L.

In quello tempo medesimo era Scipio consolo nella terra di Spagna che

aveva sconfitto e vento lo re Astrubal, siccome io v'ô detto, e già

era il terzo anno di sua venuta in Ispagna, nella quale avea ottanta

città conquistate e messe sotto la signoria di Roma per gran battaglie,

le quali lassò tutte franche senza rendare tributo, e così tornò

alla città di Roma. Ma innanzi che se ne partisse, se n'era partito

lo re Astrubal, siccome già potrete udire e contiare innanzi. Lo re

Anibal, ch'era in Sicilia, e avea morto lo consolo Marcello, udì dire

di verità, che lo consolo Scipio tornava di Spagna, e ch'elli avea

sconfitto Astrubal suo fratello, sicchè non l'osava di aspettare in

campo; e perciò mandò a dire a Astrubal suo fratello, che lassasse

la terra di Spagna, e fusse certo che contra a Scipio nulla potrebbe

tenere, e che se ne venisse il più tosto che potesse in Italia a

lui, e che quando fussero insieme, distruggiarebbero tutta Roma, chè

bene n'avarebbero la potenzia, e sì mettarebbero tutta la terra nel

podere e nella signoria di Cartaggine. Quando lo re Astrubal, ch'era

in Ispagna, udì lo comandamento di suo fratello Anibal, elli si misse

alla via senza indugio, e menò con lui molto grande sforzo di Gallici

e di Spagnuoli e di quelli di Affrica e di grandi ricchezze d'oro e

d'argento e d'altre ricchezze; e avea con lui molti olifanti e altre

bestie da portare carriaggio, le quali bestie li erano state mandate

d'Affrica.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 78 / 117 题