A quello remore e a quello grido venne Scipio lo consolo con grande
cavallaria, che tanti n'uccise de' Poonii e de' Mirmidieni, che
disarmati erano, colle spade taglienti, che tutta la terra n'era
ingombrata de' morti e de' feriti, che tutti furono morti e menati a
martiro. Foilse re de' Mirmidieni, che parente era dello re Anibal, si
fuggì con molta poca gente, che poco si fallì che non arse dentro a sue
tende. In questa battaglia ch'io v'ô detta, furo morti degli Africani
tra per fuoco e per arme in quella notte quaranta milia d'uomini
e presine cinque miglia. Non si dee neuno maravigliare di questa
sconfitta, imperò che leggiera cosa era di loro prendare e uccidare,
quando ellino entravano nel fuoco tutti disarmati per spegniarlo.
Lo duca de' Poonii e lo re Foilse de' Mirmidieni, che di quella
battaglia scamparo, rassembraro loro gente il più tosto che potero
per combattare co' Romani e per vendicare loro ontia e loro grande
dannaggio.