considerazione il rapporto del ministro dell'interno, il quale
chiede fondi necessari all'acquisto di molti frumenti che trovansi
sopra bastimenti destinati a consumare la loro contumacia di
osservazione nel lazzaretto di Nisida.
La commissione è di parere di chiedere all'on. ministro
schiarimenti sui bisogni dell'esercito e sui mezzi per avere i
fondi richiesti.
Il _signor Poerio_. Prego il Parlamento perché ponga la piú matura
ponderazione in questo esame. Noi abbiamo grande bisogno di danaro
per l'esercito. Chi potrebbe consigliare di versarne ingente
somma in mano dello straniero, comperando cinquantamila tomoli di
frumento? Prima di deliberare intorno a sí grave oggetto, è d'uopo
che il ministro della guerra ci faccia sapere in questa parte i
bisogni dell'esercito. Lo zelo e l'energia del sindaco di Napoli
ha già scoperto grandi magazzini e conserve di frumento in questa
capitale. L'acquisto di quella derrata non è perciò oggi, come
prima credeasi, d'urgenza. Non veggo la necessità di emettere oggi
stesso la vostra decisione sulla domanda del ministro.
(_È adottato il parere della commissione_).
L'adunanza si scioglie.
La Costituzione era finita. I tre ultimi documenti che riporto, segnano
il principio del..... ritorno all'antico; d'una reazione ben più mite —
in verità — di quelle del '99, ma che valse ancora essa a preparare le
giornate del 1848 ed il trionfo unitario del '60.
MINISTERO DELLA GUERRA.
_Eccellenza_,
Ieri fui a Torricella fino alle 4 e mezza pomeridiane; ritornai
quindi a Casalanza per i movimenti della divisione d'Ambrosio.
Nella notte mi è giunto rapporto dal tenente generale Filangieri
da Torricella, col quale mi dava parte che quella brigata quasi
in totalità s'era sbandata, tirando fucilate sugli uffiziali e
particolarmente su di lui: fucilate che traforarono, a centinaia,
la porta della stanza dov'egli abitava. Intanto, mi giungeva
rapporto, che la brigata leggiera del generale Costa aveva avuto
avvenimento simile verso Sessa.
E, mentre mi contristava di tutto ciò, intesi a poca distanza
numerose fucilate, e verificai subito che queste partivano dai
cinque battaglioni della 1ª divisione, arrivati e bivacquati a
Casalanza, che i soldati dirigevano sui proprii ufficiali.
Di lí ad un momento furono caricati da quella canaglia i quartieri
generali del generale d'Ambrosio e mio. Il generale d'Ambrosio fu
salvo per una compagnia di zappatori che fu fedele ai suoi doveri,
ed io il fui per una ventina di gendarmi che fecero fuoco sui
soldati, i quali vili quanto iniqui si dispersero per la campagna.
Ordinai allora alla cavalleria che li caricasse: ed in questa guisa
ne ho raccolti molti e ricondotti nei ranghi: ma V. E. rifletta,
che sono questi gli stessi uomini ammutinati e sbandati un'ora
innanzi.
La prego di stabilire delle pattuglie di cavalleria sulla strada di
Napoli ad Aversa: io farò altrettanto da Aversa a Capua: il dippiú
è nelle mani di Dio.
Si degni V. E. di dar subito conoscenza di tutto ciò a S. A. R. il
principe reggente.
Capua, 18 marzo 1821.
CARRASCOSA.
A S. E. il segretario di Stato
ministro della guerra.
Per copia conforme:
_Il ministro della guerra_
COLLETTA.
—————
FRANCESCO
DUCA DI CALABRIA REGGENTE DEL REGNO.
Le paterne intenzioni del Re, mio augusto genitore, vengono ad
essere pienamente rischiarate con le ultime sue manifestazioni
fattemi in data de' 19 corrente da Firenze e recatemi dal generale
Fardella. Io credo non solo glorioso per Sua Maestà che utile
a rassicurare tutti gli animi, il farle note, trascrivendole
letteralmente:
_«Figlio carissimo,_
«Ho ricevute le lettere delle quali è stato da voi incaricato
il generale Fardella. Dal contenuto delle vostre del 13 corrente
rilevo col massimo dolore quanto voi mi esponete sullo stato in cui
attualmente si trovano i miei amati sudditi. I ragionamenti che mi
fate par che vogliono indicar me per causa de' mali della guerra,
che affliggono il mio regno.
