In questo modo, come voi udite, si partì lo re Astrubal di Spagna, e
passò poggi, valli e fiumi e riviere e montagne nella terra di Gaule,
tanto che venne a' monti di Mongeu, e quali passò a molta gran pena.
Allora si partiro di Roma Claudio e Marzio Luccio, amenduni consoli,
con molta grande gente per venire contra Astrubal, del quale la novella
era già venuta a Roma, e questi due consoli vennero contra a lui,
siccome io vi dico, con tutta loro gente.
Intanto che le genti di Astrubal discendevano li monti di Mongeu, e li
consoli gionsero colle loro genti dall'altro lato segretamente, che
lo re Astrubal non sapeva niente di loro venuta; e siccome la gente
dello re Astrubal discendea delle montagne pieni di freddo, così erano
assaliti da' Romani, de' quali innanzi che discendessero tutti, ne
fecero grande uccisione, imperò che gli trovarono venuti mezzi meno
per lo grande freddo. Ma come Astrubal con tutta sua gente fu disceso,
allora s'incominciò una crudele battaglia e pericolosa, e durò uno
grande pezzo, che non si sarebbe potuto cognosciare chi n'avesse auto
il meglio, e la gran quantità degli olifanti che lo re Astrubal aveva
menati, e quali facevano grande danno a' Romani, e tenevano si strette,
le genti sue, che li Romani non li potevano offendare. Ma li Romani
ordinaro due grandi schiere di cavalieri, a' quali posero a ogniuno in
groppa uno sergente, e tutti erano coverti di ferro con buone accette
in mano; e poi si missero in mezzo degli olifanti, e quelli ch'erano
in groppa, scesero appiei in terra, e a niuna altra cosa attendevano,
se non a uccidare gli olifanti, e non potevano essare offesi, perchè
quelli cavalieri che gli avevano portati, tenevano sì stretti quelli
delle castella, che avevano briga di loro difendare, sicchè ne
facevano grande uccidare. Quel modo d'uccidare gli olifanti aveva
primamente trovato lo re Astrubal, e non perciò si stavano li altri,
imperò che in più di mille luogora si combatteva, ed era la battaglia
pessima e pericolosa.