Della battaglia che fu in Puglia collo re Anibal, la quale io vi conto,
vi dico io ch'ella non fu tosto finita, imperò ch'e Romani volevano
prima morire ch'essare venti o cacciati del campo, e le genti dello
re Anibal, che molto erano usati d'avere vittoria sopra loro nemici,
non volevano perdare uno piè di loro terreno per paura di loro nemici;
e per questo grande orgoglio, ch'era nell'una parte e nell'altra,
e per lo grande ardimento che avevano, che mostravano che avessero
maggiore voglia di morire che di vivare, e così durò la battaglia tre
dì interi, e sì vi furo morti vinti miglia uomini o più, che non vi
sarebbero morti, se la battaglia fusse per alcuna delle parti lassata.
Ma sappiate che ciò non poteva essare, anzi incresceva molto a tali
che v'aveva, che la notte veniva sì tosto, che li faceva dipartire e
ritrarre addietro, e tali v'aveva che disideravano la morte, per ciò
che lassi erano e duramente difendevano loro riposo; e sappiate ch'ello
durava poco, come infine alla mattina e all'ora erano montati li buoni
cavalieri a cavallo e armati, e li buoni pedoni apparecchiati, che loro
schiere ordinavano per assembrare alle mortali battaglie.