Andrea, dopo la visita che avea avuta, non si fece aspettar molto
dalla cugina; ma la marchesa d'Arcole, la Generalessa e madama Kraupen
non ricevettero nessun messaggio in proposito. Quando lo seppero, e lo
seppero subito, se ne lagnarono altamente, dicendo alla Baby, non
senza malizia, che cominciava a essere gelosa delle sue conquiste e a
far misteri. La Baby ascoltò i rimproveri coll'usata docilità, ma
invece di rimediare al mal fatto, fece peggio; invitò a pranzo il
Santasillia solo, con Marco Baldi.
Ne seguì uno scompiglio; una piccola rivoluzione: musonerie,
lamentele, consigli, e anche rimproveri. Ma la Castelguelfo rispose
chiaro e netto che non aveva potuto invitare nessuno, perchè il
Santasillia non volea conoscer nessuno; e andava apposta da lei nelle
ore in cui sapeva di non incontrare altro che il Baldi, con cui era in
amicizia.
Che fare?... La Baby aveva parlato esplicitamente, dunque bisognava
rassegnarsi ed accettare i fatti compiuti. Ma allora, tutti insieme,
amiche e innamorati, le une per un po' d'invidiuzza, gli altri per
amor proprio, cominciarono, quasi si fossero data l'intesa, a
proclamare con quanto fiato avevano in corpo, l'innocenza di quelle
visite.
--Il Santasillia vedeva la Contessina per distrarsi un poco, e non
altro, perchè le sembrava proprio un _baby_--assicuravano le
signorine.--Infatti, la Castelguelfo è carina, carina, assai carina;
ma solamente carina. È una cosuccia graziosa e profumata; un ninnolo,
una maraviglia da _ étagère_... Ma per inspirare una passione?...
Oibò!... Manca la donna!--E in più ci sono i nervi--soggiungevano
gl'innamorati.
--In quanto al Santasillia, egli era un uomo... diverso dagli altri...
Era ancora troppo vivo in lui il ricordo della Parabiano; poi aveva
fatto i voti proprio come un prete e pativa di scrupoli.
E allora il voto di Andrea e i nervi della Contessina diventarono gli
articoli di fede della chiesuola elegante, e uno solo, il più piccolo
dubbio in proposito non sarebbe stato _di buon genere_. Fra gli altri,
Titta Damonte e Scipio Spinola si mostravano i più convinti e
intolleranti; essi non permettevano nemmeno lo scherzo.
Ma ci fu un guaio: commisero l'imprudenza di mettere a parte anche la
Baby di quella buona opinione; ed essa, invece di gloriarsene, si
senti pungere e proprio sul vivo.
Il solo Andrea, sempre chiuso in sè stesso, non ne sapeva nulla di
tutti quei discorsi e di tutti que' commenti che lo toccavano tanto da
vicino. Egli cominciava ad andare con certa frequenza in casa
Castelguelfo, dove avea ritrovata un'amica buona e intelligente, che
ascoltava volentieri il racconto de' suoi viaggi e gli intendimenti
de' suoi studi e i progressi del suo lavoro. Ma non vi andava altro
che di giorno e quando sapeva che la Contessina sarebbe stata sola. E
in quell'intimità affettuosa, egli ritrovò un nuovo conforto: quello
di aprire il cuore alla giovane cugina e confidarle l'angoscia, lo
spasimo dei suoi rimorsi, l'alta e forte idealità del suo amore; tutto
ciò che aveva sofferto, tutto ciò ch'egli aveva sperato. E le
raccontava quando e come si era incontrato la prima volta, ai _Santi
Apostoli_, coll'Adele «che indossava un abito di percallina bianca,
sparso di fiorellini azzurri.» E le ripeteva le ansie delle notti
terribili, quando egli spiava la vita della sua cara fanciulla,
mirando una finestra lontana, illuminata, che risplendeva sola fra le
tenebre; e le disse ancora, piangendo, com'egli avea veduto
contraffatto dalla morte quel viso tanto adorato.
La Baby lo ascoltava muta, raccolta, e spesso i suoi occhi si facevano
umidi, lucenti per le lacrime. Una volta sola essa aveva interrotto
Andrea: quando egli le avea detto che l'Adele era bionda.
