Infra la gente dello re Anibal e li Romani che là erano, era la
battaglia sì intrapresa, che tutti erano alla battaglia per avere
vittoria tale, come ciascuno aspettava d'avere; e sappiate che di
quella battaglia avvenne peggio a' Romani che mai avvenisse in nulla
battaglia, e sappiate bene che gran dolore e gran gravezza averebbe
altri di contiare e di dire sì fatta perdita, come e Romani fecero, se
fussero stati Cristiani, ed avessero adorato il nostro Signore Iddio,
imperò che in questa battaglia che io v'ô detta, vi fu morto lo consolo
Emilio e vinti altri tra consoli e pretori di Roma, e quali menavano e
conducevano Roma, e anco vi furo morti trenta senatori, onde la città
di Roma fu duramente sconsigliata, e fuvi morti bene cento dieci altri
uomini nobili e di grande lignaggio, e tre milia cavalieri e bene
quaranta migliaia di pedoni tutti provati e pieni d'ardimento e di
gran prodezza[28]; e sappiate bene certamente, che innanzi che quelli
che io v'ô detti, morissero o fussero presi, n'uccisero molti di loro
nemici e molto duramente li menovaro, e allora fu la forza dello re
Anibal molto menovata.
Uno consolo che aveva nome Varro, si fuggì con cinquanta cavalieri
verso Morinde, quando vidde che tutta sua cavallaria fu venta e morta,
e di ciò non siate in dottanza, che quello dì non fu l'ultimo della
battaglia, chè sappiate che se lo re Anibal n'avesse auto o uno o
due più, l'onore e la podestà di Roma era al tutto perduta senza
potere ricoverare; e sappiate che se lo re Anibal, ch'era molto buono
cavaliere e pro', fusse andato dritto a Roma quando ebbe la battaglia
venta, l'arebbe presa senza contradizione nissuna; ma elli non fece
niente così, perciò che non se ne accorse, e altri non può essere
d'ogni cosa appensato, ma sappiate che lui fece ine dimoro molto gran
prezzo e molto longo tempo. Poi fece un'altra cosa, che fece tutto
il campo cercare per sua gente cognosciare da' Romani, imperò che li
voleva fare sotterrare e onorare secondo l'usanza del paese; e quando
ebbe ciò fatto, elli fece prendare tutti li corpi de' suoi uomini
ch'erano morti, e sì li fece ardare e mettare in cenare, chè cotale
era il costume del paese a quel tempo. E quando tutto ciò fu fatto, lo
re Anibal fece trarre tutte l'anella del dito a' Romani, e sappiate
che quelli che portavano anello in dito, erano e più alti uomini di
Roma, e quali uomini erano stati morti nella battaglia; e sì li fece
tutti ragunare insieme, e poi li fece misurare con dritta misura, e
mandonne in Cartaggine tre mine e più in testimonio della gran vittoria
ch'avevano auta contra a' Romani, e in tale maniera vi furo portati
per buoni messaggi che Anibal vi mandò; e quando quelli di Cartaggine
viddero queste cose e questo bel presento[29], ne furo sì lieti e sì
gioiosi, che ciò fu maraviglia, imperò che non potevano credare di
potere avere vittoria contra sì forte gente, come erano li Romani.