E così cominciare le parole tra' nobili principi, e quali erano da
tutti li altri guardati a gran maraviglia, e scoltavano le parole de'
due principi. Quando ebbero parlato assai di ciò e d'altre cose, si
parlò lo re Anibal, che più fiate era stato sconfitto in battaglia, sì
pensò le sciagure che possono intervenire, e perciò parlò primamente
di pace a Scipio, siccome Eutropio dice; ma lo consolo Scipio non ne
volse niente fare, se non per tale condizione, che Cartaggine rendesse
a' Romani ora al presente cinque milia pesi d'argento e mille libre
d'oro per la pace e per la triegua che fra loro era, la quale l'avevano
rotta e spezzata. Questi patti spiacquero molto allo re Anibal ed a'
Cartagginesi, e dissero che innanzi si combattarebbero co' Romani, che
questi patti facessero; ed allora si partiro e Romani e Cartagginesi,
e quali molto s'odiavano, e procacciaro di combattare senza dimoranza.
E poi ch'e prencipi furo tornati a' loro alberghi, non fu poi nessuno
dì che none assembrassero loro gente, e che none ammaestrassero di ben
fare, siccome per tutto guadagnare o per tutto perdare e vita e avere
e donne e figliuoli e onore.