--Bionda?... Come me?!--chiese subito la Contessina.
--Sì... proprio come lei!--rispose il Santasillia, e rimase lungamente
silenzioso a guardarla.
E l'amica buona, e le visite frequenti, e le lunghe confidenze
dissipavano a poco a poco la monotonia della sua vita. Egli adesso non
si sentiva più solo, no; nemmeno nel voler bene alla _povera_ Adele...
Anche la cugina diceva di amarla, anche la cugina credeva nella
_povera_ Adele, come in una santa; ed era così contenta di somigliarle
un poco, almeno nei capelli... almeno negli occhi!...
--Sì, che le somigliava, anche negli occhi!--pensava Andrea,
ricordandosi quando la Baby era attenta e sembrava commossa
nell'ascoltarlo.
E nemmeno non si sentiva più solo mentre era chiuso nel suo studiolo a
lavorare. Voleva imporsi, voleva vincere col suo ingegno, e ci sarebbe
riuscito. Ma guai se gli fosse mancata l'amica sua... Gli sarebbe
venuta a mancare la collaboratrice necessaria del suo lavoro... Del
resto, era naturale che le volesse bene. Così giovane giovane, e sola,
poveretta; sola anche lei!... E poi, egli non aveva altri parenti! Ci
sarebbe stata, per dir la verità... quella vecchia arpia dei
_bezzetti_, ma gli era troppo antipatica... Pure, andando spesso in
casa Castelguelfo, bisognava proprio che, almeno una volta tanto,
facesse il sacrifizio di lasciarsi vedere anche dalla Giustiniani...
Il non farlo sarebbe stata una sgarberia troppo forte... una
sconvenienza che lo avrebbe messo dalla parte del torto...
Così pensando, e a ragione, una domenica (era la domenica il giorno in
cui la Giustiniani riceveva) si fe' coraggio e andò a farle visita.
Il fuoco era spento, la gaiezza della luce primaverile era frenata
dagli spessi cortinaggi; ma pure la vecchia signora era sempre seduta
accanto al caminetto e pareva ancora più sprofondata nella poltrona
bassa, tanto gli anni l'avevano assecchita. Invece del levriere essa
teneva accucciata sulle ginocchia una canina _punch_ che si rizzò,
ringhiando col muso sudicio, appena Andrea si avvicinò per stringere
la mano alla padrona.
--E così, _fiol mio_,--cominciò la Giustiniani dopo finiti i saluti,
parlando con voce più debole e tremante, ma pure conservando la
cadenza spiccata e lenta delle parole, che parevano altrettante
punture;--_e così, fiol mio, i me dise che femo dei gelosi_ in casa
Castelguelfo.
Andrea guardò serio la vecchia senza rispondere.
--Sicuro... sicuro... _i me dise che quel pôro Damonte el sbossega a
tuto andar... Pôro putelo..._ bisogna compatirlo!... El pareva tanto
avanti nelle _bone grazie_ della Baby!
Quando Andrea uscì dalla Giustiniani era pallido, sconvolto.
--Il Damonte?--ripeteva fra sè nell'avviarsi verso casa.--Il Damonte
tanto innanzi nelle sue buone grazie?!... Vecchia strega!--Ma sentiva
che non poteva odiare soltanto la Giustiniani; odiava anche il
Damonte, e quell'odio, quella collera sua, in quel primo impeto di
sdegno pareva arrivasse fino alla Baby.
--In fine poi, che cosa me ne deve importare?... Nulla. Non vado più
in casa Castelguelfo per non arrischiare di essere incomodo, e tutto è
finito... A me proprio non preme punto; e che quel cretino sia innanzi
nelle sue _buone grazie_ quanto vuole!...
Ma Andrea era troppo onesto e schietto e non poteva mentire nemmeno
con sè stesso. Interrogò il suo cuore, e il cuore gli rispose fra i
rimorsi e la disperazione ch'egli era geloso e che ne soffriva come un
dannato.
Geloso!... Dunque... Dunque era l'amore?!
Sì, sì, era l'amore, e bisognava fuggire, nascondersi e non rivederla
mai più!...