«È per l'appunto per evitar questi mali che io mi sono adoperato,
e che vi scrissi la lettera del 28 gennaio da Lubiana, alla quale
disgraziatamente nessuna attenzione si è fatta. Le ostilità non
provocate sono state commesse dalle nostre truppe, e ciò su d'un
territorio neutrale e ad onta fin anche del mio proclama del 23
febbraio.
«L'armata dei miei augusti alleati veniva come amica; i sovrani lo
avevano dichiarato. Io avevo esplicitamente annunziato le loro e le
mie intenzioni. A chi si devono attribuire i disastri? Chi ne ha la
colpa?
«Le potenze alleate ed io abbiamo fatto di tutto per porre in
veduta le circostanze infelici alle quali venivano esposti i
miei popoli. Abbiamo offerto il modo di evitarle ed abbiamo fatto
conoscere, che il bene ed il vantaggio del mio regno esigevano che
_la ragione dettasse l'immediata cessazione di tutto ciò che_ costà
si era innovato. Ma con mio sommo cordoglio ho veduto che sordi
alle voci magnanime dell'augusto Congresso, ed a quello dell'animo
mio paterno, una cieca ostinazione ha presentato la resistenza la
piú inutile e la piú fatale a quanto si è suggerito per la salvezza
e pel vero interesse dello Stato.
«Che si dia una volta ascolto alle voci sincere d'un padre
affettuoso. Tale sono sempre stato, e tale mi troveranno sempre gli
amatissimi miei sudditi. Si abbiano presenti le mie esortazioni, i
desiderii ed i voti che vi ho espressi.
«La mia lettera da Lubiana ed il mio proclama contengono tutto ciò
che può e deve servire di norma ad una condotta che reclamano gli
interessi del regno, i voti dei buoni e quelli che io non cesso di
formare per la tranquillità dei miei Stati.
«Son sicuro, carissimo figlio, che contribuirete dal canto vostro,
perché si pervenga all'ottenimento di ciò che non può essere
disgiunto dai vostri serii ed ardenti desiderii. Teneramente vi
abbraccio, vi benedico e sono il vostro
«Firenze, 19 marzo 1821.
«_affezionatissimo padre_
«FERDINANDO B.»
—————
REGOLAMENTO DELLE TRUPPE.
La guardia reale continuerà a prestare il servizio al quale essa è
destinata e ad eseguire quello della guardia del Re e del palazzo.
L'entrata delle truppe austriache a Napoli, non lasciando la
possibilità di acquartierarvi le truppe napoletane che vi si
trovano tuttora, queste riceveranno oggi l'ordine di uscirne e
saranno messe per l'ulteriore loro destino agli ordini di S. E. il
comandante generale barone di Frimont.
Gli ordini dati da S. A. R. il principe reggente per l'entrata
delle truppe austriache nelle piazze di Gaeta e di Pescara saranno
rimessi domani prima dell'ingresso dell'armata nella città di
Napoli a S. E. il comandante generale barone di Frimont, da S. E.
il tenente generale Pedrinelli governatore di Napoli.
Le dette piazze e la città di Napoli saranno occupate nel modo
fissato dalla convenzione del 20 marzo seguita innanzi Capua.
Le guarnigioni delle mentovate due piazze seguiranno la sorte delle
altre truppe napoletane.
Fatto, conchiuso, e segnato in doppio tra S. E. il tenente generale
Pedrinelli, governatore di Napoli ed il signor conte di Figuelmont,
general maggiore, tutti e due muniti dei poteri necessarii a
quest'oggetto.
Segnato ad Aversa, il 25 marzo 1821.
PEDRINELLI. FIGUELMONT.
Per copia conforme:
_Il tenente generale capo dello stato maggiore generale_
F. PEPE.
INDICE
DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI
A
AVELLINO, città nel Molise, 4.
ASCOLI (D'), vedi _Marulli_.
ABATEMARCO ANGELO, fe' parte della giunta di governo, 11.
ASTARITA MICHELE, comandante d'una bombardiera, 16.
ACCLAVIO DOMENICO, del. giunta provvisoria di prep. terra di Bari, 17.
ARCOVITO, marchese, del. giunta prep. Abruzzo Ultra I, 17, riceve il
re, 36, comm. di legislazione, 51, ab., 55, biografia, 63.
