superiori ai famigli che servivano nei Capitanati.
--Lasciatelo vociare!--soggiungeva l'agente.--E' l'elogio funebre che
merita un arnese, com'era quel Bobi... E' affogato... e meglio per
lui... Altrimenti ne avrebbe fatte un giorno delle sue... Ricordatevi
che nel Corpo dei Pompieri non ce l'avevano più voluto... Era stato un
bel regalo per la polizia...
--Ma credete voi--osservò Lucertolo, tutto pensoso--che il Carminati
sia affogato davvero?
--E chi ne può dubitare?
--Io!--replicò Lucertolo con voce cupa.
--Siete pazzo?
--Chi sa!
--Spiegatevi.
I due birri, camminando mentre discorrevano; erano arrivati
all'imboccatura del Chiasso dei Lanzi.
--Sì! io ne dubito--tornò a dire Lucertolo.--Il Carminati è un uomo
capace di tutto... A quest'ora chi sa dove se l'è svignata.
--Ma perchè?
--Eh, perchè... perchè... lo so io, insomma. L'uomo da un pezzo non si
sentiva più tanto sicuro. Aveva capito che io mi era accorto... e che
un giorno o l'altro sarebbe rimasto alla pania, che io gli tendevo...
E così ha preso il volo... Lo riacchiapperò, lo riacchiapperò!...
E Lucertolo si accendeva nel parlare.
Il suo confabulatore non si raccapezzava bene in quella foga di
parole, poichè il birro discorreva, come se rispondesse a' suoi
interni ragionamenti, in modo confuso e interrotto.
--C'è qualche cosa di nuovo!--osservò l'agente.
Infatti una gran folla si andava sempre più accalcando in un certo
punto della piazza.
Tra la folla si sbracciava, vociava un contadino tutto trafelato e
senza cappello.
Costui giungeva da Montelupo e recava notizia che un cadavere era
stato gettato dalle acque gonfie sopra un greto del fiume.
Il cadavere dell'annegato aveva però la testa tutta sfracellata.
La violenza della corrente lo aveva di certo sbattuto forte contro le
pile dei ponti. Il cranio si era spaccato, gli occhi pesti, il naso
infranto, la bocca squarciata; era impossibile riconoscerlo.
Il colore dei capelli, della barba, la statura inducevano a credere
che l'affogato fosse il Carminati.
Il cadavere era vestito di una giacchetta simile a quella che
indossava il birro.
Due famigli di Montelupo avevano dichiarato esplicitamente di
riconoscere nel cadavere il Carminati, per quanto fosse arduo
ritrovare il ricordo di note fattezze su quella testa così lacerata.
--Domani--asseverava il contadino--il cadavere sarà seppellito!
Lucertolo si sentiva affranto.
Tutto cospirava contro di lui.
Ormai le sue ricerche per provare l'innocenza di Nello sarebbero state
anche più difficili.
Gli restava però una speranza.
L'orma del piede scalzo da lui scoperta sul tappeto doveva almeno
rivelargli un complice.
E il birro entrava in una via di nuove e strane ipotesi.
Strane, perchè l'orma del piede scalzo, come già forse ha indovinato
il lettore, era stata lasciata sul tappeto dal povero ebreo Isacco la
sera del delitto, quando era accorso a liberare Antonietta.
E Lucertolo sarebbe mai arrivato a scovare l'ebreo?