LXXIII.

Sappiate che mai sì grande quantità d'armadure non furono vedute, come

ebbe allora dinanzi a Cartaggine. Quando e Cartagginesi ebbero date

a' Romani loro armadure, così come voi avete udito, li Romani lo'

comandaro che abbandonassero loro città e abbattessero loro fortezze,

e sì si dilongassero dal mare dieci milia passi per fare loro magioni

e loro casamente. Quando ciò intesero li Cartagginesi, ellino furono

tutti corrucciati comunemente più per loro armadure, d'onde s'erano

sforniti, che per nissuna altra cosa, però che non sapevano che si

potere fare; ma nella fine s'accordaro a ciò che prima volevano morire

nella città ed essare là entro sepolti, che nolla difendessero tanto

quanto potessero; e tantosto elessero dentro a la città due alti uomini

forti e possenti di grande signoria, de' quali l'uno aveva nome

Famenca, e l'altro Asdrubal, che fussero duca e conducitori della

città, e sopra a tutti li altri fu data la balia a Asdrubal. E sì tosto

come ebbero ciò fatto e divisato, ellino fecero le porti della città

serrare, acciò che neuno potesse nè entrare, nè uscire; poi fecero

ragunare tutti li maestri della città, e fecero fare armadure di rame e

di cuoio e d'oro e d'ariento e di metallo per loro bisogno e necessità

del ferro. Là furo fatti li sberghi d'oro e d'argento, sicchè non vi

fu risparmiata ricchezza, e di quello tanto di ferro e d'acciaio che

eglino avevano, fecero fare spade e saette e dardi e ferri da lancie, e

del rame e del cuoio fecero l'altre armadure.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 103 / 117 题