_Articoli_ della costituzione spagnuola sul sistema delle elezioni, 18,
31.
ALCAIDE, 19, 23.
ANTONIETTA, principessa di BORBONE, assiste alla cerimonia d'apertura,
36.
ANGELINI, dep. riceve il re, 37, comm. di commercio, 51, ab., 57,
biogr. 73.
B
_Borbone_, reggimento cavalleria squadrone disertato, 3.
BENTHNEIM, principe, 10.
_Bandiera_ tricolore, 10.
BAUSAN, doma la rivolta di Palermo, 16, comm. di marina, 51, ab. 56,
biogr. 66.
BARTOLINI GEROLAMO, delegato giunta prep. valle di Siracusa, 17.
_Biblioteca di Monteoliveto_, 33.
BEGANI, dep. riceve il re, 36, comm. di guerra, 51, ab., 56, biogr., 63.
BRANCACCIO DON NICOLA principe di Ruffano, primo cavallerizzo del re,
36.
BERNI, dep. riceve il re, 37, segr. del Parlamento, 38, comm. IX, 52,
ab., 55, biogr., 65.
BRASILE, dep. riceve il re, 37, VIII commissione, 52, ab., 58.
BORRELLI PASQUALE, dep. comm. sicurezza interna, 51, ab., 56, biogr.,
66.
BUONSANTO, dep. VI commissione, 52, ab., 58, biogr., 70.
BISCARI (principe di), ab., 59, biografia, 65.
C
_Costituzione_, il grido di luglio, 3, 4, 5, di Spagna, 14, 23.
CONCILIIS (DE), ten. colonnello, 4, riceve il re, 37, comm. di guerra,
51, ab., 56, biogr., 72.
COLLETTA P. Si cita la sua storia del reame, 4, contro le elezioni, 33,
sua critica al discorso di Galdi, 43, 44.
_Carbonari_ alla Reggia, 5.
CIRCELLO (marchese di), convince il re a dare la costituzione, 7.
CALABRIA (duca di), vicario, 8, 9, sceglie i componenti la giunta di
governo, 11, duchessa, segue il re alla cerimonia di apertura, 35,
parla in risposta a Galdi, 44, 49, a San Carlo il 1º d'ottobre, 50, 55,
manifesto al popolo, marzo, 21, 129.
CAMPOCHIARO (principe di), ministro luglio, 10.
CARASCOSA, generale, ministro luglio, 10.
CARDOSA, vescovo di Cassano, fe' parte della giunta di governo, 11.
CAMPOREALE (principe di), fece parte della giunta di governo, 11.
CIANCIULLI CARLO, delegato per la giunta prep. di Terra di Lavoro, 17.
CASSITTI GIULIO, delegato per la giunta prep. di Capitanata, 17
CARELLI SAVERIO, del. giunta prep. Basilicata, 17.
COMINELLI MAURO, deleg. giunta prep. Vallo di Caltanissetta, 17.
_Compromessorii_, elezioni per compromessi, 19.
CORTI, camere del Parlamento, 19, 23, 26.
CARLO DI BORBONE, principe reale di Capua, assiste alla cer.
d'apertura, 35.
CRISTINA, principessa, assiste alla cer. d'apertura, 35.
CERALDI, dep. riceve il re, 36, comm. di legislazione, 51, ab., 55,
biogr., 73.
CASSINI, dep. riceve il re, 36, ab., 58.
CESARE (DE), dep. riceve il re, 36, comm. di legisl., 51, ab., 55.
CAPECE MINUTOLO, don Giuseppe principe di Ruoti, generale comandante
delle guardie del corpo, 36.
CACCAMO monsignor don SALVATORE, confessore del re, 36.
CARLINO, dep. riceve il re, 37, VIII comm., 52, ab., 58.
CASTAGNA, dep. riceve il re, 37, VIII comm., 52, ab., 59.
COMI, dep. ab., 57.
COLETTI, 37, 51, 57, 74.
CATALANO, 37, 51, 55, 73.
CANTÙ, 44.
_Commissioni parlamentari_, 51.
CORBI CARLO, 51, 57.
COLETTA abate MICHELE, 51.
CARACCIOLO dep. V commissione, 51, 57, 71.
COLANERI, 55.
D
_Danimarca_ (principe di) a Napoli, 10.
DELFICO MELCHIORRE, 11, VII commissione, 52, 58, 74.
