LVII.

A quello remore e a quello grido venne Scipio lo consolo con grande

cavallaria, che tanti n'uccise de' Poonii e de' Mirmidieni, che

disarmati erano, colle spade taglienti, che tutta la terra n'era

ingombrata de' morti e de' feriti, che tutti furono morti e menati a

martiro. Foilse re de' Mirmidieni, che parente era dello re Anibal, si

fuggì con molta poca gente, che poco si fallì che non arse dentro a sue

tende. In questa battaglia ch'io v'ô detta, furo morti degli Africani

tra per fuoco e per arme in quella notte quaranta milia d'uomini

e presine cinque miglia. Non si dee neuno maravigliare di questa

sconfitta, imperò che leggiera cosa era di loro prendare e uccidare,

quando ellino entravano nel fuoco tutti disarmati per spegniarlo.

Lo duca de' Poonii e lo re Foilse de' Mirmidieni, che di quella

battaglia scamparo, rassembraro loro gente il più tosto che potero

per combattare co' Romani e per vendicare loro ontia e loro grande

dannaggio.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 86 / 117 题