Quando tutte le genti d'Affrica furo tutte assembrate, ellino
cavalcaro tanto, che vennero in quella parte, ove Scipio li aveva
dinanzi sconfitti di notte, e tantosto furo le battaglie ordinate e
divisate d'una parte e d'altra; e sì tosto come s'aggionsero insieme,
missero mano alle spade, e cominciarono la battaglia, traendosi sangue
da tutte parti, e tagliandosi braccia, teste e tutte altre membra,
tanto che de' morti era tutta la terra ingioncata e coverta. Alla fine
li Romani ebbero la vittoria, però che lo consolo Scipio s'abbandonava
in quella parte e in qualunque pressa vedeva maggiore per loro
confondare e rempare, e Lenio[40] e Massimo e li altri consoli Romani
pregiati d'arme e buoni pedoni e la buona cavallaria li menaro tanto
alle spade taglienti, che li cacciaro del campo sconfitti e venti senza
nulla speranza di tornare addietro. Là fu preso lo re de' Mirmidieni,
e sì lo prese Lenio, che 'l gionse quando fuggiva sopra uno destriere
d'Affrica, e li altri che camparo, fuggiro tanto che entraro nella
ricca città d'Aguarento[41]; e come furo dentro, chiusero le porti e
fornirono le mura e le difese d'armadure per difendare la città, e
Lenio l'incalciò e tanto menò gran forza di gente, che gli assediò,
e tanto assaliro le mura e le porti, che le ruppero. E quando quelli
della città viddero che non si potevano più tenere, si arrendero salve
le persone.