_Deputati_, s'indicono le elezioni dei, 13.
_Delegati_ speciali per la giunta provvisoria, 17.
_Deputazione_, per ricevere il re, 36.
DRAGONETTI, 36, 51, 57.
DESIDERIO, 37, VI commissione, 52, 58, 76.
DONATO, 37, 51, 76.
_Diario del Parlamento_ (nota), 51, 121.
_Diploma dei deputati_, (nota), 52.
E
_Elezioni_, s'indicono le..., 14.
_Elettori_ di Napoli, 27.
_Ecclissi_, 8 settembre, 32.
F
_Foggia_, un reggimento che si ribellò, 4.
FERDINANDO I, 7, 8, 11, 32, 33, 34, risponde al discorso di Galdi, 44,
scene ai dep., 101.
FARDELLA, ten. generale, 11.
FILIPPI (DE), 17, IX commissione, 52, 58, 77.
FERRARI, barone, 17.
FINOCCHINO SALVATORE, 17.
FERDINANDO, duca di Noto, 36.
FIRRAO, cardinale, 36, 51, 56, 77.
FANTACONE G. C., 36, VIII commissione, 52, 59, 77.
FLAMMA, VI comm., 52, ab., 58, 78.
G
GALLO, duca di, 11.
GRAVINA DON GABRIELE MARIA, cappellano di Corte, 11.
_Giuramento_ del re alla Costituzione, 12, formola, 38.
_Giunta_ preparatoria del Parlamento, 15.
GRANO, monsignore, Vallo di Messina, 17.
_Giunta elettorale_ di Parrocchia, art., 18, 22, _di partito_, 22, 26,
_di provincia_, 26, 31.
_Guardie d'interna sicurezza_, 27.
GIOVINE, dep., 36, 57, 81.
GERARDI, 36, 51.
GRIMALDI, 36, 57.
GAETANI don ONORATO, duca di Miranda, cacciatore maggiore del re, 36.
GALOI, 38, 43, 49, 55, 79.
GINESTOUS, commissione finanze, 51, 57, 70.
GERONE, 51.
GALANTI, dep. VII commissione, 52, 58, 78.
GIORDANO, 57.
H
HORATIIS (DE), 58.
I
_Influenza_ dei ministri e dei carbonari sugli elettori, 32.
IMBRIANI, 36, VII commissione, 52, 58, 82.
INCARNATI, 37, 51, 57.
IANNANTUONO, VI commissione, 52, 58.
IACUZIO, 57, 82.
L
LEOPOLDO, principe di Salerno, 11, 35, 50.
LISO (DE) TOMMASO, 17.
LOMBARDO GIUSEPPE, 17.
LAURIA FRANCESCO, dep., 36, 51, 55, 83.
LOSAPIO, 37, 51, 57.
LOZZI, 37, V commissione, 51, 57.
LEPIANE, VI commissione, 52, 58, 83.
LUCA (DE), deputato, VIII commissione, 52, 55, 58, 84, 86.
LIBERATORE, 83.
_Lubiana_, congresso, 101, 103.
M
MORELLI, sottotenente disertore, 3, 4.
MINICHINI, prete, 3.
_Mercogliano_, prima tappa dello squadrone disertato, 4.
_Molise_ in rivolta, 4.
MAYER, 56.
MARULLI don TROIANO, duca di Ascoli, 5, cavallerizzo maggiore, 36.
MACEDONIO, cav. ministro di luglio, 10.
MARTUCCI GIACINTO, 11.
MANGARELLI BENEDETTO, del. giunta preparatoria di Terra d'Otranto, 17.
MEZZANOTTE FRANCESCO, Abruzzo Citro, 17.
_Mappe_ coi nomi degli elettori, 18.
MASTRILLI don VINCENZO MARIA, marchese della Schiava, capitano degli
alabardieri del re, 36.
MAZZIOTTI, 37, comm. di sicurezza interna, 51, 56, 87.
MACCHIAROLI, 37, commissione di guerra, 51, 56, 87.
MORICE, 37, 51.
MATERA, 37, 51, 57.
MAZZONE, 37, IX commissione, 52, 58.
MERCOGLIANO, 37, VIII commissione, 52, 58, 88.
MELCHIORRE, 37, 51, 57.
MOLINARO DEL CHIARO LUIGI, (nota), 50.
MARUGGI, 52, 58.
_Minerva Napoletana_, giornale, estratti di articoli, 60.
_Ministero_, art. della _Minerva_ della guerra ordine del giorno, 128.
N
NUNZIANTE marchese VITO, 4, 5.
_Nunzio_ apostolico in Napoli, 10.
NETTI, dep., 37, 51, 57.
NICOLAI, VII commissione, 52, 58, 88.
NATALI, 55.
O
_Opuscolo_ pubblicato nel '20 per modificare alcuni articoli
sull'elezione dei deputati, 30 (in nota).
ORAZIO, dep. IX commissione, 52, 58.
P
_Puglie_ (in rivolta), 4.
PEPE gen. GUGLIELMO, 5, 10, 13, 34, 37, critica il discorso del Galdi,
44, rinunzia al comando in capo dell'esercito costituzionale, 49.
PEPE GABRIELE, 59, 89.
_Ponte della Maddalena_, 8.
PICCOLELLIS (de), duca, genero del duca d'Ascoli, 7, 56.
PARISE, generale, incaricato di formare la giunta di governo, 10.
PEPE FLORESTANO, 11, è inviato a Palermo, 16.
PARRILLI FELICE, 11.
_Parlamento_ (vedi _Elezione_ e _Deputati_), 52, ultima seduta,
_resoconto_, 121.
_Palermo_, insorge, 16, s'arrende, 16.
PALAZZOLO EUGENIO, 17.
PAGLIARI CARLO, 17.
_Partito_ o distretto, 22.
PERUGINI, 36; commissione militare provvisoria, 51.
POERIO, 36, 51, 56, 89.
PESSOLANI, 37, 51, ab., 57.
PICCOLELLIS (de), 37, commissione di sicurezza interna, 51, 91.
PELLICCIA, 51, 55, 91.
PETRUCCELLI, VI commissione, 52, 57.
PERUGINI, 56, 91.
Q
QUINZIO, marchese, delegato giunta preparatoria, Abruzzo II Ultra, 17.
R
_Reggia_ di Napoli, 4, 11.
RICCIARDI, conte; ministro di luglio, 50, 39, 58, 95.
RUSSO GIOVANNI, 11.
ROSSI GREGORIO, Calabria Ultra 2ª, 17.
_Reggitori_, eletti a sorte, 21.
RUGGIERI, 36, VII commissione, 52, 58, 73.
RIOLO, 37, V commissione, 51, 55.
ROSSI FRANCESCO, 37, 51, 56.
ROSSETTI GABRIELE, suoi versi, 38.
RICCIARDI AMODIO, dep. VII commissione, 52.
RONDINELLI, VIII commissione, 52, 58, 93.
ROMEO SANTI, biografie, 93.
_Rapporto del parlamento al congresso di Lubiana_, 111.
_Regolamento delle truppe_, marzo 1821, 131.
S
_San Carlo_, teatro, 10, 13, 50.
SETTIMIO RUGGIERO, ministro di luglio, 10.
STAITI, cap. di vascello, 11.
SACCO GIACINTO, 17.
SALEGGIO GIUSEPPE, delegato giunta preparatoria, valle di Girgenti, 17.
SANT'EREMO, marchese di, accompagna gli elettori alla messa dello
Spirito Santo, 27.
_Spirito Santo_, chiesa in cui ebbe luogo l'apertura del Parlamento, 35.
SCRUGLI, 36, 51, 55.
SEMMOLA, 36, VI commissione, 52, 58, 97.
STRANO, 36, VI commissione, 52, 55.
STATELLA don FRANCESCO principe di Cassaro, maggiordomo maggiore del
re, 36.
SANGRO don NICOLA dei duchi di...., Somigliere del corpo, 36.
SPONZA, dep., 37, 51, 56, 96.
SONNI, dep., 37, VI commissione, 52, 58, 96.
SAMARA FELICE, 51.
_Suggello del Parlamento_, 52.
SAPONARA, 55.
T
_Terra di Lavoro_, si ribella, 4.
TOMMASI, marchese, segretario di Stato firma l'editto del 6 luglio '20,
8.
TROYSE, proc. gen. della S. C. di G., 11.
_Teatri di Napoli_ in luglio, 13.
TAFURI, 36, 51, 55, 97.
TRIGONA, 37, VIII commissione, 52, 59, 98.
TROYA, direttore del giornale La Minerva, 60.
TORELLI VINCENZO, direttore dell'_Omnibus_, 61.
U — W
WINSPEARE, barone, incaricato di formare la giunta di governo, 11.
V
VISCONTI FERDINANDO, colonnello, 11, 58, 99.
VILLAFRANCA principe di, perseguitato, 17.
VECCHIO GIUSTINIANO, 17.
VASTA, 37, VII commissione, 52, 58, 98.
VIVACQUA, 37, commissione sicurezza interna, 51, 56, 100.
Z
ZURLO conte GIUSEPPE, ministro di luglio, 10.
NOTE:
[1] V. Appendice II in fine del presente lavoro.
[2] P. COLLETTA, _Storia del Reame di Napoli dal 1754 al 1825_, lib.
II, cap. I.
[3] I popolani ignoranti, che non sapevano che si fosse la
Costituzione, la chiamavano: _Cauzione_, quasi garanzia, salvaguardia,
malleveria del Sovrano verso il popolo.
[4] Il marchese Vito Nunziante nacque il 17 aprile 1775 a Campagna e
morí il 22 settembre 1836 a Torre Annunziata. I suoi genitori erano
poveri e d'origine oscura. Nel 1794 s'arrolò in un reggimento di
fanteria e fu licenziato alla fine della campagna del 1798. Tornato
a casa riuní un migliaio d'uomini dell'antico esercito, si nominò
egli stesso colonnello di questa truppa improvvisata e la mise a
disposizione del cardinale Ruffo, che s'affrettò a confermarlo nel suo
nuovo grado. Alla testa del suo reggimento assistette all'assedio di
Capua e nel 1800 al combattimento di Siena per poco scampò dalle mani
dei Francesi che l'avevano fatto prigioniero.
Nel 1806 diede il consiglio di lasciar Napoli senza resistenza e di
ritirarsi nelle Calabrie; la retroguardia che egli comandava essendo
stata dispersa a Campotenese, egli si gettò in Reggio e partecipò col
resto del reggimento _Real-Sannita_ alla difesa di questa piazza.
La bravura e la fedeltà di cui diede prova gli valsero i gradi di
brigadiere (1807) e di maresciallo di campo (1814). Dopo il ritorno dei
Borboni a Napoli (1815) Nunziante nominato comandante superiore della
Calabria fu incaricato di presiedere al giudizio contro Gioacchino
Murat e seppe in tale penosa circostanza conciliare i suoi doveri col
rispetto per una sí grande sventura.
Dopo quest'epoca la Corte lo colmò di favori. Oltre a considerevoli
pensioni, nel 1815 ottenne il titolo di marchese e nel 1819 il grado
di tenente generale e la gran croce di San Giorgio. Nel 1820 ebbe il
comando di Salerno.
All'epoca di cui trattiamo, spedito a Nola, ricevette l'ordine di
marciare contro gli insorti, ma avendolo abbandonato, per via, i
soldati, egli tornò a Napoli redigendo il rapporto di cui abbiamo piú
sopra tenuto parola. Dopo avere comandato le divisioni di Siracusa
e Palermo divenne ispettore generale dell'esercito, quartier mastro
generale, nel 1830 fu vice-re di Sicilia e fu creato nel 1831 Ministro
di Stato col comando di tutte le truppe del Regno.
[5] _Giornale delle Due Sicilie_, 6 luglio 1820, N. 161.
[6] Ecco la lettera:
Mio diletto ed amatissimo figlio Francesco, duca di Calabria. — Per
indisposizione di mia salute, essendo io obbligato per consiglio
dei medici, di tenermi lontano da ogni seria applicazione, crederei
essere verso Iddio colpevole, se in questi tempi non provvedessi al
governo del regno in modo che anche gli affari di maggior momento
abbiano il loro corso, e la causa pubblica non soffra per le dette
mie indisposizioni alcun danno. Volendo io adunque disgravarmi dal
peso del governo sino a che a Dio non piaccia restituirmi lo stato
di mia salute adatto a reggerlo, non posso ad altri piú condegnamente
che a Voi affidarlo, mio dilettissimo figlio, e per essere Voi il mio
legittimo successore e per l'esperienza che ho fatto della Vostra somma
rettitudine e capacità.
Laonde di mia piena volontà vi costituisco e fò in questo mio regno
delle Due Sicilie, mio Vicario generale, siccome lo siete stato altre
volte in questi dominii ed in quelli oltre il Faro, e vi concedo ed in
voi trasferisco colle pienissime clausole dell'_Alter Ego_ l'esercizio
d'ogni diritto, prerogativa, preeminenza e facoltà al modo istesso che
da me si potrebbero esercitare.
Ed affinché questa mia volontà sia a tutti nota e da tutti eseguita,
comando che questo mio foglio da me sottoscritto e munito del mio
real suggello sia conservato e registrato dal nostro Segretario di
Stato, Ministro cancelliere, e ne sia da Voi passata copia a tutti
i Consiglieri Segretari di Stato per parteciparlo a chiunque loro
convenga.
Napoli, 6 luglio 1820.
_Firmato_: FERDINANDO.
[7] PEPE G. — _Memorie_, I, 265-266.
[8] Colori essenzialmente fissati dai Carbonari: poiché, come diremo
in un prossimo lavoro, il _rosso_ significava la fiamma, il _nero_ il
carbone, l'_azzurro_ il fumo.
[9] Era capo dei carbonari nella provincia di Foggia fino a tutto il
Gargano.
[10] I superstiziosi dissero che una Costituzione giurata in un giorno
nefasto (il 13) non poteva avere un esito felice!
[11] _Giornale costituzionale delle Due Sicilie_, 14 luglio 1820, Nº. 6.
[12] Op. cit. I. 419.
[13] _Mss. Certosa di San Martino. Opere rappresentate nei teatri
di Napoli fino al 1860_. L'opera la _Giardiniera abruzzese_ era di
soggetto tutto carbonaro; poiché _giardiniere_ chiamavansi fra di loro
le mogli dei settari.
[14] Giovedí 27 luglio 1820.
[15] Un decreto dell'ottobre 1820 stabiliva che le sessioni del
Parlamento Nazionale si tenessero in San Sebastiano alle spalle del
largo Mercatello (piazza Dante).
[16] _Bibl. Naz. di Napoli. Msc. 190. E. 1_, foglio volante. Di questa
insurrezione dovuta ai carbonari di Sicilia ed alle loro idee di
indipendenza da Napoli dirò piú ampiamente altrove.
[17] Errico de Cosa.
[18] Decreto 22 luglio 1820.
[19] Coll. 190. E. 1.
[20] _Della costituzione politica della Monarchia Spagnola tradotta
per ordine del Governo_ (Edizione ufficiale, 1820). È preceduta da una
breve spiegazione delle varie parole, che avrebbero potuto non essere
comprese nel regno.
Riportiamo per intero gli articoli per essere importantissimi e
avvertiamo che la traduzione in italiano venne fatta dal Masden di
Barcellona.
[21] S'intendono quegli individui nei quali i cittadini depositavano
le loro volontà per nominare gli elettori parrocchiali. Questo modo di
elezione si diceva _per compromesso_.
[22] Erano i principali agenti dell'amministrazione civile e della
giudiziaria; ma piú particolarmente della prima come risulta dall'art.
309 della Costituzione: — «pel governo interno vi saranno degli
aggiuntamenti composti dell'_alcaide_ dai reggitori e dal sindaco
procuratore: queste riunioni saranno presiedute dal capo politico, ove
questo vi fosse ed in sua assenza dall'_alcaide_ o dal piú antico di
essi, quando ve ne fossero due».
[23] È lo stesso che distretto.
[24] Martedí, 29 agosto, gli elettori parrocchiali di Napoli riuniti
nella sala delle adunanze in San Domenico Maggiore, si recarono
all'arcivescovado per assistere alla messa dello Spirito Santo. Il
corpo degli elettori fu scortato da un drappello di cavalleria della
Guardia di sicurezza interna. Il marchese di Sant'Eramo, sindaco di
Napoli, prese parte al corteggio. (_Giorn. Costituzionale delle Due
Sicilie_, giovedí 31 agosto n. 47).
[25] Abbiamo questo caso, proprio nel Parlamento napoletano del '20:
Melchiorre Delfico era deputato di Napoli e dell'Abruzzo Ulteriore;
Matteo Galdi di Napoli e di Principato Citeriore; Antonio Ruggeri di
Napoli e Principato Ulteriore.
[26] Un opuscolo, d'innominato autore che vide la luce appunto nel
1820, censura questo mandato colle seguenti parole: